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La sfida di una scuola
davvero per tutti

di Susanna Pesenti
La sfida di una scuola davvero per tutti

Ventenne, l’ultima maturità nata nel ’900 sta per lasciarci. Come il lamantino che si inabissa, il galagone che occhieggia nella notte, spariranno quizzone e conteggi e dall’anno prossimo gli studenti saranno alle prese con sole due prove scritte, ma con alternanza e Invalsi portati dentro la valutazione finale dell’esame di Stato. Lo dice la legge 107, nel tentativo di esorcizzare per sempre il fantasma elitario di Gentile, mettere in asse l’istruzione tecnica perché sia salvifica per l’economia e tacitare l’Europa e i suoi test. A chiusura della prima giornata dell’esame di Stato 2017, dedicato, come sanno anche i caproni, alla prova scritta di italiano, il Miur ha annunciato che è stata la traccia sul rapporto tra «Nuove tecnologie e lavoro» la più scelta, svolta dal 38,9% degli studenti e seguita dal tema sul progresso, 17,3%, mentre la natura dell’arte romantica è stata trattata dal 14%. Gli animaletti ecologici della poesia (bella) di Giorgio Caproni per l’analisi testuale sono stati scelti dal 12,4%. Il 10,2% ha preferito l’ambito tecnico-scientifico di «Robotica e futuro tra istruzione, ricerca e mondo del lavoro». Ultime le tracce «Disastri e ricostruzione» (5,2%) e quella sugli «anni del miracolo economico» (l’1,9%).

Resistere ad oltranza
La trincea della Raggi

di Andrea Ferrari
Resistere ad oltranza La trincea della Raggi

ai giudici che quasi certamente la porteranno a processo per falso e abuso d’ufficio. Aggiunge che «Beppe le ha detto di andare avanti» e che dunque lei si atterrà alle regole del suo movimento, soprattutto a quelle di recente conio che prevedono le dimissioni di un eletto solo in caso di condanna in primo grado, e comunque sulla base di una votazione on line dei militanti. Ciò vuol dire che, se condannata, Virginia Raggi resterà seduta sulla poltrona più scomoda di Roma fino a quando Grillo e Casaleggio riterranno utile la sua presenza. O meglio: fino a quando non giudicheranno troppo dannosa la sua permanenza in Campidoglio.

A scuola d’estate
La sfida resta aperta

di Diego Colombo
A scuola d’estate La sfida resta aperta

Quando la frenesia da gioco elettronico o da social network era sconosciuta, i ritmi erano più lenti. Le serate estive, rinfrescate solo dall’anguria o dal gelato, diventavano, talora, infinite. Un tempo la televisione aveva solo due canali, il Nazionale e il Secondo, e in questa stagione mandava in onda <Giochi senza frontiere>, una competizione da sagra paesana tra città europee, arbitrata sempre da due svizzeri, Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Nei prati si trovavano ancora le lucciole: i monelli gareggiavano per vedere chi ne catturava di più, condannandole così a un’inevitabile fine.

Da Casnigo all’Oman:
le diversità arricchiscono

di Giada Frana
Da Casnigo all’Oman: le diversità arricchiscono

«È stato un salto nel vuoto, un vuoto che è stato subito colmato. Durante il primo anno ho assaporato talmente tante belle esperienze che non mi sono né annoiata, né ho sentito la nostalgia di casa». Terry Bettinaglio, 42 anni, di Casnigo, maestra di scuola dell’infanzia, da agosto del 2015 si trova in Oman, a Muscat, con il marito e i loro figli Elisa e Marco, rispettivamente di 16 e 9 anni.Capitati quasi per caso, in poco tempo il Paese li ha saputi conquistare. Tutto comincia ad aprile del 2015: suo marito da tempo avrebbe voluto lavorare all’estero, così, quando fa la domanda per il trasferimento e gli viene detto di fare una lista di una decina di Paesi preferiti, su suggerimento di un collega, l’Oman viene scelto come terza opzione. Ed è proprio lì che viene assegnato: così Terry, che lavorava alla scuola dell’infanzia a Casnigo, prende un’aspettativa di due anni ed il 29 agosto 2015 insieme alla famiglia parte per questa nuova avventura.