Lo scorso anno la street art è arrivata sui muri di alcuni quartieri di Bergamo come Villaggio degli Sposi, Conca Fiorita, Grumello al Piano e Loreto. Quest’anno la mappa di opere d’arte di grandi dimensioni si arricchirà di nuovi lavori in occasione della seconda edizione di «M.UR.A», il festival di arte urbana pensato per creare comunità. In programma fino al 10 ottobre laboratori, tour in bicicletta, musica, cinema e naturalmente muri realizzati da artisti e artiste provenienti da Italia e Europa in diversi quartieri della città, in collaborazione con le persone che li abitano, con l’obiettivo di creare appartenenza attraverso l’arte urbana.
Così, alla fine delle due settimane di festival, in città resteranno cinque nuove opere d’arte: dal muro del mercato ortofrutticolo di Celadina firmato da CDS Fam and Friends, a quello dell’Istituto Comprensivo Da Rosciate di Borgo Palazzo, che ospiterà Geometric Bang, alla Petteni di Redona dove dipingerà Zoerism, allo spettacolare intervento di Lidia Cao al Rondò delle Valli, dove una giovane donna e il suo cane sono ritratti mentre guardano le montagne. Sul muro della Cavezzali di Longuelo invece interverrà l’artista basco Pablo Astrain.
Un laboratorio collettivo per costruire appartenenza
Nessuno di questi lavori sarà però risultato della creatività individuale, ma punto di arrivo di un percorso condiviso con le persone del quartiere: per l’opera di Astrain realizzata su una scuola di Longuelo ad esempio lo spunto sarà il lavoro degli abitanti della zona, guidati da Collettivo Franco, una realtà bolognese che si occupa di comunicazione e arte pubblica utilizzando linguaggi come grafica e illustrazione.
«Quando siamo arrivati a Longuelo abbiamo trovato una periferia curata e accogliente e a poca distanza un luogo come l’orto botanico “La valle della biodiversità” – spiega Valentina Monari di Collettivo Franco – Da lì è nato lo spunto di coinvolgere il direttore e chi si occupa della didattica per portare uno sguardo sul verde nel quartiere insieme ai suoi abitanti di diverse età. Così durante una passeggiata abbiamo ragionato sul tema natura urbanizzata e comunità; abbiamo poi riflettuto insieme alle persone su questi argomenti e in seguito li abbiamo tradotti in parole e immagini, realizzando un grande disegno collettivo e una fanzine, che Pablo Astrain utilizzerà poi come base per ideare la sua opera».
L’artista infatti interverrà sul muro prendendo liberamente spunto dal risultato del laboratorio senza alcun obbligo di consegnare prima un bozzetto, realizzando un’opera inedita che riflette il suo stile iperrealista molto suggestivo. «Ho una formazione artistica e provengo dall’Accademia – spiega Astrain – ma trovo molto gioioso portare questa mia base sui muri e nello spazio pubblico, confrontandomi con le persone che abitano i luoghi: in questo senso mi hanno ispirato molto i lavori di Sebastian Velasco e di Alex Void. Inoltre questa modalità di lavoro proposta dal festival poi è molto stimolante e mi offre l’occasione di creare in modo diverso dal solito».
Coinvolgere il territorio nella creazione dell’opera è parte di un modello ricorrente per «Tantemani», il progetto di Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo in cui la creatività diventa strumento per costruire relazioni: «il punto di partenza è la riflessione sull’arte in generale, che per noi non va solo guardata, ma praticata, sperimentata e allenata, è un’occasione per relazionarsi con noi stessi e con gli altri – spiega Davide Pansera di Tantemani, che insieme a Paolo Baraldi di HG80 cura la direzione artistica di “M.UR.A” festival. «In questo senso i laboratori che accompagnano ogni intervento giocano un ruolo fondamentale: mettendo attorno allo stesso tavolo le persone si crea una partecipazione attiva, le persone si sentono coinvolte, l’artista non realizza un’opera calata dall’alto e l’intervento sul territorio genera un reale senso di appartenenza. I muri sono segnalati spesso dalle reti di quartiere, in altri casi è Tantemani stessa a individuare i contesti più adatti, mentre i laboratori coinvolgono persone di età differenti, che possono essere parte delle realtà del territorio oppure essere alunni delle scuole della zona».
Musica, graffiti, cinema e laboratori
Accanto alla realizzazione dei nuovi muri, che arricchiranno una mappa di Bergamo dove i riferimenti sono le opere di street art, il festival prevede anche una serie di appuntamenti come il workshop «L’Arte dell’Identità: Segni sul Territorio» a cura di Outlab-bg, in programma l’1 e il 3 ottobre nel quartiere di Colognola, un’occasione per lavorare prima in studio e poi sui muri con bombolette e stencil. Il 9 ottobre alle 21 invece l’appuntamento è con il cinema: in programma la proiezione di un film di culto per il mondo dei graffiti come «Wholetrain» di Florian Gaag, che interverrà insieme al direttore artistico del festival Paolo Baraldi nello spazio Cult! di Piazza della Libertà. Domenica 10 invece il festival si concluderà con visite guidate, laboratori creativi e di graffiti e incontri, oltre a due tour in bicicletta alla scoperta dei murales del festival insieme alla guida Elena Guaitani (ore 10 e ore 14.30).
Durante la giornata a Daste si terranno anche tre laboratori, tutti alle 15.30: «Io sono la Mia Casa», un workshop di riciclo creativo per realizzare delle case maschere con scatole di cartone, colori e fantasia, «Street collage» in cui si lavorerà con la serigrafia, i colori e il collage e «Caos grafico», dove cimentarsi con le bombolette spray su un muro. Tra le proposte anche «Educatrap», un corner rap dove scoprire giovani artisti e artiste, che si esibiranno insieme a dieci under 20 provenienti dai laboratori realizzati con il rapper ed educatore Giovo (ore 16). Alle 18.30 seguirà «Nessuno ha chiesto il permesso», una lezione spettacolo dedicata al mondo dei graffiti e della street art con il curatore Nicola Ricciardi, mentre alle 22 si terrà la festa finale con ICKS, una serata dedicata alla musica elettronica.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Programma completo e iscrizioni ai laboratori su www.murafestivalbg.it
