In questa torrida estate in cui il caldo sembra non volerci dare tregua, gli occhi di tutti gli amanti del mondo pop sono puntati sulle ultime uscite del mercato cinematografico. Dalla gigantesca, soprattutto per formato, «Odissea» all’ultimo – per ora – capitolo dell’infinita saga Marvel « Spider-Man: Brand new day », le sale cinematografiche stanno diventando meta di pellegrinaggio per tutti gli appassionati. Le ferie però si avvicinano e le prenotazioni per alcuni film sfiorano le tre settimane di attesa. La soluzione? Ecco quattro giochi da tavolo per non uscire da questo mood cinematografico passando un po’ di tempo a divertirsi al mare, in montagna o semplicemente a casa con gli amici.
L’«Odissea»… da tavolo
Diciamoci la verità: da quando al cinema è uscita l’«Odissea» diretta da Nolan ci sentiamo tutti un po’ più appassionati di mitologia greca. Quale miglior modo quindi di passare questo afoso agosto se non giocando proprio ad un gioco tratto dal poema omerico più in voga del momento? L’«Odissea» dell’Italiano Luca Feliciani, già autore del gioco da tavolo «Mythomakya» sempre dedicato alla mitologia greca, è una sfida di strategia in cui i giocatori seguiranno il peregrinare di Ulisse verso Itaca, interpretando delle divinità favorevoli o contrarie al compiersi del viaggio.
Per ognuna delle sette avventure di Ulisse – lo scontro con Polifemo, la fuga dall’isola della maga Circe, l’incontro nell’Ade con l’indovino Tiresia, la resistenza nei confronti del seducente canto delle sirene, il superamento dei temibili mostri Scilla e Cariddi, il rifiuto delle offerte della ninfa Calipso e la riconquista del trono insidiato dai Proci – verranno disposte delle difficoltà che potranno essere superate dall’intrepido Ulisse solo a condizione che le divinità giochino le carte giuste in suo favore. Attenzione però, perché i giocatori ad inizio partita non saranno a conoscenza delle intenzioni del resto del gruppo e, spesso, le carte potranno essere giocate senza essere rivelate apertamente. Solo usando l’intelligenza e l’astuzia tipiche di Ulisse sarà possibile rivelare le intenzioni degli dei e permettere, o negare, così al nostro eroe il ritorno in patria.
Il gioco «Odissea» è adatto a gruppi dai tre ai sei giocatori dai dieci anni in su. Lo consiglio per via della semplicità delle regole e per il fatto che una partita dura al massimo mezz’ora, permettendo quindi di rigiocarlo più volte interpretando divinità diverse. Il valore aggiunto di questo gioco italiano sono le magnifiche illustrazioni di Massimo Sardi, in grado di rendere «epica» (in «Odissea» è il caso di dirlo) ogni giocata.
« Dune – Imperium »: conquistare Arrakis senza muoversi di casa
Siamo ancora in estate, ma gli amanti del cinema fantascientifico sono già con la testa al 16 dicembre, giorno in cui nelle sale italiane uscirà il terzo capitolo della saga di «Dune» diretta da Denis Villeneuve. Per immergersi appieno nello spirito di quest’opera adattata dai romanzi di Frank Herbert non c’è miglior gioco di «Dune: Imperium». In questa sfida di strategia e di controllo risorse, lo spietato pianeta desertico Arrakis, meglio noto come Dune, sarà il campo di battaglia in cui si sfideranno i giocatori nel ruolo dei comandanti delle casate del Landsraad, l’organo di governo galattico composto da famiglie nobiliari in lotta per il predominio e per il controllo della misteriosa «Spezia».
Se lo scopo del gioco è semplice, ovvero accumulare risorse e conquistare 10 punti vittoria, la ricerca di alleanze con altre grandi entità come l’imperatore, la gilda del commercio, i feroci Fremen e l’ordine delle Bene Gesserit, gli intrighi di corte e la guerra in campo aperto renderanno l’intera esperienza estremamente complessa e variegata, esattamente come nel «Dune» cinematografico (questo gioco è ispirato alla versione di «Dune» realizzata da Villeneuve, quindi non aspettatevi riferimenti ai libri di Herbert o al «Dune» di David Lynch).
