«O gni anno è un nuovo principio»: queste le parole del direttore artistico del festival Fabio Galessi, all’insegna della presentazione della 34esima edizione del «Festival Organistico Internazionale Città di Bergamo», un appuntamento fisso, che costituisce una vera e propria eccellenza nel panorama internazionale che vede Bergamo, la “Città degli Organi” (data l’ampia storia degli strumenti e delle famiglie organarie) sempre al centro. Un principio nuovo che consente di «scrivere l’ennesimo capitolo di una sfida continua», sottolinea Galessi, e in ciò il Festival, ancora una volta, fa scuola, volendo non solo confermare il consenso acquisito nel corso degli anni, ma continuando a crearne di nuovi. Come ogni edizione, anche quest’anno il festival svela la sua parola d’ordine: gli appuntamenti – che tra il 18 settembre e il 23 ottobre 2026 impreziosiranno i venerdì della città in alcune delle più belle chiese del territorio – saranno accomunati dal tema della versatilità.
«Da sempre definiamo i nostri ospiti Musicisti con la ‘m’ maiuscola, capaci con la loro arte di sublimare il mezzo meccanico messo a loro disposizione per creare un mondo sonoro che generi un’empatia emozionale con l’ascoltatore – spiega il direttore artistico del festival – L’interpretazione, ma soprattutto l’arte dell’improvvisazione per la cui riscoperta il festival è nato, deve rappresentare il distillato d’un bagaglio artistico ed umano molto ampio, il più ampio possibile, che spesso va a coinvolgere aspetti parecchio diversi fra loro, talvolta nemmeno complementari col mondo organistico».
Il cartellone presentato punta proprio in una direzione di grande innovazione, fatta di intrecci e legami profondi che vanno aldilà della consuetudine, proponendo protagonisti dalle mille sfaccettature che sappiano “costruire ponti” tra l’improvvisazione, le nuove opere e il grande repertorio: in una sola parola, che siano versatili.
La sinergica ricetta proposta anche quest’anno vede nuovamente la partecipazione e la stretta collaborazione di importanti realtà, come l’Associazione Amici della Chiesa del Carmine di Brescia: «Ci piace segnalare come anche quest’anno ben tre artisti del nostro cartellone suoneranno venerdì a Bergamo e domenica a Brescia con programmi parzialmente diversi, proseguendo la stretta collaborazione con l’Associazione Amici della Chiesa del Carmine creata in occasione di “Bergamo-Brescia, Capitale Italiana della Cultura 2023” ed oggi ben individuabile nella denominazione del macro-progetto territoriale condiviso “Bergamo-Brescia, Citta degli Organi”», prosegue Galessi.
A fare da cornice al Festival ci saranno molte attività collaterali: oltre al concerto monografico d’anteprima – che si è svolto il 5 giugno in San Bartolomeo dal M° Simone Della Torre e dedicato a Vincenzo Antonio Petrali in occasione della pubblicazione della prima monografia curata da Aldo Salvagno e dal bergamasco Diego Ambrosioni – il festival è ente patrocinante della quinta edizione di «Aspettando il Festival», curata da Alessandro Chiantoni, della masterclass d’organo (14 e 15 ottobre) del Politecnico delle Arti organizzata da Simone Vebber e tenuta da Tomaž Sevšek Šramel sulla musica di György Ligeti, delle «Audizioni d’Organo» in San Bartolomeo, oltre all’organizzazione del concerto “straordinario” nella Chiesa di San Pancrazio per organo portativo ed archi (6 novembre) che chiuderà l’intera stagione.
Per consentire ad un pubblico sempre più vasto di poter seguire i 6 appuntamenti della rassegna, il Festival Organistico – dal 2020, anno della pandemia – godrà di una diretta streaming trasmessa sul canale YouTube della rassegna: «abbiamo raggiunto le decine di migliaia di visualizzazioni da tutto il mondo», afferma con orgoglio il direttore artistico.
Il programma
Sei secoli di musica attraverso la bellezza rappresentano il percorso che il Festival Organistico affronterà quest’anno, presentando un campionario di artisti di grande rilievo.
Il concerto di inaugurazione, venerdì 18 settembre alle 21 in Cattedrale (all’organo Corna 2010) rappresenta il vero viatico della versatilità, attraverso un protagonista che incarna l’essenza geniale di questo termine passe-partout: uno degli attuali grandi direttori d’orchestra mondiali, il britannico Wayne Marshall, musicista sapientemente diviso tra l’attività direttoriale intensissima e quella di tastierista sia al pianoforte che – soprattutto – all’organo, strumento pienamente prediletto. Diviso tra il Novecento, l’improvvisazione e il mondo jazz: scelta non casuale in quanto «la seconda parte del concerto sarà interamente dedicata ad una “Sinfonia Jazz” improvvisata su temi dati dal pubblico» riferisce Galessi.
