S anremo si avvicina e, come ogni anno, alterna tra i suoi partecipanti storici big, come Patty Pravo o Francesco Renga, nomi già rodati del pop italiano, come Levante e Tommaso Paradiso, e anche artisti meno noti al grande pubblico, ma ben conosciuti nei settori meno mainstream della musica e che arrivano da scene diverse, con percorsi più laterali. Non sempre bastano quei tre minuti in prima serata per capire davvero chi si ha davanti e per farsi un’idea sulla discografia dell’artista. Per questo abbiamo scelto alcuni dei nomi meno “immediati” di questa edizione e, per ciascuno, due canzoni da ascoltare per orientarsi meglio nel loro mondo.
Bambole di Pezza
Probabilmente tra le meno note al pubblico generalista di Sanremo – e forse anche a gran parte del pubblico più giovane – le Bambole di Pezza sono in realtà una band storica, tutta al femminile, originaria di Milano. Attivo dal 2002 – con brevi periodi di pausa –, il gruppo è formato oggi da cinque componenti, divise tra voce, chitarre (soliste e ritmiche), basso e batteria e si muove tra punk e rock con un’attitudine diretta e riconoscibile. Il loro ultimo album « Wanted» (qui per ascoltarlo) conferma uno stile fatto di riff graffianti e melodie rock, ma mostra anche un ammorbidimento rispetto al passato soprattutto in alcune tracce, dove emergono influenze pop o rap. Oltre all’anima rock, un altro tratto distintivo delle Bambole di Pezza è la forte componente politica dei testi: femminismo, uguaglianza di genere, lotta alla violenza e al sessismo sono i temi centrali della loro scrittura. A Sanremo porteranno «Resta con me», un brano che sembra muoversi su coordinate più accessibili, senza rinunciare però agli elementi del pop e del punk e, soprattutto, ai loro testi di speranza.
Le canzoni per conoscerle
- « Stuntman »: una ballad punk rock che è diventata uno dei momenti più intensi dei loro live . Un inno alla resistenza delle donne e alla forza di non arrendersi, spesso cantata insieme ad una persona del pubblico fatta salire sul palco, qualcuno con lo stesso “cuore di pezza”
- « Senza permesso »: forse il manifesto più esplicito dell’anima rock del gruppo, e non solo a livello sonoro. Si tratta di un brano sull’autodeterminazione e sulla libertà, ricco di riferimenti femministi e di energia: «E se mi manchi di rispetto / Te lo dico col rossetto / Non voglio un complimento oggetto / Ma lo stesso tuo stipendio».
Eddie Brock
Edoardo Iaschi ha scelto il suo nome d’arte, Eddie Brock, ispirandosi all’alterego umano dell’antagonista di Spiderman, Venom. Il giovane cantante romano fa musica dal 2018, ma ha raggiunto una vera popolarità solo lo scorso anno grazie al successo virale del brano «Non è te» su TikTok e altri social. Sull’onda di quel riscontro ha pubblicato il suo album di debutto «Amarsi è la rivoluzione» (qui per ascoltarlo), un lavoro che ruota soprattutto attorno alle relazioni e alle fragilità sentimentali, collocandosi nel territorio dell’indie-pop romano, sulla scia di Gazzelle e Calcutta. Il legame con Roma si sente molto forte, non solo nei suoi brani, dove la città è lo sfondo fisso, ma anche a Sanremo, dove Eddie Brock duetterà con Fabrizio Moro. Anche il brano in gara al festival, «Avvoltoi», sarà in linea con questa sensibilità romantica: forse una ballad con la chitarra in primo piano e dalle tematiche amorose.
Le canzoni per conoscerlo
- « Tarocchi »: una ballad indie-pop struggente che racconta la fine di una storia d’amore con immagini quotidiane e fragilità esposte. Il brano ideale per chi ha apprezzato il lato più malinconico di «Non è te»: «Mi leggevi come fanno i tarocchi / Ma adesso / Ti tocca dove ti toccavo io / E questo, sai, mi fa morire».
- « Dueminutiediciassette »: più leggera e ritmata, appartiene a una fase precedente del percorso dell’artista. L’uso dell’ukulele e il tono più luminoso – quasi estivo – mostrano un Eddie Brock diverso, meno cupo e meno introspettivo.
