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Al «Festival Pianistico» due gioielli fuori abbonamento da non perdere

Articolo. Il 23 maggio Sir Antonio Pappano dirige l’Orchestra Giovanile Italiana con Alexander Lonquich, il 29 maggio spazio all’inclusione con l’Orchestra La Nota in Più

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Sir Antonio Pappano (Musacchio & Ianniello EMI Classics 300)

Il 63esimo «Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo», da poco iniziato, regala al suo pubblico concerti e appuntamenti di grande valore artistico, ospitando nei teatri bergamaschi e bresciani giovani talentuosi e alcuni tra i grandi nomi del panorama musicale mondiale. La programmazione, fitta e ricchissima, accompagnerà gli ascoltatori in un percorso di bellezza che continuerà fino al 27 novembre, portando nella città importanti protagonisti del pianoforte nel segno del dialogo tra «Oriente & Occidente», dal romanticismo passionale di Frédéric Chopin alla leggerezza eterea delle musiche di Arvo Pärt, tra i più noti compositori del panorama internazionale contemporaneo, in dialogo con gli autori dell’Europa orientale e slava.

Oltre al cartellone generale, il festival proporrà a maggio due occasioni imperdibili per scoprire la grande musica al Teatro Donizetti di Bergamo.

Sir Antonio Pappano al Donizetti

Il primo appuntamento, molto atteso, sarà quello di sabato 23 maggio alle 20.30 al Teatro Donizetti di Bergamo. Protagonisti saranno Sir Antonio Pappano alla direzione dell’Orchestra Giovanile Italiana con solista al pianoforte Alexander Lonquich, con un programma affascinante: la «Sinfonia no.5» di Dimitri Šostakovič e il «Concerto no.1 op.15» per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms. La «Quinta Sinfonia» del compositore russo rappresenta una delle pagine più note del suo repertorio: composta tra l’aprile e il luglio 1937 a seguito dell’insuccesso e della stroncatura sui quotidiani russi dell’opera «Lady Macbeth del Distretto di Mcensk», Šostakovič tentò con quest’opera un riappacificamento con le istanze del regime stalinista, il quale aveva intimorito la sua creatività attraverso allusioni e richieste esplicite di cambiamento. Il secondo brano in programma fu tra le opere più tormentate del compositore tedesco, a lungo rimaneggiata in un lungo lavoro di gestazione che durò quasi dieci anni, divenendo uno degli esempi più importanti del concerto pianistico oltre i capisaldi consolidati del repertorio beethoveniano.

Protagonista della serata, per la seconda volta ospite del festival, Sir Antonio Pappano, direttore principale della London Symphony Orchestra, direttore onorario della Royal Opera and Ballet di Covent Garden e direttore musicale emerito dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove ha ricoperto il ruolo di direttore musicale dal 2005 al 2023. È noto per la sua leadership carismatica e per interpretazioni coinvolgenti e ampie, dal repertorio sinfonico a quello operistico. Collabora attivamente con importanti realtà musicali a livello internazionale, tra cui la Royal Concertgebouw Orchestra, l’Orchestre de Paris e la Gewandhausorchester di Lipsia.

Sul palco, insieme a Sir Antonio Pappano, salirà l’Orchestra Giovanile Italiana, attiva dal 1984, collabora con importanti istituzioni in tutto il mondo e vanta – nella sua storia – direttori del calibro di Claudio Abbado, Luciano Berio, Daniele Gatti, Carlo Maria Giulini, Zubin Metha, Krysztof Penderecki. Nel 2004 l’orchestra è stata insignita del «Premio Franco Abbiati» dell’associazione nazionale Critici Musicali. Solista del «Primo Concerto» di Brahms Alexander Lonquich, che gli appassionati hanno potuto ascoltare l’anno scorso sul palco del Donizetti con la Camerata Salzburg. Lonquich ha collaborato – nel corso della sua carriera – con direttori d’orchestra del calibro di Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, oltre a musicisti attivi nel repertorio da camera a livello internazionale. È, dal 2014, direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza e, dal 2020, direttore artistico della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.

Musica e inclusività con l’Orchestra La Nota in Più

Sabato 29 maggio, sempre al Donizetti, sarà l’occasione di avvicinarsi ad un mondo meraviglioso, un binario splendido che unisce musica ed inclusione: sul palco del Teatro Donizetti di Bergamo salirà l’Orchestra La Nota in Più, la formazione di punta del progetto musicale omonimo che, assieme al Centro Spazio Autismo, è una delle attività più rilevanti dell’associazione Spazio Autismo Bergamo APS.

«L’Orchestra si è costituita nel 2004 – spiega il presidente di Spazio Autismo Tino Manzoni conoscendo l’esperienza milanese di Esagramma, fondata da monsignor Pierangelo Sequeri. I nostri docenti, formati tramite quel metodo, hanno avuto modo di apprendere un nuovo modo di concepire la didattica musicale orchestrale assieme a ragazzi con difficoltà di relazione a livello mentale, permettendo di “sentire” le proprie emozioni e viverle a pieno». Il gruppo musicale è costituito da circa 60 ragazzi, dei quali 30 fanno parte dell’orchestra: «I nostri ragazzi si ritrovano due volte a settimana, in vari gruppi: ogni ragazzo è affiancato da un professore abilitato, apprendendo così le capacità di suonare uno strumento. Il corso dura tre anni, permettendo poi ai ragazzi di entrare come membri dell’orchestra». Tra le tante collaborazioni, l’Orchestra La Nota in Più ha realizzato progetti con diverse realtà del territorio, come «deSidera Bergamo Festival» o l’Ospedale «Papa Giovanni XXIII». Il video del concerto ospitato all’interno della struttura ospedaliera cittadina è stato caricato su YouTube ha raggiunto quasi quattro milioni di visualizzazioni.

Il programma del 29 maggio è un «viaggio dell’anima»: «La scelta di questo programma è nata seguendo il tema proposto per l’edizione del festival, ovvero l’apertura ad est: abbiamo quindi immaginato un viaggio che, da Bergamo, prendesse il volo esplorando i remoti confini della Boemia fino a giungere nella lontana Russia. Il nostro è un cammino che vuole invitare ogni persona ad includere e ad aprirsi ».

L’omaggio alla figura di Gianandrea Gavazzeni, del quale quest’anno ricorrono i trent’anni dalla scomparsa, è il punto di partenza: «Pochi conoscono il mondo compositivo di Gianandrea Gavazzeni – sottolinea Manzoni – ed è per questo che vogliamo farlo conoscere. Il viaggio partirà proponendo infatti alcuni estratti dai “Concerti di Cinquandò”, composti nella villa bergamasca di Monterosso dove il giovane direttore d’orchestra trascorse alcune estati, proseguendo con un altro immortale bergamasco, Gaetano Donizetti, e la sua “Elisir d’amore”. Sarà poi la volta di Parma, con Giuseppe Verdi e le sue “Traviata” e “Aida” per poi, successivamente varcare i confini italiani e arrivare in Boemia con “Smetana” e chiudere il nostro percorso in Russia con due capolavori: l’”Uccello di Fuoco” di Igor Stravinskij e “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Mussorgskij. Questo appuntamento rappresenta un riconoscimento incredibile e straordinario per il lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo: un momento di grande soddisfazione che vogliamo onorare al meglio, un momento dove ogni istante è bello e prezioso e la soddisfazione che ci porteremo a casa sarà immensa».

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