La prima parte sarà invece dedicata al repertorio consolidato, attraverso l’esecuzione di alcuni estratti tratti dalla «Sesta Sinfonia» di C.M. Widor, oltre ad una bella novità per il pubblico bergamasco: si avrà infatti l’opportunità di ascoltare la poderosa e affascinante «Introduzione, Passacaglia e Fuga» di Healey Willan, autore proposto per la prima volta nella nostra città. Completeranno il programma composizioni molto recenti dello stesso Marshall e di George Baker. Per questo specifico appuntamento, il concerto di apertura del Festival 2026 si avvale per la prima volta della collaborazione di «Bergamo Jazz Festival».
Ancora più curioso ed estremamente significativo sarà il secondo appuntamento, venerdì 25 settembre alle 21 in Pignolo: nella Chiesa di Sant’Alessandro della Croce (all’organo Serassi n°659), per sottolineare ancora di più la versatilità, in questo caso sulla fusione tra arti diverse. Il protagonista, Samuel Liégeon – uno fra i più straordinari improvvisatori francesi, diplomato in sette discipline musicali e vincitore d’innumerevoli concorsi, nonché (ecco il legame) affermato pittore – ha concepito un programma musicale che si pone come un vero e proprio percorso emotivo attraverso i secoli, intervallando pagine della grande letteratura musicale e proprie trascrizioni a sezioni-ponte improvvisate: ciò che emerge è un vero e proprio racconto narrativo nella bellezza.
Si procede progressivamente da Bach a Debussy arrivando fino a due improvvisazioni ispirate a dipinti: il primo di Claude Monet, in occasione del centesimo anniversario di morte, il secondo realizzato dallo stesso Liégeon. Suono e vista, due sensi che si intrecciano anche per il pubblico, come spiega Galessi: «Durante l’esecuzione, i quadri verranno proiettati affinché il pubblico possa seguirne i colori e le forme mentre si trasformano in suono. In questo modo pittura e musica si incontrano in una creazione unica, dove l’immagine diventa musica e la musica, a sua volta, ‘dipinge’ nello spazio sonoro dell’organo».
Si prosegue venerdì 2 ottobre, ritornando in Cattedrale (sullo storico organo Felice Bossi), dove sarà il turno di Bernard Foccroulle, organista belga il quale, nella sua lunghissima carriera musicale, ha affrontato quattro diverse esperienze manageriali in importanti teatri europei e festival internazionali, approfondendo anche il mondo della direzione e della composizione musicale. Foccroulle proporrà al pubblico bergamasco una magica commistione tra antico e moderno: ad ogni brano della tradizione cinque-secentesca, vengono contrapposte composizioni dello stesso Foccroule, scritte appositamente per strumenti antichi «in un gioco di specchi e risonanze di raro fascino», sottolinea Galessi.
La seconda parte del programma è invece il profondo e sincero omaggio al più grande dei Maestri, Johann Sebastian Bach, autore del quale Foccroulle ha inciso l’integrale. Il compositore e organista belga, inoltre, sarà protagonista due giorni dopo, domenica 4 ottobre, del concerto inaugurale per la «Rassegna Organistica Internazionale “Città di Brescia”» sull’organo Meiarini-Antegnati della Chiesa del Carmine.
L’Organo Balbiani della Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie, in Città Bassa, sarà co-protagonista dell’appuntamento di venerdì 9 ottobre, nel quale sarà ospitato Niklas Jahn, giovane talento vincitore nel 2023 del primo premio ex-aequo in improvvisazione a St.Albans (UK) e il primo premio assoluto al 9° concorso d’interpretazione Musashino di Tokyo, ottenendo l’anno successivo, a soli 28 anni, la prestigiosa titolarità dell’organo Silbermann-Kern alla Frauenkirche di Dresda: «Il concerto sull’organo Balbiani – spiega Galessi – è nostra tradizione affidarlo ai giovani vincitori di importanti concorsi internazionali. Jahn, artista versatile e creativo – e anche direttore di coro e orchestra – ha accettato con entusiasmo la nostra proposta di cimentarsi (sarà la prima volta al Festival) in un’improvvisazione ispirata al gusto».
Al pubblico presente nella chiesa infatti, prima del concerto, sarà donato un piccolo cioccolatino (a tutti identico), che dovrà essere assaggiato in un momento preciso assieme all’organista, il quale improvviserà in base alle sue personali sensazioni gustative.
