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La Scuola Svizzera porta a Bergamo la festa delle lanterne

Articolo. Addentrarsi nel buio di una sera di novembre alla luce delle lanterne preparate a scuola. Una tradizione poetica e dalla forte carica simbolica, che prende vita anche a Bergamo

Lettura 2 min.
Lanternenumzug

Venerdì 12 novembre, giorno di San Martino, gli scolari della Scuola Svizzera di Bergamo saranno impegnati nella consueta Lanternenumzug, la passeggiata con le lanterne. Un’antica e suggestiva usanza che vedrà i bambini camminare e cantare per la città portando in mano le loro luci.

Una tradizione di luce

Ma come nasce questa abitudine? Quella di San Martino è considerata, da sempre, la festa che prepara il cammino verso la luce interiore del Natale. La lanterna è un modo per superare l’oscurità, dalle molteplici letture simboliche, come spiega Jonathan Rosa, Direttore della Scuola Svizzera Bergamo: “Dopo la pausa dello scorso anno, riprenderà la passeggiata con le lanterne in Città Alta. Gli alunni dal primo anno di scuola dell’infanzia alla quarta primaria canteranno per le strade di Città Alta accompagnati dalle loro lanterne. Molto amata in Svizzera, Germania e Austria, quest’usanza intende portare luce e gioia in giro per il mondo: visto il buio che abbiamo attraversato, questo evento ci riempie anche più del solito di attesa e felicità!”.

Usanza d’oltralpe

Fondata nel 1892, la Scuola Svizzera Bergamo è la più antica delle 18 scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione Elvetica. Suo è il compito di portare avanti anche da noi questa bella usanza tipica di alcuni paesi come Germania, Austria e Svizzera, dove il giorno di San Martino è festeggiato dai bambini delle scuole elementari con la “lanternata” (Lanternenumzug, in tedesco).

Al calare del sole tutti si ritrovano davanti alla scuola per fare il giro del quartiere con i loro lumi accesi, un allegro corteo nel buio delle strade che si snoda attraverso alcune tappe scelte in precedenza, mentre si cantano le canzoni delle lanterne. Così si portano luce e gioia in giro per il mondo, là dove ce n’è bisogno.

Rape intagliate

Ogni regione, poi, ha le sue specificità. Per esempio, nel Canton Zurigo, le lanterne sono create da rape svuotate e intagliate, le cosiddette Räbeliechti. All’imbrunire, accompagnati dalla musica, bambini e giovani passeggiano per le vie del paese con queste suggestive torce, al cui interno arde una candelina. La sfilata più nota si svolge a Richterswil, sul lago di Zurigo: istituita nel 1908, è una festa di grande richiamo.

Memorie di scuola

Il bello del Lanternenumzug è anche la sua preparazione. I bambini, tutti insieme, a scuola, allestiscono le loro lanterne, pregustando il momento speciale che sta per arrivare.
I genitori seguono la processione in coda, lasciando ai piccoli la felicità di vivere un giorno speciale che ricorderanno sempre.

Il ritrovo per la lanternata di Bergamo è venerdì alle 18 in Piazza Vecchia (in caso di maltempo si rinvia il tutto a venerdì 19). Parteciperanno gli insegnanti del Kindergarten (la scuola dell’infanzia) e della 1°, 2°, 3° e 4° classe della scuola primaria.

Nella Scuola Svizzera la prima lingua d’insegnamento è il tedesco, che viene insegnato anche alla scuola dell’infanzia (bilingue tedesco-italiano). Le lezioni nelle quattro lingue obbligatorie (tedesco, italiano, inglese e francese) vengono tutte impartite da insegnanti madrelingua. L’impronta pedagogica si rifà alla filosofia dello svizzero Johann Heinrich Pestalozzi, grande riformatore del sistema scolastico, il cui motto era “Imparare con la testa, le mani e il cuore”.

Chi fosse interessato a saperne di più sulla scuola può partecipare all’Open day sabato 13 novembre dalle 9 alle 13 (via Bossi 44).

San Martino

San Martino esalta la luce interiore della carità e dell’empatia verso gli altri, come testimonia la sua agiografia. Tra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa cattolica, era un soldato del tardo impero romano, che mentre eseguiva il suo giro di ronda alle porte della città di Amiens incontrò lungo la strada un pover’uomo vestito di stracci, infreddolito e tremante per via del tempo inclemente. Martino, vedendolo così sofferente volle condividere con lui il suo caldo mantello, tagliandolo in due con la spada. Poi riprese il cammino, mentre la pioggia si faceva più forte e il vento pareva volergli portare via anche l’ultima metà di mantello rimastogli. Dopo pochi istanti le nuvole scomparvero, il cielo si aprì e il sole si mise a splendere come in estate (questo il motivo per cui si parla di “estate di San Martino”).

La notte seguente, Martino vide in sogno Gesù, rivestito della metà del suo mantello militare, dire ai suoi angeli: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il sogno ebbe un tale impatto sul giovane soldato che decise di diventare cristiano e si fece battezzare la Pasqua successiva.

Sito Scuola Svizzera

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