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Caldaia, pompa di calore full electric o ibrida?

Per ridurre la spesa e i consumi legati al riscaldamento si deve intervenire sull’efficienza del proprio impianto.

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Con l’inverno alle porte, la scelta del sistema di riscaldamento non riguarda soltanto il prezzo di acquisto dell’impianto. Oggi l’efficienza della casa, le temperature medie della zona, il tipo di radiatori e la volatilità del costo dell’energia possono cambiare il conto in bolletta. E, mentre le politiche europee spingono verso l’abbandono progressivo dei combustibili fossili, comprendere le differenze tra le tecnologie disponibili diventa il primo passo per un investimento lungimirante.

La caldaia a condensazione utilizza il gas per produrre calore e acqua calda ed è integrabile negli impianti tradizionali, compresi quelli con radiatori. La pompa di calore full electric, invece, funziona con l’elettricità e trasferisce all’interno il calore presente nell’aria esterna. Con lo stesso principio può anche raffrescare gli ambienti durante l’estate. Il suo rendimento ottimale è interessante quando le temperature esterne non sono troppo rigide: per questo, prima di sostituire un impianto, occorre valutare caratteristiche dell’edificio, isolamento, clima della zona e sistema di distribuzione del calore. È qui che entrano in gioco i sistemi ibridi, che combinano una pompa di calore elettrica e una caldaia a gas: una centralina li coordina e decide quale utilizzare, in funzione delle condizioni esterne e, nei sistemi più avanzati, del costo delle diverse fonti energetiche. Quando il clima è più mite, la pompa di calore può coprire il fabbisogno con un consumo elettrico contenuto. Quando le temperature scendono e diventa più difficile estrarre calore dall’aria esterna, può intervenire la caldaia. Una soluzione interessante nelle abitazioni che non possono passare facilmente a un sistema completamente elettrico o che richiedono temperature di mandata elevate.

A cambiare le prospettive economiche di questa transizione è il possibile abbinamento con l’impianto fotovoltaico. La pompa di calore consuma elettricità, ma una parte di questa energia può essere prodotta direttamente sul tetto di casa. I pannelli non eliminano i consumi della pompa, ma permettono di coprirne una quota con energia autoprodotta, riducendo quella acquistata dalla rete. Il beneficio cresce se si riesce a utilizzare l’elettricità nelle ore di produzione dell’impianto. Per sfruttare meglio questa combinazione si può affiancare al fotovoltaico una batteria di accumulo, che conserva parte dell’energia prodotta durante il giorno per renderla disponibile in altri momenti. L’efficienza complessiva viene poi ottimizzata da un sistema di gestione intelligente che coordina produzione, accumulo e funzionamento della pompa di calore, aumentando l’autoconsumo. Quanto si risparmia, però, dipende da diversi fattori: dimensione dell’impianto fotovoltaico, esposizione, consumi dell’abitazione, presenza dell’accumulo e modalità con cui viene utilizzata la pompa di calore.

Per valutare quale soluzione sia più adatta è però fondamentale partire da un’analisi dei consumi e dell’impianto esistente. Metano Nord, oltre alla fornitura di gas e luce, propone caldaie, sistemi evoluti per il riscaldamento e fotovoltaico, occupandosi anche di installazione, collaudo e sostituzione dei vecchi apparecchi, per accompagnare il cliente nella scelta della soluzione più adatta alle caratteristiche della casa.

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