Tra le novità assolute, nel campo dell’improvvisazione, sarà quella di proporla attraverso un ritmo scelto dal pubblico fra una selezione preparata dal festival. Inoltre, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi – assieme al legame della chiesa delle Grazie con l’ordine francescano, essendo essa stessa fondata per iniziativa di San Bernardino da Siena – la prima improvvisazione proposta da Jahn sarà basata sull’Inno gregoriano Crucis Christi Mons Alvernae, ovvero l’inno solenne dedicato alla festa delle Stimmate di San Francesco, che cade il 17 settembre. La letteratura proposta, inoltre, non sarà affatto secondaria: il programma si aprirà con la grandiosa «Fantasia e Fuga» in sol minore di Bach e, tra gli autori proposti, ci saranno nomi di grande impatto come Escaich, Reger e Messiaen.
Poco al di sotto della monumentale Porta San Giacomo, nella chiesa della Beata Vergine del Giglio, venerdì 16 ottobre (in due orari, alle 18.30 e alle 21, data la limitata capienza della chiesa) si avrà modo di ascoltare il più antico organo della città, opera di un anonimo del XVII secolo, dalla caratteristica intonazione mesotonica.
Protagonista sarà il duo Seicento Stravagante – un duo italiano in forte ascesa a livello concertistico nella prassi storicamente informata - composto da David Brutti al cornetto e Nicola Lamon alla tastiera. Il programma è intrigante, essendo integralmente dedicato ad autori di area lombarda (tra cui anche il bergamasco Giovanni Cavaccio, maestro di cappella in S. Maria Maggiore) assieme ad una chicca finale, ovvero un’improvvisazione ‘a due’, performance rara nel panorama classico: una sfida curiosa che pone, ancora una volta, il Festival in una preziosa posizione di rilevo.
E al termine, il grande finale in Città Alta, nella Basilica di Santa Maria Maggiore sullo splendido Vegezzi Bossi: venerdì 23 ottobre alle 21 sarà compito della musicista slovacca Zuzana Ferjenčíková, già a Bergamo nel 2005 come giovane vincitrice di Concorso, e protagonista nel 2022, insieme a László Fassang, del film «Sfida d’improvvisazione», di concludere la stagione concertistica. Allieva prediletta del grande Jean Guillou, Ferjenčíková è titolare della cattedra d’organo all’Università Codarts di Rotterdam, succedendo al grande organista Ben van Oosten. Durante il concerto del 23 ottobre, avremo modo di apprezzare il talento di Zuzana come performer e trascrittrice (aspetto relativo al quale, all’inizio di quest’anno, ha pubblicato un disco di grande successo, dedicato a sue personali trascrizioni). La letteratura proposta da Zuzana è notevole: ispirandosi infatti alla figura di San Francesco l’artista: «traccia con profonda sensibilità una serie di riflessioni sulla condizione umana, come la sofferenza (una Lacrima), i moti dell’anima che cercano di dominarla (Patetica), l’abbandono nella spiritualità mistica (il Sogno)», sottolinea Galessi.
L’intera serata è dedicata alla promozione di «End Polio Now», il programma di vaccinazione a cura del Rotary International che si prefigge l’eradicazione totale della poliomielite dall’intero pianeta.
Il restauro dell’organo Serassi
Il «Festival Organistico Internazionale», oltre a proporre all’ascolto importanti gioielli del nostro patrimonio organario, si impegna nella valorizzazione e nella cura degli strumenti. Con questa volontà, è infatti patrocinatore del cantiere di restauro del grande organo Giuseppe Serassi 1781 della Basilica di Sant’Alessandro in Colonna, «uno strumento unico al mondo, con una trasmissione meccanica di 33 metri che corre sotto l‘altare maggiore permettendo di suonare da un’unica consolle corpi d’organo contrapposti», riferisce Galessi.
L’intervento di restauro conservativo, atteso da molti anni, è stato affidato alla cura della ditta Pietro Corna di Leffe (BG), con un preventivo di spesa previsto di oltre 360.000 euro, e prevederà diverse fasi, dai rilievi alla documentazione fotografica fino al vero e proprio intervento sullo strumento. Nella serata del 13 settembre, prima dello smontaggio, nella Basilica cittadina avverrà la presentazione ufficiale dei lavori, attraverso una breve cerimonia con alcune esecuzioni a cura dell’organista titolare, il M° Fabio Nava, e l’apertura di una raccolta fondi internazionale: «Un grazie speciale e sincero va al parroco Mons. Gianni Carzaniga per lo straordinario impegno profuso nel voler raggiungere questo ambito traguardo che restituirà alla citta un vero e proprio gioiello dell’organaria italiana», conclude Galessi.
Tutti gli appuntamenti del festival sono ad ingresso libero. Per maggiori informazioni: www.organfestival.bg.it ; Facebook: @organfestival.bg.it