Maria Antonietta & Colombre
Compagni nella vita da quindici anni, Maria Antonietta e Colombre hanno avuto per lungo tempo due carriere soliste riconoscibili e affermate nel mondo indie prima di decidere di incontrarsi anche sul piano artistico. Il progetto in coppia si basa su un equilibrio mai forzato, che riesce a far dialogare in armonia le due identità forti: Maria Antonietta si alleggerisce, rinunciando a parte della sua aggressività, ma senza perdere la propria cifra autoriale, mentre Colombre porta con sé la sua scrittura ironica e brillante. A livello sonoro, come dimostra l’album «Luna di miele» (qui per ascoltarlo), il loro progetto è attraversato da influenze molto variegate: pop, funky, folk e jazz e molto altro. Per ciò che riguarda l’immaginario invece, i due trattano di argomenti leggeri appartenenti alla loro intima quotidianità. A Sanremo presenteranno «L a felicità e basta»: un brano romantico ed elegante, dalle atmosfere intime e leggere, tipico esempio del loro cantautorato ironico. Alte aspettative anche riguardo al duetto con Brunori Sas.
Le canzoni per conoscerli
- « Io e te certamente »: il primo brano pubblicato insieme, allora ancora come semplice feat . La canzone, dolce e semplice, racconta la quotidianità di una coppia senza idealizzazioni con l’importanza di conservare la propria individualità e la fiducia nell’illusione: «Io e te certamente / gli illusi di sempre».
- « Gomma americana »: uno dei pezzi più ritmati e ironici del loro disco «Luna di miele». Il testo gioca su immagini quotidiane e doppi sensi per raccontare le difficoltà di una relazione, che possono essere superate anche solo con una risata.
Nayt
Figura centrale del conscious rap italiano, Nayt è un artista dal talento incredibile, capace di unire profondità di scrittura e una tecnica impressionante, fatta di incastri complessi e di un lucido controllo del flow. Il suo nome d’arte riprende quello anagrafico, William Mezzanotte, ma richiama inoltre la sua visione notturna e introspettiva della realtà; questa visione attraversa gran parte dei suoi testi che, per questo, spesso appaiono terapeutici e molto curati. Ancora indipendente – pur appoggiandosi a Sony per la distribuzione – ha costruito un percorso coerente e personale in otto album in studio, due mixtape e due EP, senza mai rincorrere mode o tradire se stesso. Non è certo che Sanremo sia il contesto adatto ad un artista simile, ma se «Prima che», oltre a un testo di alto livello, si muoverà su un beat più vicino alle sue canzoni più “morbide” e melodiche, potrebbe riuscire a conquistare anche chi non lo conosceva.
Le canzoni per conoscerlo
- « Se ne va »: forse la scelta più prevedibile, essendo una delle sue canzoni più note, ma si tratta di uno dei brani più potenti. Tanto il testo – che analizza il tema dell’abbandono e dell’insicurezza – quanto la melodia restano profondamente impressi: «Senza pietà / Bocca dell’inferno, mi fai piangere un fiume per te / Nessun effetto / Cadono migliaia di parole che brucio per te».
- « Ops »: il brano ideale per comprendere l’abilità tecnica di Nayt come rapper. Gli incastri sono complessi, il flow è impeccabile e il testo mantiene una densità di contenuto: un esempio di come Nayt faccia convivere senza sacrifici la tecnica e la profondità.
Sayf
Adam Viacava è l’emergente più affermato nella scena rap e, con il nome di Sayf, ha firmato collaborazioni con grandi nomi del suo genere, come Guè e Artie Five, ma anche con big del pop come Marco Mengoni (qui per ascoltare «Sto bene al mare»). Dopo una lunga gavetta indipendente, ha raggiunto una maggiore popolarità lo scorso anno, senza mai snaturare il suo stile: negli ultimi brani, forse il rap è cambiato dalle sue origini, ma i contenuti restano solidi. Inoltre, Sayf si è caratterizzato fin da subito anche come musicista: uno dei suoi tratti più distintivi, infatti, è la tromba che lo accompagna a tutti i concerti live, spesso chiusi da un’outro che unisce alla perfezione jazz e rap. Le aspettative per la sua canzone sanremese «Tu mi piaci tanto» sono molto alte: una probabile hit a livello sonoro, magari con i tratti jazz della tromba, e con un testo attento che potrebbe inserirsi in questa fase più matura del suo percorso.
Le canzoni per conoscerlo
- « Una cotta per te »: una delle sue canzoni più apprezzate che, pur restando nel genere hip-hop/rap , ha contribuito ad ampliare il pubblico di Sayf essendo più melodica di altri brani. Il testo, con immagini crude, descrive i contrasti dell’innamoramento e della vita quotidiana non sempre idilliaca: «Presi una cotta, per te / Quasi parevi la fine del mondo / Se ci ripenso, è perché / Stavo vivendo la fine del mondo».
- « Telegiornale »: uno dei brani chiave per capire il suo stile. Il flow personale e diretto va di pari passo con una capacità rara di trasformare il disagio personale in una riflessione più ampia sul presente. Un brano che mostra la sua capacità di leggere il mondo partendo da sé.
Abbiamo raccolto tutti questi brani in un’unica playlist, la trovate qui.
