< Home

«Ora è sempre Resistenza». A Levate la Liberazione diventa una festa di tutta la comunità

Articolo. Domenica 26 aprile è in programma la seconda edizione della manifestazione voluta dal Comune e dal gruppo giovani della sezione «Natale Betelli» dell’ANPI di Dalmine

Lettura 4 min.
Il concerto dei La.P.I.S

Ci eravamo lasciati nell’aprile 2025 con la speranza, espressa dalla sindaca di Levate Paola Agazzi, che la manifestazione «Ora è sempre resistenza» dedicata alla celebrazione del 25 aprile potesse diventare un appuntamento fisso per la comunità levatese. A un anno di distanza, grazie anche al successo della prima edizione, possiamo dire che questa speranza è diventata realtà. Domenica 26 aprile, infatti, piazza Amedeo d’Aosta farà da cornice alla seconda della kermesse, organizzata dal Comune di Levate e dal gruppo giovani della sezione «Natale Betelli» dell’ANPI di Dalmine e pensata per celebrare l’anniversario della liberazione dall’occupazione nazifascista non solo dal punto di vista istituzionale, ma con lo spirito di una vera e propria festa fatta di persone, convivialità e musica dal vivo.

Tra riconferme e novità

Se la prima edizione di «Ora è sempre resistenza» era poco più di un esperimento, questa nuova edizione mostra una chiara volontà di rafforzarne l’organizzazione, con l’obiettivo di offrire a tutti i partecipanti un’esperienza più curata. Lo si capisce dalle parole della sindaca Paola Agazzi che, a tal proposito, ha dichiarato: «Dopo il grande successo dello scorso anno, abbiamo deciso di riproporre l’evento mantenendo la stessa struttura, ma lavorando ancora meglio sull’organizzazione. Già da gennaio abbiamo iniziato a coordinarci con l’ANPI, in particolare con il gruppo giovani. L’impostazione sarà simile: ci saranno un’area ristoro, tre concerti e la partecipazione di numerose associazioni del territorio ».

Un segnale importante di quanto il coinvolgimento della popolazione sia centrale in questa manifestazione è dato dal fatto che l’area ristoro da questa edizione verrà gestita direttamente dal gruppo giovani dell’ANPI di Dalmine in collaborazione con ragazzi del territorio, un dettaglio che potrebbe passare in secondo piano ma che è sintomo di quanto la partecipazione attiva sia un tema centrale della manifestazione. In particolare, un segnale forte viene dato dal fatto che questa partecipazione non sia subordinata a preferenze politiche, ma dalla semplice volontà di festeggiare il giorno in cui i cittadini italiani hanno fatto sentire la propria voce per dare un futuro libero e democratico alla propria nazione. «La nostra volontà è chiara: non vogliamo che sia una festa politica. Per noi è la festa della Liberazione, un momento per ricordare chi ha lottato per la pace e la libertà. Questo è il messaggio centrale. Vogliamo mantenere un approccio il più possibile condiviso e partecipato».

Il programma

Piazza Amedeo D’Aosta si animerà a partire dalle 17 con i saluti da parte delle istituzioni. I presenti potranno interagire con le varie associazioni presenti, tra cui figurano Cgil Bergamo,

Arci Rinascita Dalmine, associazione Amicizia Bergamo Palestina, associazione Il Porto, Csa Pacì Paciana, Spazio Aiuto Donna di Dalmine, Pax Christi Bergamo, Libera Bergamo, la Rete della Pace di Bergamo, coordinamento degli enti locali per la Pace e associazione Baladi. Per i più piccoli e le famiglie verranno allestiti laboratori curati dall’Atelier della creatività, mentre saranno sempre a disposizione del pubblico le zone ristoro.