Il punto di forza di questo gioco è sicuramente l’unione tra i giochi di deck building , ovvero dove bisogna costruirsi il proprio mazzo di carte durante la partita, e quelli di piazzamento lavoratori tipica degli strategici alla tedesca. La durata media di una partita da quattro giocatori può tranquillamente arrivare alle due ore di gioco in cui è richiesta attenzione e una continua gestione del proprio arsenale di lavoratori e soldati. Per questo motivo, il gioco è consigliato a giocatori dai quattordici anni in su, ma assicuro che per gli amanti del genere il divertimento sarà assicurato.
«Woollie»: il solitario delle pecorelle
Lasciamo per un attimo i grandi colossal per approcciare uno dei film rivelazione del 2026. «Pecore sotto copertura», film diretto da Kyle Balda, scritto da Craig Mazin e tratto dal romanzo del 2005 Glennkill di Leonie Swann, riesce nell’impresa di unire le sensazioni dei gialli alla Agatha Christie a quelle dei classici film sugli animali della fattoria («Babe - maialino coraggioso» per citarne uno su tutti), mantenendo tutto il fascino delle pellicole corali di stampo inglese e sfruttando appieno un cast di tutto rispetto. La storia tratta le vicende di alcune pecore che, dopo l’assassinio del loro pastore, devono trovare gli indizi per scoprire l’autore del crimine e aiutare la polizia, con altri indizi, ad arrestare il colpevole.
Un’idea semplice, geniale e piena di pecore esattamente come lo è «Woollie», un gioco da tavolo particolarissimo pensato per un singolo giocatore. La scatola, di dimensioni ridotte, contiene tre plance di gioco con stampate delle griglie da 3x3, 4x4 e 5x5 caselle e delle tesserine magnetiche verdi di forma simile a quelle del tetris su cui sono stampate delle pecorelle e dei fiori in posizione diversa. Infine, sempre nella scatola saranno a disposizione una quarantina di cartoncini su cui sono riportate delle configurazioni di pecore e fiori che il giocatore deve riuscire a raggiungere usando le tessere a sua disposizione. I cartoncini numerati saranno in ordine crescente di difficoltà e assicuro che, tolti i primi livelli, la sfida proposta da «Woollie» sarà in grado di tenere occupate anche le menti più logiche in quelle ore post pranzo in spiaggia prima di potersi rituffare in mare.
« Origin story »: tra un supereroistico e la briscola
Concludiamo con il film che sta facendo impazzire i fan dell’Uomo Ragno (e di tutto il Marvel Cinematic Universe) in questi giorni: « Spider-Man: Brand new day ». Trentottesima pellicola dell’universo cinematografico Marvel, il seguito di «Spider-Man: No way home» sta infrangendo ogni record di incassi nella settimana di lancio e sembra dare finalmente respiro ad un genere supereroistico che non è mai stato così in crisi come negli ultimi anni. Se da un lato la visione di questo tipo di film fa venire voglia di indossare un costume e partire all’avventura per la salvezza dell’umanità, dall’altro la voglia di mare ci spinge all’usanza ben più italiana di passare le serate di vacanza giocando a briscola con i vicini di ombrellone. Ebbene, le due cose possono coesistere grazie a «Origin Story».
Si tratta di un gioco da tavolo in cui ad ogni giocatore viene assegnata una plancia in stile fumetto senza baloon (le «nuvolette» con i dialoghi tipiche dei fumetti). Nel corso dell’intera partita i giocatori, che potranno partecipare fino ad un numero massimo di cinque, potranno giocare carte potenziamento per dare vita al proprio personaggio, fino a svelarne l’identità segreta nell’ultimo round. Ma perché giocare delle abilità? Qui arriva il bello: le abilità servono per guadagnare punti durante gli scontri in stile briscola. I giocatori per tutta la partita dovranno infatti sfidarsi con delle carte numerate dall’uno al tredici e divise in quattro semi e il gioco – salvo alcune varianti particolari – consisterà nel riuscire a lanciare la carta con lo stesso seme della carta di partenza dal valore più alto. Attraverso queste prese e i modificatori attribuiti dalle abilità speciali, a fine partita verranno contati i punti. Non ho ovviamente descritto le modalità di attivazione di alcune carte per evitare lungaggini, ma assicuro che il gioco è estremamente divertente, anche grazie ad una durata per partita di poco superiore ai trenta minuti, cosa che permette di poter organizzare rivincite in pieno stile briscola.
