Uno dei misteri piรน imperscrutabili delle relazioni umane sono i rapporti tra fratelli. Cosa fa la differenza fra le sorelle Brontรซ e le gemelle Olsen? Tra Hansel e Gretel e i fratelli Gallagher? Fra Romolo e Remo e William & Harry? Senza scomodare la storia, il gossip e la mitologia: perchรฉ esistono fratelli che vanno dโaccordo e altri che si odiano?
ร una domanda che mi faccio spesso, guardando agli adulti ancor piรน che ai bambini. Ci sono fratelli e sorelle che sono il braccio destro lโuno dellโaltro, cโรจ chi ha sempre litigato e mal si sopporta, altri che sono in rapporti di vicinanza e amicizia, ma anche chi si sente solo per gli auguri di Natale, o chi addirittura non si parla da anni. Da cosa dipende? E cโรจ qualcosa che noi genitori posiamo fare per favorire i buoni rapporti fra fratelli?
Fratelli coltelli
Mi accorgo di essere tutto sommato fortunata nelle mie relazioni familiari quando vedo quanti, fra i miei conoscenti, hanno tagliato completamente i rapporti con un ramo della famiglia, spesso con i propri stessi fratelli, di solito per questioni di soldi, ereditร , sgarbi o invincibile antipatia.
Questo รจ un meme che ho trovato in diverse versioni, una rappresentazione piรน che realistica dellโesperienza di molti. Per fortuna ci sono anche esempi positivi di fratelli che si supportano e si vogliono bene, pur avendo i loro conflitti. Una regola generale non lโho trovata, ma le basi del rapporto si costruiscono durante lโinfanzia, e qualcosa che noi genitori possiamo fare cโรจ.
Un fratello รจ un dono, ma non nel senso che ti aspetti
La nostra esperienza personale non puรฒ prescindere da quella collettiva. Al momento siamo a 1,2 figli per donna, un dato in costante discesa. Questo vuol dire che avere fratelli non รจ per niente scontato, e il fatto che non lo sia ha un impatto prima di tutto su noi genitori.
Diventare madri e padri รจ sempre piรน una scelta, e questo sottopone i genitori a crescenti pressioni, che le generazioni precedenti ignoravano. Lโopportunitร di fare o meno il secondo figlio (non parliamo del terzo o del quarto, scelte sempre piรน rare, e in quanto tali percepite come โbizzarreโ) rientra fra queste pressioni sociali. I dilemmi cui rispondere vanno dal classico: ยซDevi fargli la compagnia o rimane da solo, poverinoยป al piรน attuale: ยซMa te lo puoi permettere?ยป, fino al grande dubbio: ยซE se poi trascuri il primo?ยป. La preoccupazione maggiore, che credo le altre generazioni non abbiano mai esperito, รจ proprio quella che un secondo figlio tolga attenzioni al primogenito. La mia risposta รจ: ยซCerto che sรฌ, per fortunaยป.
Il fatto che si facciano pochi figli fa sรฌ che si concentrino su di loro un numero spropositato di attenzioni. Non parlo del classico luogo comune del โfiglio unico viziatoโ, ma proprio della libertร di non avere i genitori sempre addosso e di poter condividere questo carico con altri. Me lo ha sempre detto la mia migliore amica, cresciuta con genitori piuttosto asfissianti: ยซPer fortuna che cโรจ mio fratelloยป. Io stessa, sapendo di non poter ambire al premio di madre dellโanno, ho pensato: ยซSe sono in due, farรฒ meno danniยป. Un secondo figlio aiuta anche a โridimensionarsiโ come genitore: ci si rende conto di come i risultati del nostro educare possano essere diversi, perchรฉ diversi sono i figli. Questo per me รจ il primo dono dellโavere un fratello: alleggerire il carico, costruire nuove alleanze, dare maggior respiro alla famiglia.
