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Il Carnevale torna in città. Grande attesa per la «Festa di Mezza Quaresima»

Articolo. Torna questo fine settimana, dal 13 al 15 marzo, l’appuntamento promosso dal Ducato di Piazza Pontida che culminerà con la grande sfilata tra le vie del centro

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La Sfilata di Mezza Quaresima del 2019 (Foto Archivio L’Eco di Bergamo)

Nel calendario bergamasco spicca un’iniziativa che non ha bisogno di presentazioni. La città si trasforma, le strade si riempiono di colori e suoni, il centro storico si fa palcoscenico. Nell’aria si respira un’atmosfera diversa, una leggerezza che viene da lontano, da un tempo in cui fare festa era un atto collettivo quasi necessario. È la «Festa di Mezza Quaresima», il Carnevale di Bergamo per antonomasia, organizzato come ogni anno dal Ducato di Piazza Pontida. Per il 2026, il cuore dell’appuntamento è fissato nei giorni 13, 14 e 15 marzo, ma il programma si dipanerà lungo l’arco di due settimane, intrecciando mostre, presentazioni culturali, sfilate folcloriche e il grande corteo finale che richiama ogni anno oltre cinquantamila persone.

È opportuno, in principio, soffermarsi sull’origine di questa festa. La radice del Carnevale bergamasco è più antica, più pagana, e affonda nel concetto di carrus navalis – la nave dei folli, la stultifera navis – con cui i latini celebravano la fine dell’anno alle Idi di marzo. Un viaggio simbolico verso l’ignoto, verso l’anno nuovo, che portava dal concreto all’astratto, dal certo all’incerto. La paura di quel salto nel buio veniva esorcizzata attraverso il caos controllato della festa: il travestimento, l’inversione dei ruoli, la sregolatezza momentanea e liberatoria. E accanto ai carri, il bergamasco rasgamènt de la ègia, il rogo della vecchia, che affonda le proprie radici nei riti dionisiaci di purificazione e rinnovamento attraverso il fuoco, una consuetudine diffusasi in tutta Europa nel Medioevo e sopravvissuta qui, quasi invariata, fino all’Ottocento.

Oggi, il rito del rogo conserva intatta la propria carica simbolica: bruciare ciò che è stato, per aprire la strada a ciò che verrà. A ricordarcelo è Mario Morotti, il Duca Smiciatöt, che nella conferenza stampa di presentazione ha tenuto a sottolineare l’anima popolare e autentica della manifestazione: «È una festa di popolo, come vogliamo che sia: la festa dei bambini, delle famiglie, la festa degli oratori, dei gruppi, delle Pro Loco, di tutte quelle persone che si sono date da fare in queste settimane per allestire carri e costumi, per realizzare un evento che sappia generare gioia e condivisione a Bergamo ».

Quest’anno, il momento (in programma in Piazza Matteotti alle 20) assumerà anche una valenza civica precisa, mettendo simbolicamente al rogo Piazzale degli Alpini, luogo nato come monumento alla memoria dei caduti e «che negli ultimi anni ha visto sminuire il proprio valore originario a favore di dinamiche che poco si confanno alla sua vocazione commemorativa. Un gesto, quello del Ducato, che non vuole essere accusa ma voce unita a chi già lavora per restituire dignità a quello spazio».

La manifestazione è entrata ormai a pieno diritto in Carnevalia, l’associazione che raduna i principali Carnevali storici d’Italia, un riconoscimento che conferma il peso culturale e identitario di questa festa, capace di rimanere viva e sentita pur attraversando i decenni.

Il programma che anticipa la sfilata

Il cuore pulsante della «Festa di Mezza Quaresima» non è rappresentato unicamente dalla sfilata. Negli anni, il Ducato di Piazza Pontida ha costruito attorno alla festa un palinsesto culturale che si estende ben oltre il fine settimana della sfilata, offrendo alla città appuntamenti di spessore su arte, teatro, fotografia e storia locale. Il 2026 non fa eccezione.

Già giovedì 5 marzo, al Centro Commerciale Oriocenter, la conferenza stampa di presentazione ha ufficialmente aperto la stagione del Carnevale bergamasco, accompagnata dall’inaugurazione di una mostra di abiti realizzati dagli allievi della Scuola di Alta Moda SILV di Bergamo. Capi ispirati al tema dell’internazionalizzazione, che raccontano visivamente i diversi paesi del mondo e che domenica 15 marzo sfileranno nel grande corteo, portando sulle strade di Bergamo un omaggio alla diversità culturale del pianeta.

Giovedì 12 marzo, alle ore 10, presso Specht Living Bergamo, aprirà la mostra dei bozzetti raffiguranti la Ègia . Non una semplice esposizione, ma un momento di incontro: i giovani artisti della Scuola Fantoni presenteranno i propri lavori ad alcuni componenti del Ducato, in un dialogo generazionale che è già di per sé parte del senso più profondo di questa festa.