L’intrattenimento serale sarà affidato a tre band, i Sisma, gli Eskimo – gruppo tributo a Guccini – e i La.P.I.S., questi ultimi alla loro seconda partecipazione. I festeggiamenti levatesi non si fermeranno però al solo 26 aprile. Nella giornata del 25 aprile verrà inaugurato nel giardino della biblioteca un monumento dedicato ai partigiani levatesi. L’iniziativa è nata da una ricerca condotta in collaborazione tra ANPI e il Comune di Levate sulla vita dei levatesi che hanno combattuto durante il periodo della resistenza. La cerimonia di inaugurazione sarà seguita dalla lettura di scritti e lettere dei partigiani di Levate.

Un dialogo con Eskimo e La.P.I.S.

Cercando di capire le sensazioni che nascono dalla partecipazione a una festa che celebra la Liberazione, mi sono ritrovato a dialogare dell’argomento con gli Eskimo e i La.P.I.S. Con gli Eskimo, gruppo tributo a Francesco Guccini nato nel 2006 dopo un’esibizione camuna del cantautore, ho potuto ripercorrere le storie di resistenza presenti nel repertorio Gucciniano. Massimo «Max» Bianchi e Francesca Alberti mi hanno introdotto al legame della famiglia Guccini con la resistenza, con Ferruccio, il padre di Francesco, che decise di non schierarsi con l’RSI e per questo fu imprigionato in un campo di concentramento vicino ad Amburgo. Allo stesso modo mi hanno parlato di canzoni come «Lager» e «Quel giorno d’aprile», dedicate proprio a quei giorni di tumulti.

Con Marta Gamba dei La.P.I.S. ,gruppo che da anni si dedica alla riscoperta dei canti popolari di cui abbiamo già parlato in questo articolo, si è parlato di stornelli e canti incentrati sulla resistenza, sulla guerra e sulla migrazione, temi particolarmente presenti nei canti della prima metà del Novecento che mostrano quanto anche tra il popolo si sentisse il peso degli eventi di quegli anni. Quello che mi ha fatto riflettere però è stato l’approccio utilizzato da entrambe le band ad una parola: «pace».

Il valore attuale della resistenza

A volte il 25 aprile viene relegato a semplice data storica, confusa nel grande calderone della Seconda guerra mondiale. Così facendo, si finisce per considerare quel giorno del 1945 come un episodio tra tanti, quasi scontato, riducendolo a un mero fatto bellico. Eppure, la Liberazione è molto di più: è la presa di posizione di un intero popolo contro l’oppressione, il momento in cui gli italiani hanno riconquistato la possibilità di decidere, in libertà e in modo democratico, il destino della propria nazione. Proprio da quello storico ordine di insurrezione generale nasce il significato più profondo del 25 aprile: la possibilità, oggi, di confrontarsi apertamente su temi cruciali, cercando soluzioni condivise senza che prevalgano minacce o coercizioni. Sono principi che affondano le radici in quel passaggio decisivo della nostra storia e che, oggi più che mai, meritano di essere ricordati.

«Perché mai come in questo momento sembra che ci stiamo dimenticando degli errori del passato», mi hanno detto gli Eskimo durante una conversazione. Dello stesso avviso Marta dei La.P.I.S., che riflettendo sull’attualità di alcuni brani storici ha sottolineato l’importanza di ascoltare queste testimonianze: strumenti preziosi per ristabilire un contatto umano con eventi che possono apparire lontani, ma che non sono mai stati così vicini al nostro presente.

«Ora è sempre resistenza» anche per questo motivo vuole rappresentare un’opportunità, nell’ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo e nell’ottantesimo del voto alle donne, per ribadire nei festeggiamenti quella storica presa di posizione comune e per gioire insieme del diritto alla libertà di pensiero e di parola nel rispetto della convivenza civile. In tal senso, l’invito è quindi quello alla partecipazione non perché simpatizzanti per una certa fazione politica, ma in quanto cittadini italiani orgogliosi di ricordare che l’antifascismo è pace, è democrazia, è libertà.

Approfondimenti