A volte basta poco per cambiare prospettiva sul divertimento. Una fumetteria, qualche gioco da tavolo e un gruppo di sconosciuti pronti a diventare compagni di partita. È così che, al C&A Nerd Corner di Dalmine, il sabato sera assume un significato nuovo. Spinto dalla voglia di sfatare il mito per cui il weekend è solo concerti, locali e discoteche, sono infatti andato a incontrare Cristian Leone e Anna Maria Dezerbi, gestori della fumetteria di Dalmine, che ogni sabato sera a partire dalle ore 21 organizzano nel proprio negozio un evento dedicato ai giochi da tavolo.
L’arrivo in negozio
Dopo aver scambiato qualche messaggio con Cristian, mi presento in via Buttaro 5/a poco prima dell’orario d’inizio. Ad accogliermi c’è Anna, che mi fa fare il giro della fumetteria mostrandomi le varie sezioni, dal fumetto italiano al manga passando per comics, giochi da tavolo, action figures, miniature e TCG (Trading Card Game, traducibile come giochi di carte collezionabili). Proprio parlando di TCG, saluto Cristian mentre è intento a discutere di mazzi di «Magic: the Gathering» con un cliente. Mi rivelerà in seguito che, oltre a vendere carte, è anche un grande appassionato di questo gioco.
Aspetto le 21 sbirciando tra le librerie in cerca di qualche fumetto e mi ritrovo ad acquistare il primo numero del manga «Berserk» in edizione variant (ovvero con una copertina diversa) e, soprattutto, la mitica «Trilogia della spada di ghiaccio» di Topolino che da troppo tempo mancava alla mia collezione. Scoccata la fatidica ora, noto che nelle due stanze della fumetteria si sono raggruppate circa una ventina di persone che ora stanno prendendo posto ai tavoli.
La partita
Vengo accompagnato al tavolo dove sta per cominciare una partita a «Echoes of Time». Mi viene offerta una sedia e, nell’attesa che Cristian venga a spiegare le regole, faccio la conoscenza dei miei avversari. Davanti a me siede Francesco, libero professionista di trent’anni residente a Dalmine che frequenta la fumetteria sin dalla sua apertura. Alla sua sinistra c’è Massimo, 27 anni, anche lui di Dalmine e anche lui frequentatore della prima ora. Alla mia sinistra invece c’è Fabrizio, insegnante di scuola primaria di 37 anni che ha scoperto della serata grazie ad un gruppo social dedicato ai giochi da tavolo.
Tempo di una breve spiegazione e ha inizio la partita. Si tratta di una sorta di gioco di carte ambientato in un regno popolato da quattro fazioni di animali antropomorfi che, grazie ad artefatti magici, combattono per il predominio di quattro fonti di energia. Il sistema di gioco è abbastanza particolare, perché prevede una plancia con tessere scorrevoli che rappresentano lo scorrere del tempo. Ogni giocatore, nel momento in cui decide di mettere in gioco una creatura, deve posizionare la carta prescelta sulla plancia avendo cura di metterla sulla casella contrassegnata con il numero indicato prima del simbolo della clessidra.
Ad ogni turno, le tessere si spostano di una posizione verso destra e, insieme a loro, anche le carte. Nel momento in cui una carta viene spostata abbastanza a destra da cadere dalla plancia, questa potrà effettivamente essere messa in gioco ed utilizzata per conquistare una fonte di energia o attivare un effetto. In qualche turno, mi rendo conto che i miei avversari stanno puntando all’attaccare le fonti il prima possibile per collezionare punti partita. Decido di non scontrarmi con loro in campo aperto e cerco di studiare una combinazione di effetti in grado di farmi ottenere punti senza combattere. Grazie ad una serie di colpi di fortuna, riesco a creare un sistema che mi permette di guadagnare dai 10 ai 14 punti ogni due turni (i punti totali sono 48). Soddisfatto del mio gioco penso di avere la vittoria in pugno ma, al solito, la distrazione gioca brutti scherzi. Non avendo praticamente mai ostacolato i miei rivali, ho fatto in modo che loro potessero prendermi in contropiede. Al primo turno di “rodaggio” del mio sistema, Massimo conquista l’ultima fonte di energia mettendo fine alla partita e ai miei sogni di gloria. Oltretutto, nell’ultimo turno a disposizione dei giocatori, praticamente chiunque tranne me ha utilizzato carte in grado di togliere punti vittoria agli avversari. Risultato? Ovviamente sono arrivato ultimo nel conteggio dei punti, ma ho passato un’ora giocando con delle persone appassionate ed amichevoli, per cui la considero in ogni caso una vittoria.
