Atb vuole eliminare completamente gli autobus a gasolio entro il 2033. E ci sta riuscendo: oltre l’80% dei mezzi pubblici che circolano a Bergamo è già diesel-free . Nella flotta, che comprende 159 pullman, oggi ne restano 28 a gasolio, insieme a 73 a metano e 58 elettrici. Per accelerare la transizione, l’azienda sta investendo sia nei veicoli che nell’energia necessaria ad alimentarli: la sua strategia di decarbonizzazione – l’ultimo aggiornamento è stato presentato a settembre, durante la «Settimana Europea della Mobilità 2026» – prevede l’acquisto di nuovi autobus elettrici, degli stanziamenti sul fotovoltaico e la partecipazione a una serie di progetti europei per l’efficientamento dei consumi.
Più autobus a batteria e più produzione
da fonti rinnovabili
Entro il 2027 si rinnoveranno 26 mezzi, 14 a metano e 12 elettrici. Per accompagnare questa crescita, Atb amplia gli impianti sulle proprie strutture e studia sistemi capaci di conservare l’energia generata durante il giorno.
Lettura 4 min.I nuovi autobus elettrici
Le gare di potenziamento della flotta avviate nel 2026 porteranno, entro la fine del 2027, al rinnovo di 26 mezzi: 14 saranno a metano e 12 saranno elettrici. Al termine del prossimo anno resteranno quindi in circolazione solo due autobus Atb a gasolio. «Lo sviluppo tecnologico sta aumentando la capacità delle batterie, la loro durata e l’autonomia dei mezzi: crediamo che l’elettrificazione sia la strada da perseguire», spiega Federico Zamboni, direttore d’esercizio di Atb Servizi. La crescita dell’elettrico crea però nuove sfide: i mezzi non si riforniscono più alla pompa di carburante, ma necessitano comunque di elettricità per circolare. Tra il 2024 e il 2025, i consumi elettrici di Atb sono saliti da 6.956,61 a 7.391,27 MWh: si tratta di un aumento del 6,25%, destinato a salire ulteriormente nei prossimi anni. «Il nostro fabbisogno è in crescita per via dell’incremento degli autobus elettrici e per la necessità di far fronte alle loro ricariche», conferma Zamboni. Anche la nuova linea E-Brt, che utilizza 15 autobus full-electric da 18 metri, pesa sui consumi dell’azienda.
Atb investe sul solare
Per far fronte alla crescita della domanda di elettricità, Atb ha avviato un piano di investimenti nel solare. Attualmente, la produzione rinnovabile del gruppo si concentra nella sede di via Monte Gleno e nel deposito di Osio Sopra: il primo ha un impianto fotovoltaico da 130 kWp e il secondo ne ha uno da 120 kWp. L’ampliamento, il cui progetto esecutivo è stato depositato il 21 settembre, aggiungerà altri 800 kWp di potenza installata all’impianto di via Monte Gleno, per una potenza complessiva di circa 1 MWp. «Con l’impianto satureremo tutte le superfici disponibili: l’intervento interesserà le pensiline degli autobus, gli uffici, la carrozzeria e il parcheggio», racconta Vito Pavone, dirigente dell’Area mobilità, infrastrutture e tecnologia di Atb. «A fronte di un parco mezzi sempre più orientato all’elettrico, aumentare la capacità di autoprodurre l’energia significa rafforzare l’efficienza e la sostenibilità della nostra attività», fa eco il presidente di Atb Enrico Felli.
