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La crisi Alitalia
ha radici lontane

di Alberto Krali
La crisi Alitalia ha radici lontane

No a 1.300 esuberi per ottenere 12.500 licenziamenti. Un’insensatezza, ma per i dipendenti Alitalia era più importante punire la dirigenza. Questo dice l’esito del referendum aziendale. Quando si lascia l’ultima parola al popolo può succedere che le decisioni siano più di pancia che di cervello. Brexit insegna. In Colombia finalmente si era raggiunto l’accordo per porre fine alla guerra civile ed ecco che, chiamato a votare, l’elettore ha detto no per dispetto al governo. E anche in Italia il No referendario di dicembre 2016 ha finito col diventare una protesta antigovernativa.

Economia globale
Sbagliato chiudersi

di Beppe Facchetti
Economia globale Sbagliato chiudersi

Evocare il populismo non vuol dire parlare di fenomeni sociologici un po’ accademici o al massimo di argomenti buoni per strappare audience nelle risse televisive sull’euro. Il populismo è una questione maledettamente seria, con precise ripercussioni politiche, e questo lo vedono tutti, specie quelli che ci vogliono campare, ma anche economiche, e qui forse molti si distraggono. Dal populismo al protezionismo il passo è brevissimo. Così come dal protezionismo alla conflittualità il tragitto è altrettanto rapido. Per questione di dazi sono guerre, fin dai tempi dell’Impero romano.

Rivali a picco
L’Atalanta vola

di Andrea Benigni
Rivali a picco L’Atalanta vola

Il vento soffia forte a favore dell’Atalanta, gli dei del pallone sono follemente innamorati della gioventù nerazzurra, ne premiano la bravura e l’audacia e puniscono ferocemente le milanesi, in evidente stato confusionale. Immaginazione a parte, il verdetto della quattordicesima giornata di ritorno è un trionfo per i colori bergamaschi: le sconfitte di Inter (sabato a Firenze per 5-4) e Milan (addirittura in casa con l’Empoli per 2-1) aprono un’autostrada alla corsa atalantina verso l’Europa League. Gasperini e i suoi uomini vantano ora un vantaggio di sette punti sui nerazzurri di Pioli (settimi in classifica e fuori dalla zona Europa) e di cinque sui rossoneri, che occupano il sesto posto, l’ultimo utile per accedere alla competizione continentale ma partendo dai preliminari di luglio.

Telefoni cellulari e tumori
Prevenire meglio che curare

di Diego Colombo
Telefoni cellulari e tumori Prevenire meglio che curare

Il telefono cellulare può causare il tumore. Lo afferma una sentenza del Tribunale di Ivrea. L’Inail, l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, dovrà risarcire un ex dipendente della Telecom, Roberto Romeo, ammalatosi di neurinoma del nervo acustico, un tumore benigno ma invalidante, causato dall’uso del telefonino per 15 anni per più di tre ore al giorno. L’Inail è stata condannata a pagare una rendita perpetua. Già Innocente Marcolini, dirigente d’azienda bresciano, era riuscito a ottenere che la Cassazione stabilisse che il suo tumore alla testa fosse legato all’uso eccessivo del telefono cellulare.

«Da Bergamo a Boston
per la medicina orale»

di Daniele Cavalli
«Da Bergamo a Boston per la medicina orale»

La sintesi, per la storia di Alessandro Villa, è che lui il bergamasco nel mondo ci è finito a farlo perché in Italia, dove sogna di tornare a lavorare, non c’era (e non c’è, almeno per il momento) spazio per la sua professione, che invece in alcuni paesi esteri ha cattedre universitarie dedicate e offre importanti prospettive di crescita lavorativa.