Il giorno successivo, venerdì 13 marzo, lo Spazio Viterbi della Provincia di Bergamo si trasformerà in doppio centro di eventi culturali. Alle ore 16, aprirà al pubblico la mostra fotografica «Europa Arcaica – Lo sguardo dei suoi riti» di Manuel Schiavi, promossa dal Ducato di Piazza Pontida e visitabile fino al 31 marzo. Schiavi, pilota commerciale e fotografo originario di Clusone, porta a Bergamo il frutto di anni di ricerca etnografica sui Carnevali arcaici e le tradizioni rituali europee, dalle regioni alpine fino all’Europa centrale e orientale: una narrazione visiva che restituisce la dimensione emotiva, simbolica e collettiva del rito.

Alle 16.30 dello stesso giorno, sempre allo Spazio Viterbi, sarà poi la volta della presentazione del libro «Felice di essere Musazzi – Un uomo e la sua storia», organizzata in collaborazione con la Fondazione Benedetto Ravasio – Museo del Burattino. L’evento rientra nel più ampio programma dedicato al centenario della nascita di Felice Musazzi, cofondatore con Tony Barlocco della celebre compagnia I Legnanesi, la compagnia di teatro dialettale lombardo più amata d’Italia. Attore, autore e regista, Musazzi è rimasto nella memoria collettiva soprattutto per il personaggio di Teresa, icona della corte lombarda, con cui raccontò con ironia e autenticità la vita quotidiana delle famiglie popolari. La presentazione sarà arricchita dalla proiezione di rari filmati d’epoca e vedrà gli interventi di Mario Morotti, Luca Loglio (direttore del Museo del Burattino), Sandra Musazzi (presidente del Comitato per il Centenario), Francesca Giudici, Gabriella Nebuloni e Alessio Francesco Palmieri-Marinoni.

La piazza si accende

Il programma entrerà nel vivo sabato 14 marzo con la cosiddetta «Parata della Gioia», che prenderà il via alle ore 15 da Piazza Santo Spirito. Sarà una sfilata folclorica variopinta e internazionale: i gruppi Arlecchino Bergamasco Folk (Bergamo), Caporales San Simon Sucre Filial Italia (Bergamo), Caporales San Simon Cochabamba (Bergamo), EtnoDim (Bergamo), La Garibaldina (Terno d’Isola), La Compagnia del Re Gnocco (Mapello), Tobas del Rosario (Bergamo), Tsambal (Castiglione dello Stiviere) sfileranno capitanati dalle maschere ducali per antonomasia – Giopì e Margì, interpretate rispettivamente da Raffaele Tintori ed Emanuela Giovanessi – e accompagnati dall’ospite d’onore di quest’anno, La Compagnia degli Zanni di Pescorocchiano, da Rieti. La parata percorrerà via Tasso fino a Piazza Matteotti, dove i gruppi daranno vita a «Bèrghem Folk», un pomeriggio di esibizioni tra strumenti musicali tradizionali, canti, abiti e danze.

La serata di sabato riserverà poi un altro momento particolare. Alle 20, sempre in Piazza Matteotti, si esibirà la band Densità P15, quattro elementi – batteria, basso, chitarra e voce – con un ampio repertorio di cover pop e rock dagli anni Sessanta a oggi. Dopo lo spettacolo musicale, la piazza si animerà per la presentazione ufficiale dei carri che parteciperanno alla sfilata domenicale e per l’elezione della «Ègia piö bèla – Miss Oriocenter 2026», con la premiazione degli autori dei bozzetti migliori. Ma il momento più atteso della serata sarà, senza dubbio, il processo alla Vecchia: un rito laico e grottesco, con avvocato difensore, giudice e pubblico ministero, al termine del quale la condanna sarà inappellabile. Dopo un tardivo e inutile pentimento espresso nella poesia rasgamentaria – quella recitata dalla stessa ègia prima di essere data alle fiamme – il rogo potrà avere inizio. Un rito catartico, liberatorio, che chiude simbolicamente i conti con l’anno che fu.

Il gran finale arriverà domenica 15 marzo con la «Sfilata di Mezza Quaresima». Alle 15, il corteo prenderà il via da viale Papa Giovanni XXIII, percorrendo Via XX Settembre, via Moroni, via Paglia, Piazza Pontida e Largo Porta Nuova, per sciogliersi infine in via San Lazzaro, via Manzù e nel parcheggio Triangolo. Carri allegorici, gruppi mascherati, bande musicali, costumi folclorici, soggetti speciali e rappresentanze da tutta la penisola: uno spettacolo lungo ore che porterà nel centro cittadino quella stessa energia caotica e vitale che i bergamaschi conoscono da generazioni.

Alle 18, in Piazza Matteotti, la cerimonia di premiazione vedrà il Duca Smiciatöt Mario Morotti, affiancato dai rappresentanti delle autorità cittadine, consegnare i riconoscimenti ai carri e ai gruppi migliori, giudicati da una giuria di esperti. Sarà il punto finale di una festa che, passata, lascerà le strade di Bergamo tornare al loro aspetto quotidiano. Quello che «noi suoi figli», come scrive il comunicato del Ducato, «amiamo tanto».

È opportuno ricordare, infine, che durante la giornata del 15 marzo si svolgerà il quarto concorso fotografico della «Sfilata di Mezza Quaresima», organizzato in collaborazione con il Circolo Culturale Fotografico Bergamo 77 e Oriocenter, con ricchi premi in palio. E che, in caso di maltempo, entrambe le giornate del 14 e 15 marzo saranno rinviate al 28 e 29 marzo 2026.

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