Cristian e il Nerd Corner
Finita la partita, saluto i miei avversari e mi dirigo da Cristian per fare due chiacchiere. Scopro così che è originario di Roma, ma è a Bergamo da quattro anni e che ha aperto il suo Nerd Corner il 2 dicembre del 2022.
GT: Da dove nasce l’idea di aprire una fumetteria?
CL: È una passione che ho fin da quando ero bambino. A un certo punto mi sono chiesto: perché lavorare per altri quando posso lavorare per me, facendo qualcosa che mi piace davvero? È vero, non è che «se fai un lavoro che ti piace non lavori», perché è comunque stressante, ma lo è in modo diverso. Lo gestisci meglio, perché è qualcosa che senti tuo.
GT: Da quanto organizzate serate dedicate ai giochi da tavolo?
CL: Praticamente dal primo mese, abbiamo iniziato subito. All’inizio erano il venerdì, poi per questioni lavorative del gruppo siamo passati al sabato sera. È il giorno migliore, anche perché il giorno dopo si può dormire e si resta più tranquilli. Mediamente partecipano dodici persone, anche se stasera (sabato 17 gennaio, ndr) sono più di venti. In estate invece aumentano, perché si esce più volentieri.
GT: Che fascia d’età frequenta di più queste serate?
CL: Direi intorno ai 25 anni, ma è molto varia: ci sono ragazzi nati nel 2002 e anche persone sui 34-35 anni e oltre.
GT: Qual è la tipologia di gioco preferita dagli utenti?
CL: Si spazia abbastanza, ma vanno forte i giochi di gruppo, da 4-5 persone. Party game meno, dipende molto dai giocatori. In generale piacciono sia i giochi competitivi che quelli collaborativi, più sullo stile american (con maggior interazione tra giocatori e presenza di fattori casuali come il lancio dei dadi, ndr) che german (giochi strategici basati sulla gestione delle risorse o sulla pianificazione di strategie a lungo termine, ndr).
GT: Oltre alle serate di gioco, organizzate anche altre attività?
CL: Sì, facciamo corsi di pittura di miniature, completamente gratuiti. Li organizziamo in base alla disponibilità del maestro, che è un nostro amico e viene molto volentieri. Poi organizziamo anche tornei di giochi di carte collezionabili: «Pokémon», «Yu-Gi-Oh!», «Magic» e così via.
GT: Qual è il tuo gioco da tavolo preferito?
CL: «Zombicide». È un dungeon crawler collaborativo. Si gioca in gruppo, ognuno interpreta un personaggio con obiettivi sulla mappa. Ogni turno compaiono nuovi nemici e bisogna collaborare: se muore anche solo un giocatore, la partita è persa. Non puoi andare “a testa bassa”, devi ragionare insieme agli altri. È un gioco un po’ vecchio, ma resta davvero bellissimo.
Faccio un ultimo giro per la fumetteria, fermandomi di tanto in tanto a parlare con i giocatori. Un dato interessante emerso da queste chiacchierate è che la quasi totalità dei presenti è arrivata alla serata per semplice passaparola. Alcuni sono venuti in gruppo, altri da soli per il semplice piacere di passare un sabato sera giocando in compagnia di altre persone e, perché no, creando nuove amicizie. Ancora una volta, risulta evidente come il gioco da tavolo sia visto come un mezzo per socializzare e io stesso, nella mia partita con Francesco, Massimo e Fabrizio, ho provato ancora una volta quanto avere a che fare insieme con delle meccaniche di gioco aiuti a rompere quei muri sociali che spesso ci mantengono a distanza dagli altri. Insomma, un sabato sera dedicato ai giochi da tavolo è un’esperienza che mi sento vivamente di consigliare ad appassionati e anche a semplici curiosi.
