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I luoghi simbolo della tradizione musicale a Bergamo

Articolo. Basiliche, sale da concerto e musei raccontano una vocazione musicale che ha reso Bergamo protagonista della scena europea

Lettura 5 min.
Un concerto in Accademia Tadini

Bergamo e il suo territorio rappresentano uno scrigno ricco di bellezza, storia, capace di incantare turisti e residenti di ogni età. La nostra città e la nostra provincia vantano un patrimonio invidiabile, tra musei, chiese e angoli suggestivi. E in questo patrimonio ci sono anche dei luoghi che hanno saputo coltivare un’altra vocazione secolare di Bergamo: quella della musica. In questo piccolo viaggio, proverò a raccontarvi alcuni esempi che ancora oggi permettono di vivere, e in certi casi di «toccare con mano», un universo sonoro che nel corso dei secoli ha reso la bergamasca uno dei più importanti simboli della musica europea (non solo grazie a Donizetti…).

La Basilica di Santa Maria Maggiore, dove tutto ebbe inizio

Nel cuore di Città Alta, sorge uno dei luoghi più significativi ed affascinanti della città: la Basilica di Santa Maria Maggiore, luogo di culto carico di storia, arte ma soprattutto musica. Edificata nella seconda metà del XII secolo (su un edificio preesistente risalente all’VIII secolo) per un voto della popolazione bergamasca alla Vergine, la Basilica nel corso dei secoli attraversò una serie di mutamenti e profonde ridefinizioni: se dall’esterno si viene colpiti dalle rigide forme romaniche, all’interno si possono ammirare le decorazioni del pieno Barocco orobico, con opere d’arte da non perdere come lo splendido Confessionale della bottega dei Fantoni e le tarsie realizzate da Giovanni Capoferri sui disegni di Lorenzo Lotto.

La Basilica bergamasca non è rappresentativa solo della bellezza artistica che custodisce, ma è il simbolo della musica bergamasca: a partire dal 1480 la chiesa è sede della Cappella musicale di Santa Maria Maggiore, la più antica anima musicale della città, divenuta un simbolo durante il XVI secolo avendo ospitato, come maestri di cappella, nomi del panorama musicale italiano e non del calibro di Franchino Gaffurio, Pietro Vinci, Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati e Tarquinio Merula. In questa lunga storia musicale – che ha tenuto viva la tradizione orobica – si colloca anche la figura di Giovanni Simone Mayr, divenuto lui stesso maestro di cappella nel 1802, nonché fondatore delle «Lezioni Caritatevoli» che introdussero alla musica il giovanissimo Gaetano Donizetti. Rendendo infatti omaggio a due delle figure più rappresentative della città a livello musicale, la Basilica ha accolto, sul finire del XIX secolo, le spoglie di Mayr e di Donizetti, oggi sepolti uno al fianco dell’altro.

Palazzo Stampa, una residenza dal respiro “musicale”

Ai confini di via Pignolo, vicino a Porta di Sant’Agostino, si affaccia lungo il viale alberato che conduce alla Funicolare Palazzo Stampa, austera residenza signorile che, fin dalla sua costruzione, ha intrecciato la sua storia con la musica. Il palazzo fu infatti voluto, nel 1843, dalla storica famiglia di organari Serassi (già residenti a Bergamo a partire dall’inizio del Settecento) e progettato dall’architetto Crivelli, concependo uno spazio ad hoc che unisse l’attività di bottega e residenza signorile. Gli spazi del palazzo furono predisposti proprio per la musica: il grande salone al primo piano, ad esempio, venne utilizzato nel collaudo degli strumenti appena costruiti prima di essere smontati e spediti alle parrocchie. Dopo il fallimento dell’azienda Serassi e la vendita del palazzo alla famiglia Daina, l’edificio non perse la sua vocazione musicale, divenendo nel 1875 sede della prima Società del Quartetto, fondata – tra gli altri – dall’ organista e compositore Vincenzo Petrali. L’attività dell’istituzione proseguì fino alla fine degli anni ‘80, per poi arrestarsi fino alla sua rinascita, nel 1904, presso la nuova sede nel salone Alfredo Piatti, in Città Alta.

Sala «Alfredo Piatti»

Poco distante dalla Basilica di Santa Maria Maggiore si trova (in via San Salvatore) una prestigiosa sala da concerto, la sala intitolata al violoncellista orobico Alfredo Piatti.

Edificata nel 1903, fu decorata dall’affreschista Francesco Domeneghini divenendo, l’anno successivo, sede della rinata Società del Quartetto (nata inizialmente a Palazzo Stampa nel 1875) e ricordata per aver ospitato, come concertisti, importanti nomi della musica internazionale: Bela Bartok, Arturo Benedetti Michelangeli, Michelangelo Abbado, Ferruccio Busoni, Alfredo Casella, Arthur Rubinstein, Pablo Casals, Wilhelm Backhaus. La sala ospita importanti strumenti musicali, tra i quali uno storico pianoforte Steinway risalente primi anni del XX (proprietà della Società del Quartetto) e un organo costruito dalla ditta Mascioni risalente al 1906 e restaurato nel 2005. Ancora oggi, la Sala Piatti è sede della stagione annuale della Società del Quartetto oltre ad essere teatro di diversi momenti musicali dedicati alla musica cameristica internazionale.