A regime, l’ampliamento del fotovoltaico di Atb dovrebbe consentire un risparmio di circa 187 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno
Il passo successivo prevede di accumulare l’energia prodotta di giorno per utilizzarla di notte. Atb sta studiando, insieme ai partner del progetto europeo «E-Med», il recupero delle batterie esauste dei bus elettrici e la loro conversione in sistemi di accumulo per il deposito. «Le batterie sono fondamentali per le aziende del trasporto pubblico locale perché durante la giornata, quando possiamo produrre energia solare, la maggior parte degli autobus si trova in servizio. Attraverso i sistemi di accumulo possiamo stoccare l’energia generata e non sfruttata durante il giorno per utilizzarla di notte», continua Pavone. Le simulazioni effettuate da Atb dimostrano il ruolo fondamentale delle batterie. Se negli uffici l’autoconsumo potrebbe coprire tra il 60 e il 70% del fabbisogno energetico anche senza sistemi di accumulo, sul fabbisogno della flotta le percentuali sarebbero molto diverse: senza accumulo, la quota coperta dagli impianti fotovoltaici si fermerebbe tra il 30 e il 40%. Insieme alle batterie, invece, il fotovoltaico coprirebbe il 60-70% dei consumi degli autobus. A regime, l’ampliamento del fotovoltaico di Atb dovrebbe consentire un risparmio di circa 187 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. L’autoproduzione ha anche un altro vantaggio: può mettere al riparo dalle oscillazioni dei prezzi del carburante. «Abbiamo deciso di puntare sul solare per non dipendere dalle fluttuazioni di diesel ed energia, soprattutto perché crediamo che potrebbero capitare sempre più spesso nei prossimi anni», conclude Pavone.
Materiali, consumi e batterie: la sfida della circolarità
La transizione ecologica di Atb passa anche per due progetti europei. Il primo, «Circular economy for Central Europe» (CE4CE), è partito nel 2023 ed è giunto a conclusione a marzo. «CE4CE si basa sull’individuazione di fornitori maturi dal punto di vista dell’economia circolare e sulla manutenzione predittiva», spiega Vito Pavone. Sul fronte degli acquisti, il progetto ha portato Atb a cambiare la sua scala di valutazione dei fornitori, che oggi si basa sia sul prezzo che sulla maturità ambientale e sulla circolarità dei partner. «Abbiamo redatto un questionario da condividere con i nostri fornitori per capire se erano in grado di spingersi verso procedure innovative e sostenibili», aggiunge il dirigente dell’area Mobilità della società. L’analisi ha riguardato i materiali, le vernici, il vestiario e gli imballaggi utilizzati da Atb, verificando se si trattasse di prodotti riciclati o se l’azienda produttrice avesse integrato delle pratiche circolari nella fase di produzione. Il secondo asse di «CE4CE» ha coinvolto Teb, il gestore delle tramvie bergamasche, in un progetto dedicato alla manutenzione predittiva dei tram. L’obiettivo quello di era individuare in anticipo l’obsolescenza delle componenti, anticipando i guasti.
Connesso all’elettrificazione è il progetto «Interreg Euro-Med» (E-Med), avviato nel 2024, che ha visto Atb collaborare con partner spagnoli, portoghesi, greci e sloveni e che ormai è avviato alla conclusione. «E-Med si occupa di efficienza energetica e circolarità nel trasporto pubblico», riporta Federico Zamboni, che continua: «Il suo scopo è connesso alla transizione verde: abbiamo studiato dei sistemi per unire gli autobus elettrici, l’autoproduzione di energia e lo stoccaggio con batterie e sistemi di accumulo per consumare meno elettricità possibile e ottimizzare i costi del servizio». La sperimentazione di Atb ruota attorno al problema delle batterie degli autobus elettrici, che alla fine del loro ciclo vitale (di circa otto anni, nel caso delle componenti di prima generazione) non sono più adatte alla trazione dei veicoli. I primi mezzi full-electric in circolazione a Bergamo – quelli della ex-linea C – sono entrati in servizio nel 2018, perciò le loro celle stanno giungendo alla fine della vita utile. L’obiettivo dell’azienda del trasporto pubblico è quello di riutilizzarle come «Battery energy storage system» (Bess), sistemi fissi di accumulo da collegare ai pannelli solari. «La nostra ipotesi - chiarisce Zamboni - è di rimuovere le batterie di dodici autobus e sostituirle con delle componenti nuove. Quelle “vecchie” possono diventare dei moduli di stoccaggio collegati alla rete e ai pannelli solari: di giorno immagazzinerebbero energia da restituire nelle ore notturne, durante la ricarica dei mezzi». Atb ha già completato il piano di fattibilità tecnico-economica del progetto e sta svolgendo delle valutazioni sull’opportunità di programmare un investimento per trasformare la sperimentazione in realtà.
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