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«Incoronata inedita», una nuova luce sul complesso di Martinengo

Articolo. Prende il via sabato 2 marzo la rassegna che permetterà di svelare i risultati di importanti ricerche che chiariranno ancor più il passato glorioso del convento, guidato dal 1868 dai padri della Congregazione della Sacra Famiglia. Un percorso che anticipa l’uscita di una pubblicazione interamente dedicata alla bellezza di questo luogo

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Arte, musica e fede si intrecciano in uno scrigno architettonico che è pronto a svelare storie, aneddoti e curiosità di un passato che ha segnato la provincia e tutta la comunità bergamasca. Prende il via sabato a Martinengo «Incoronata Inedita. Racconti di ricerche, scoperte e studi», una rassegna promossa dalla Congregazione e dalla Scuola Sacra Famiglia, con il sostegno del «Progetto Coglia», per presentare i risultati delle ultime ricerche sul complesso dell’Incoronata, edificato dal condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni su desiderio della popolazione di Martinengo. Dal 1475 ad oggi, il convento non ha mai smesso di parlarci e di raccontare quasi seicent’anni di storia del territorio. Nel corso dei secoli, la struttura si è infatti evoluta, mantenendo però inalterata la sua centralità.

Se non conoscete il complesso, vi consiglio vivamente di scoprirlo al più presto. È impossibile non rimanere a bocca aperta davanti ai suoi capolavori, a partire dalla sua Chiesa, affrescata con i protagonisti e i simboli della fede cristiana dai più importanti pittori dell’epoca, tra i quali Pietro Baschenis che lavorò in sede tra il 1623 e il 1627. Dalla Chiesa di accede poi al meraviglioso chiostro, impreziosito da rarissime meridiane a riflesso settecentesche. In questo luogo, il regista Ermanno Olmi decise di girare alcune scene del suo capolavoro, «L’albero degli zoccoli».

Oggi il complesso monastico, soppresso per decreto napoleonico nel 1820, è guidato dal 1868 dai padri della Congregazione della Sacra Famiglia, che hanno fondato anche un importante istituto scolastico che copre diverse fasce d’età: nido, infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Il programma

La rassegna «Incoronata inedita», che proseguirà per tutto marzo con incontri, visite guidate e concerti tutti ad ingresso libero e gratuito, permetterà di valorizzare ancor più un luogo abitato ogni giorno, grazie alla sua scuola, da circa 1200 persone, tra studenti, insegnanti ed educatori. «Questo progetto – spiega il coordinatore del progetto Padre Antonio Consonni anticipa l’uscita di una pubblicazione, che stiamo ultimando in sinergia con il “Progetto Coglia”, che raccoglierà tutte le scoperte fatte negli ultimi anni da amici ed esperti che hanno studiato il nostro complesso sotto vari aspetti, in primis l’arte. Qui, ogni giorno i nostri studenti “respirano” e vivono a contatto con l’arte, che serve a tutti noi per avvicinarci al senso della vita, veicolando bellezza e verità».

Per quando riguarda la pubblicazione, Il volume conterrà anche una serie di studi meno recenti, ma comunque significativi. «Nel 2022 abbiamo infatti annunciato due scoperte che hanno permesso di unire alcuni importanti tasselli della nostra storia – mi racconta entusiasta il coordinatore – Per prima cosa abbiamo identificato gli autori degli affreschi dell’abside frontale, fino a quel momento sconosciuti e definiti solamente come “Maestro di Martinengo”: in verità gli artefici sono Antonio e Matteo Zamara di Chiari. La seconda scoperta riguarda poi la localizzazione di uno dei due affreschi – quello del refettorio - venduti nel 1910 per continuare a sostenere i bimbi presenti nel convento e per finanziare l’ampliamento della struttura. L’opera, di cui si erano perse completamente le tracce, è stata ritrovata in un museo americano dello Stato dello Utah, dove venerano questa opera perché unica loro testimonianza risalente al Quattrocento. Abbiamo così avviato una collaborazione con la direttrice per impostare una sinergia per valorizzare ancor più questa preziosa opera».

