Burger button

La nuova compliance ingloba la sostenibilità e diventa un vantaggio

Le nuove ISO 9001 e 14001ampliano l’attenzione verso il cambiamento climatico, la sicurezza, la biodiversità e la parità di genere. Le piccole realtà sono coinvolte nelle richieste che attraversano le filiere produttive

Lettura 2 min.
lorenzo pinetti

Un sistema qualità realmente integrato nella gestione aziendale, non solo una serie di procedure e documenti. Ecco la grande novità dell’ultima revisione della ISO 9001:2026 per la gestione della qualità e della 14001:2026 per i sistemi di gestione ambientale. Le nuove norme, che non venivano aggiornate dal 2015, sono l’occasione per riflettere sul tema della compliance aziendale e dell’importanza che il rispetto di normative, procedure e requisiti può assumere per l’impresa in merito a gestione per la qualità, sicurezza e ambiente.

L’appuntamento è per martedì 20 ottobre alle 18.30 con «La compliance aziendale come vantaggio competitivo», un convegno promosso da Confartigianato in occasione della «Settimana per l’energia e la sostenibilità», in programma presso l’auditorium dell’associazione nella sede di via Torretta 12, Bergamo. Un’occasione di confronto tra competenze accademiche, giuridiche e legate alla valutazione della conformità, con l’obiettivo di leggere la compliance non soltanto come adempimento, ma come elemento capace di rafforzare affidabilità e competitività aziendale. Al tavolo dei relatori siederanno Lorenzo Pinetti, presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, la professoressa Stefania Servalli del dipartimento di Scienze aziendali dell’Università degli studi di Bergamo, l’ingegner Vincenzo Patti, presidente di Assotic – l’Associazione italiana degli organismi per la valutazione della conformità - e Benito Melchionna, procuratore emerito della Repubblica.

«La compliance riguarda il modo in cui l’impresa definisce responsabilità, gestisce i rischi, controlla i processi e verifica i risultati - spiega la professoressa Stefania Servalli - La sfida che pone la compliance, spesso a torto letta nell’ottica burocratica, rappresenta tuttavia un’opportunità per comprendere il suo impatto e valorizzarne il potenziale in termini competitivi. Le certificazioni ISO ad esempio possono rappresentare un vantaggio: un’organizzazione più ordinata e consapevole dell’impresa consente di utilizzare meglio le risorse, assumere decisioni fondate su dati che sono stati raccolti e sistematizzati e dimostrare con maggiore credibilità il proprio modo di operare». «Il quadro normativo, inoltre, sta diventando sempre più ampio - aggiunge Lorenzo Pinetti, presidente di Confartigianato Imprese Bergamo - Accanto alle norme ISO sulla qualità, sulla sicurezza e sull’ambiente stanno assumendo crescente rilievo temi come la sostenibilità, la sicurezza delle informazioni, la responsabilità dell’impresa, la parità di genere e persino i sistemi di gestione dell’Intelligenza Artificiale».

Orientarsi in questo ambito per una piccola realtà imprenditoriale può non essere semplice, ecco perché un’associazione come Confartigianato gioca un ruolo cruciale «sia nel supportare gli imprenditori nel comprendere cosa cambia e come muoversi in modo proporzionato alla propria attività, sia nel trovare strumenti finanziari e contributi a sostegno dell’adozione di questi sistemi di gestione - sostiene Pinetti -. Certificazioni, sistemi di gestione e rispetto delle regole non devono essere percepiti soltanto come un costo o un adempimento, ma possono diventare strumenti di qualificazione e un vantaggio competitivo. Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese nell’affrontare questa evoluzione per non lasciarle sole davanti alla crescente complessità normativa». «La nuova ISO 14001 mantiene la struttura precedente, ma chiarisce alcuni contenuti e rafforza l’attenzione a cambiamento climatico, biodiversità, uso efficiente delle risorse e misurazione delle prestazioni ambientali - aggiunge Servalli -. La ISO 9001 pone, invece, maggiore enfasi sulla cultura della qualità, sul comportamento etico, sull’attenzione al cliente, sul controllo dei processi, sulla gestione dei rischi e sul miglioramento continuo».

Anche se i requisiti di questi standard, compresi quelli ambientali e di rendicontazione Esg, interessano le grandi realtà, anche le piccole e micro imprese in quanto parte della filiera sono coinvolte. «Le richieste dei committenti si trasferiscono - precisa la professoressa - a fornitori e partner, chiamati a fornire evidenze e garanzie su ambiente, organizzazione, qualità e sicurezza. Per le realtà più piccole, non è per forza richiesta l’adozione degli stessi sistemi delle grandi aziende, ma non poter rispondere alle richieste può peggiorare il vendor rating, ostacolare il rinnovo degli accordi o la partecipazione a determinate commesse e, nei casi più gravi, comportare la perdita della qualifica di fornitore o l’esclusione dalla filiera. Nell’ambito di questi cambiamenti, l’Università può contribuire attraverso la ricerca e la formazione, offrendo una lettura rigorosa delle transizioni in corso e dei relativi effetti sulle imprese e sul tessuto produttivo».

I contatti di Confartigianato

Per informazioni è possibile contattate l’ufficio Innovazione e competitività all’indirizzo mail [email protected] o telefonicamente al 035.274293-248.

© RIPRODUZIONE RISERVATA