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Un weekend per giocare e imparare: torna «Bergamo Ludens»

Articolo. «Giocare è una cosa seria». Da questa idea nasce il festival che questo weekend del 28 e 29 marzo porterà in città oltre 40 realtà del mondo ludico ed educativo

Lettura 3 min.

Bergamo si prepara a cambiare volto per un intero fine settimana. Domani, sabato 28, e domenica, 29 marzo, la città si trasformerà in un grande laboratorio creativo diffuso grazie a « Bergamo Ludens », il festival dedicato al gioco come strumento educativo, sociale e culturale. Un appuntamento che non si limita all’intrattenimento, puntando invece a ridefinire il significato del gioco nella società. Promosso dalla Cooperativa Sociale San Martino Progetto Autonomia insieme a Game Masters e al CSI Bergamo, con il patrocinio del Comune di Bergamo e il sostegno dei consorzi Ribes e Solco del Serio, la quarta edizione di «Bergamo Ludens» si articolerà in due principali sedi: lo Spazio Daste e la Cittadella dello Sport. Due poli urbani che, per l’occasione, diventeranno il cuore pulsante di un’esperienza immersiva capace di coinvolgere tutte le generazioni.

Gli ospiti

Come ormai da tradizione, anche per questa quarta edizione, non mancheranno ospiti di rilievo nell’ambito ludico ed educativo. Primo tra tutti Giovanni Mucciaccia, attore e personaggio televisivo divenuto celebre per la conduzione del programma «Art Attack» che alle 15 di domenica terrà una conferenza dedicata proprio al suo programma d’arte per ragazzi. Accanto a lui, figure di spicco come il game desig ner e content creator Matteo «TeOooh!» Boca che, dalle 10 alle 12.30 di domenica, parlerà di come usare il gioco contro i pregiudizi. Alla stessa ora, il game designer Matteo Menapace porterà invece i presenti alla scoperta di «Fading Memory», un memory cooperativo per scuole e famiglie.

Gli incontri con gli ospiti sono però solo una piccola parte del calendario di appuntamenti proposto da «Bergamo Ludens». La giornata di sabato 28 si aprirà con l’attivazione dell’Arcade Zone , zona curata dal gruppo Arcadestory dedicata al videogioco da sala giochi, e proseguirà con workshop dedicati alla progettazione di giochi a tema sociale, sessioni di ludoteca itinerante con giochi in legno e tornei competitivi tra cui le tappe dei campionati nazionali di «Klask» e «Galaxy Blades». A fine giornata non mancherà l’ormai tradizionale partita al «Maxi Lupus in Daste», una versione su larga scala del celebre gioco di ruolo «Lupus in tabula».

Per quanto riguarda la giornata di domenica, questa sarà incentrata principalmente su attività rivolte a famiglie e scuole, oltre che alla riflessione con incontri su intelligenza artificiale e narrazione nei librogame e a laboratori sul ruolo educativo del gioco di ruolo e del LARP (acronimo di Live Action Role-Playing, ovvero gioco di ruolo dal vivo). Un calendario ricco di appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, e che coinvolge in totale oltre quaranta realtà legate al mondo del gioco e dell’educazione.

Il gioco come strumento per la collettività

«”Bergamo Ludens” nasce dall’incontro tra realtà del territorio che condividono una convinzione molto semplice: giocare è una cosa seria. Il gioco sviluppa competenze, allena il pensiero critico e crea relazioni che contano. Volevamo uno spazio aperto a tutte le generazioni, dove bambine, bambini, giovani e adulti potessero sperimentare il valore educativo del gioco. Non solo divertimento, ma un’occasione per costruire comunità».

La dichiarazione del presidente della Cooperativa San Martino Simone Pezzotta accende subito una domanda: può veramente il gioco diventare uno strumento utile alla società? La risposta è ovviamente sì, e per molte ragioni. Innanzitutto per la capacità del gioco di spezzare le barriere sociali che spesso ci impediscono di interagire con le altre persone in modo naturale e spontaneo. Il fatto di far parte di un gruppo «costretto» a seguire delle regole comuni per arrivare ad un obiettivo rafforza i legami e spinge infatti alla collaborazione. Di questo ne è convinto anche il presidente del CSI Bergamo Gaetano Paternò, che al termine di un intervento sul gioco come potente strumento educativo, ha precisato come «eventi così mostrano che il gioco è una vera porta d’accesso alla vita associativa e a nuove forme di socialità».

Ma il gioco può essere molto più di uno strumento di socializzazione, entrando anche nell’ambito educativo. Se già Sigmund Freud ad inizio Novecento era arrivato a collegare il gioco alla crescita emozionale del bambino e Maria Montessori vedeva il gioco come il «lavoro del bambino» in quanto strumento con cui il giovane costruisce se stesso, ad oggi è ormai assodato come attraverso il gioco si possano acquisire nozioni dirette su un tema, migliorare le proprie competenze trasversali (una su tutte il famigerato problem solving) e, in generale, si possa migliorare il tasso d’attenzione per via della personalizzazione che il gioco permette. Su questo aspetto, colonna portante di «Bergamo Ludens», è intervenuta anche l’assessora ai Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici Marzia Marchesi, che ha ribadito l’importanza della manifestazione come occasione per riscoprire il valore educativo del gioco, in quanto questo «insegna a collaborare, a rispettare le regole, a pensare in modo creativo».

Info utili

«Bergamo ludens» si svolgerà in entrambe le giornate dalle 10 alle 24, presso lo Spazio Daste e presso la Cittadella dello Sport. La manifestazione sarà ad ingresso gratuito, così come la partecipazione alle singole attività. L’evento è promosso dalla Cooperativa Sociale San Martino «Progetto Autonomia» insieme a Game Masters e al CSI Bergamo, con il patrocinio del Comune di Bergamo, dei Consorzi Ribes e Solco del Serio.

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