Museo Donizettiano e Biblioteca Musicale «Gaetano Donizetti»

C’è un luogo, a Bergamo, dove storia e ricerca vivono di pari passo, dove il passato musicale è vivo attraverso i cimeli. Un luogo dove le partiture conservate, a disposizione degli studiosi, diventano fonte inesauribile per lo studio e l’approfondimento alla volta di svelare i “segreti” dell’arte musicale.

Abbiamo fatto nuovamente ritorno in Città Alta, in via Arena, precisamente nel palazzo storico appartenente alla Misericordia Maggiore e, fino al 2006, sede del Conservatorio cittadino. Tra i secolari muri risalenti al XV secolo, trovano sede due tra le più importanti istituzioni della cultura musicale orobica: il Museo Donizettiano e la Biblioteca Musicale «Gaetano Donizetti».

Il Museo Donizettiano affonda le sue origini nel 1897, anno nel quale Bergamo fu una fucina di iniziative volte a celebrare il centenario della nascita di Gaetano Donizetti: le istituzioni della città vollero organizzare una esposizione di cimeli legati al grande compositore (oggetti personali, partiture, ricordi) per celebrarlo in ogni senso. Tale iniziativa ebbe un seguito con la fondazione, alcuni anni dopo (1906) del primo Museo Donizettiano, interamente dedicato al compositore ed ospitato in quella che fu la Sala Consiliare della Misericordia Maggiore. Il nuovo allestimento, curato nel 2015, accompagna il visitatore attraverso un percorso affascinante e interattivo attraverso le tappe principali della carriera di Donizetti, dalla formazione tra Bergamo e Bologna ai primi successi, ai soggiorni napoletani e parigini fino alla malattia e alla morte, avvenuta nella città natale. Il patrimonio del museo è costituito da una preziosa collezione di spartiti, lettere, ritratti e oggetti personali che raccontano la vita e l’eredità artistica di uno dei più celebri operisti italiani.

Di fronte ai locali che ospitano il Museo, si trova la Biblioteca Musicale «Gaetano Donizetti», dal 2006 sezione staccata della Biblioteca Civica «Angelo Mai», e consistente in oltre 30.000 volumi fra manoscritti ed edizioni a stampa. La Biblioteca conserva diversi fondi musicali, tra cui la «Raccolta Donizettiana» (costituita da autografi, libretti, copie manoscritte di opere e composizioni di Gaetano Donizetti), la sezione storica della biblioteca dell’Istituto Musicale Donizetti (attuale Conservatorio), il fondo della Cappella Musicale di Santa Maria Maggiore, oltre ad altre raccolte legate ad importanti musicisti orobici (Gianandrea Gavazzeni, Giuseppe Conca, Marino Anesa, Benvenuto Terzi, solo per citarne alcuni).

A Romano di Lombardia, a casa di un grande tenore

Oltre alla città e alle sue istituzioni musicali, anche la provincia “respira” musica: è questo il caso di Romano di Lombardia, paese natale del tenore Giovanni Battista Rubini (1794-1854), profondo amico di Gaetano Donizetti e indiscusso interprete delle opere di Rossini e di Bellini, oltre ad aver calcato – in quindici anni – le scene dei più importanti teatri europei della Francia, Inghilterra, Prussia, Paesi Bassi, Spagna, Russia.

La sua abitazione di Romano è oggi un museo dedicato alla sua memoria: tutto parla di una vita a servizio della musica, dai cimeli conservati nella Sala «Del Pirata», a memoria dell’opera di Vincenzo Bellini della quale Rubini fu tra i primi interpreti: abiti, oggetti di scena, persino le decorazioni degli ambienti e ai dipinti realizzati da pittori amici (come Pietro Lucchini) parlano di musica. Tra gli oggetti più preziosi conservati nel Museo Rubini vi è sicuramente la medaglia neoclassica fatta coniare in bronzo nel 1830 dall’Unione Filarmonica di Bergamo (diretta da Giovanni Simone Mayr, il maestro di Donizetti). Il museo fu realizzato dal lascito testamentario della vedova del tenore, Adelaide Comelli, nel 1872.

L’Accademia Tadini di Lovere

Nell’incantevole Lovere, cittadina affacciata sul lago d’Iseo, si trova un trionfo alla bellezza, all’arte e alla musica: è l’Accademia Tadini, voluta dal conte veronese Luigi Tadini nel 1829 e divenuta fin da subito un’importante scuola d’arte sul territorio. Il palazzo oggi ospita una nutrita collezione artistica, con opere di importanti artisti (come Jacopo Bellini, Palma il Giovane, Fra Galgario, Francesco Hayez o Antonio Canova), oltre ad ospitare la biblioteca appartenuta alla famiglia Tadini, ad una collezione di porcellane e un Museo dedicato all’Ottocento. Ma, oltre all’arte, l’Accademia Tadini è un luogo musicale, sede di importanti appuntamenti concertistici organizzati a partire dal 1927 nel grande salone dei concerti (dotato anche di un organo Tamburini, realizzato nel 1910).

Nel corso dei quasi cento anni di attività delle stagioni concertistiche, moltissimi furono i nomi di respiro internazionale ospitati: Arturo Benedetti Michelangeli, Aldo Ciccolini, Salvatore Accardo, Jorg Demus, Claudio Arrau, Mario Brunello, Lazar Berman, Jean-Pierre Rampal. La musica si respira, ancora una volta, anche grazie alla corposa collezione di strumenti musicali conservata nel Museo Tadini, costituita da preziosi strumenti, come il violino «Sebino», di liuteria cremonese del XVIII secolo, o un interessante pianoforte a coda di produzione viennese risalente al XIX secolo).

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