Il mio figlio preferito
I bambini reclamano cura e attenzioni. Non posso dire a mio figlio: ยซQuesto disegno ti รจ riuscito proprio beneยป senza che mia figlia, se presente, si risenta: ยซMa anchโio sono stata brava, perchรฉ non me lo diciยป, e viceversa. Se faccio una coccola allโuno verrร reclamata anche dallโaltro, e cosรฌ ogni premura o gesto gentile. Quando fanno cosรฌ mi sembrano teneri, gratificanti, a tratti un poโ fastidiosi, e cerco di essere rassicurante, dicendo a entrambi che sono ยซIl mio figlio preferitoยป (il preferito dei maschi e la preferita delle femmine, me la cavo cosรฌ).
La gelosia esiste, ma non va drammatizzata. In nessun modo chi sta mettendo al mondo un secondo (o un terzo) figlio sta facendo โun tortoโ al primo, timore sempre piรน diffuso. Non รจ detto che lโarrivo di un fratello sia un โtraumaโ e che il primogenito viva lโesperienza terribile di sentirsi โmesso da parteโ. In primo luogo perchรฉ sperimentare dei limiti (ad esempio: ยซAdesso non posso giocare con te perchรฉ il neonato deve mangiareยป) mi sembra sano, in secondo luogo perchรฉ buona parte della gelosia puรฒ essere gestita e arginata se noi genitori per primi abbiamo un rapporto sereno con i bambini.
Resto convinta che un fratello o una sorella siano un dono, ma รจ normale che scatenino sentimenti ambivalenti, che vanno accettati: un bambino puรฒ essere contento ed eccitato dellโarrivo di un fratellino, ma allo stesso tempo scocciato e impaurito. Coinvolgere il grande nella cura del piccolo, ma anche ammettere a lui e a noi stessi che i nuovi nati possono essere molto impegnativi e francamente molesti, aiuta a creare un rapporto positivo. Molto piรน che pretendere dโimporre buoni sentimenti: ยซDevi voler bene a tuo fratello, devi prendertene curaยป o fare leva sul senso di colpa: ยซSei il piรน grande, non puoi comportarti cosรฌยป.
Funziona meglio un approccio positivo: ยซLui poverino non รจ ancora capace, dovrร imparare un sacco di cose da teยป, ยซร proprio fortunato ad avere un fratello (o una sorella) come teยป. Allo stesso tempo, si cerca di preservare naturali spazi di ognuno, che dipendono dallโetร e dalle inclinazioni, senza pretendere una condivisione forzata di tutto.
Litigare รจ normale
I cani abbiano, i neonati piangono, i fratelli litigano. Non cโรจ bisogno di fare un dramma delle normali faccende della vita. I litigi fra bambini non sono lโanticamera della violenza o di un carattere prepotente e rissoso, ma un modo per sperimentare la relazione.
I bambini che litigano lo fanno perchรฉ giocano insieme, e questa รจ un gran fortuna e un obiettivo raggiunto. I loro litigi possono essere fastidiosi, rumorosi o insensati ai nostri occhi, ma devono imparare a gestire i conflitti (per un gioco, una mela, il cartone da scegliere, i libri da sistemare) senza alzare le mani e senza lโintervento esterno degli adulti. Lasciarglielo fare รจ un grande regalo che facciamo ai bambini e alle loro competenze relazionali. Purtroppo imparare a โlitigare beneโ fra amici รจ sempre piรน difficile, perchรฉ i genitori sentono la pressione di dovere intervenire per ristabilire la โgiustiziaโ, appianare i conflitti e mostrarsi attenti, ma a casa abbiamo un poโ piรน di possibilitร di โlasciare fareโ. Approfittiamone.
Lโeducazione che diamo parla di noi
Possiamo cercare di creare un clima familiare positivo, ma come essere ragionevolmente certi che i nostri figli non si scanneranno da grandi? Una risposta non cโรจ, se non che i valori che trasmettiamo sono quelli che viviamo. Se noi per primi non rivolgiamo piรน la parola ai nostri cugini perchรฉ abbiamo litigato per lโereditร della nonna diventa difficile predicare la generositร e la condivisione dei giochi. Se ci sentono malignare di qualsiasi persona conoscano, รจ impossibile insegnare la gentilezza o la tolleranza. Se siamo poco equi nella maniera in cui li trattiamo creeremo astio e risentimenti. Anche i casi della vita contribuiscono ad avvicinare o allontanare le persone, non tutto dipende da noi, ma qualcosa nei nostri valori di base sicuramente sรฌ.