Ogni momento della rassegna ha un tema proprio. Si parte questo sabato (2 marzo) alle ore 18 con un incontro dal titolo «Incoronata. Il complesso architettonico», durante il quale interverranno il Superiore generale Padre Gianmarco Paris, che spiegherà il senso di tutto il percorso, il ricercatore e storico Gabriele Medolago, che si concentrerà sul progetto e sulla storia del complesso, così come l’architetto Fabrizio Fasolini. Chiuderà il primo appuntamento l’astronomo Diego Bonata, che spiegherà un vero tesoro del chiostro. «In questo incontro indagheremo gli aspetti architettonici del nostro complesso, che includono una vera e propria rarità: le meridiane a riflesso settecentesche. In Italia ci sono solo otto meridiane di questo genere, tre di queste sono custodite da noi a Martinengo. Capiremo la bellezza di questi strumenti, che spero possano tornare presto a splendere: stiamo infatti lavorando per poterle ripristinare», mi spiega emozionato Padre Antonio.

La figura di Maria sarà invece al centro del secondo appuntamento della rassegna, in calendario sabato 9 marzo sempre alle 18. È infatti Maria, protagonista degli affreschi del catino absidale, la donna incoronata alla quale è dedicata la Chiesa. «Questi dipinti verranno illustrati dalla professoressa Orietta Pinessi, che ci offrirà preziosi spunti su Maria “donna, madre e regina” – continua il coordinatore – Il professore Alessio Palmieri analizzerà l’abito che veste nell’affresco Mario, partendo dalla notizia che una fondazione di Firenze, che si occupa di arte, realizzerà l’abito della Vergine con le caratteristiche del dipinto, ricostruendolo quindi nei minimi dettagli».

Il legame con Ermanno Olmi

Quando il regista bergamasco, per alcune scene de «L’albero degli zoccoli», scelse il Convento dell’Incoronata come “palcoscenico” del brefotrofio dove i giovani sposi andarono per accogliere bambini, quale luogo immaginava di rappresentare? Con originali video e immagini, sabato 16 marzo alle 18 si racconterà la storia dell’Istituto «Santa Caterina alla Ruota», brefotrofio di Milano che accolse nel corso dell’Ottocento e per buona parte del Novecento migliaia di bambini abbandonati.

«E cosa lega Olmi a questa struttura? – mi domanda Padre Antonio – Gli esperti hanno recentemente scoperto che il bisnonno del registra era proprio uno dei bambini che hanno trovato una “casa” al brefotrofio di Milano, oggi scomparso. La struttura parla quindi non solo di un momento storico difficile, ma anche di vicende dolorose e non semplici per le famiglie di quel tempo. Alla luce di queste riflessioni sabato 23 marzo verrà proposta una visita guidata alla Chiesa e al Convento: dopo aver ascoltato le varie scoperte, ritorniamo con calma sui luoghi raccontati e gusteremo ancora di più la loro bellezza e novità».

Gran finale in musica

In occasione della domenica delle Palme, il 24 marzo alle 20.30, la Chiesa dell’Incoronata ospiterà, davanti all’affresco della Crocefissione dei Baschenis, il concerto del Coro Magnificat Choir & Consort, diretto dal Maestro Massimo Grechi, che eseguirà la «Passione di San Giovanni» di J.S. Bach per «Coro, Orchestra e Solisti». In occasione del 300esimo anniversario della prima esecuzione, avvenuta a Lipsia nel 1724, il Coro – in una location perfetta dal punto di vista acustico – porterà quindi in scena un capolavoro indiscusso della produzione sacra vocale, tra le più importanti composizioni della storia musicale occidentale.

L’intensità e drammaticità che permeano la partitura colpiscono, oggi come allora, gli ascoltatori di tutto il mondo: l’insuperata perfezione compositiva suscita nel pubblico e negli stessi esecutori grande sorpresa e meraviglia. Per questo motivo il Magnificat Choir & Consort ha allestito l’opera con l’intento di restituire un’esecuzione filologica e storicamente informata al fine di riuscire a trasmettere quegli “affetti” propri della musica del XVIII secolo, così ricca e variegata, pur nel rispetto delle rigide regole del contrappunto di cui Bach era massimo conoscitore.

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