93FE310D-CB37-4670-9E7A-E60EDBE81DAD Created with sketchtool.
< Home

Viviamo come se le risorse fossero infinite. Ma il 3 maggio finiscono

Articolo. L’«Overshoot Day» dell’Italia cadrà tra pochi mesi. Tra record climatici e piccoli cambiamenti quotidiani, cosa possiamo fare nel 2026 per il nostro ambiente?

Lettura 5 min.
(Foto Shutterstock.com)

Ormai il 2025 ce lo siamo lasciati alle spalle, ma con noi restano i suoi record climatici: l’anno meteorologico (dicembre 2024 – novembre 2025) è stato in Italia il quarto più caldo per l’aria sulla terraferma, il secondo per il mare. Guardando avanti, al 2026 appena iniziato, le prospettive per il benessere dell’ambiente (e quindi del nostro) non sono le migliori: l’« Overshoot Day » dell’Italia cadrà domenica 3 maggio. Si tratta di una data calcolata in modo complesso ma che racconta un fatto tanto semplice quanto spaventoso: se tutti vivessero come noi italiani, esauriremmo le risorse annuali del Pianeta tra poco più di tre mesi.

Catastrofe? O qualcosa su cui riflettere? Magari, la leva che ci serviva per ispirare i nostri buoni propositi per quest’anno. Che siano i nostri personali o quelli che dovremmo pretendere dalle istituzioni più vicine a noi, se fanno bene all’ambiente è sicuro che faranno bene anche a noi.

Sprecare meno, mangiare meglio

Ammettiamolo: ogni volta che troviamo una zucchina ammuffita in fondo al cassetto del frigo o ci accorgiamo che la confezione di tofu che volevamo assolutamente provare a cucinare è scaduta, ci riproponiamo tutti di provare a fare una spesa più intelligente. A livello individuale forse non sembrerà molto, ma a livello collettivo, secondo la Commissione Europea, lo spreco di cibo costa all’Europa circa 132 miliardi di euro ogni anno e genera 250 milioni di tonnellate di CO2 equivante.

Da dove partire? Sembrerà banale, ma usare quello che già si ha. Prima di correre al supermercato, considerare se non si riesca a farci una zuppa con quegli scarti di verdure e avanzi di carne o riso. Oppure, agire ancora prima che le verdure vengano dimenticate in frigo: salse, conserve, perfino qualche esperimento di fermentazione. Un altro metodo efficace per evitare sprechi in cucina è il meal prep : pianificare e preparare in anticipo i pasti della settimana per poter utilizzare gli ingredienti a pieno, ridurre gli avanzi e organizzare meglio la spesa. Bonus: ti gusti cibi più genuini e limiti gli sprechi.

Meno caos intorno, più spazio per le cose importanti

Specialmente in questo periodo, post regali di Natale, se ci guardiamo intorno in casa vediamo mille oggetti che non siamo nemmeno sicuri se useremo mai. Un buon progetto per questo inizio 2026 potrebbe essere quello di dedicare mezz’ora al giorno a una piccola area della casa (il comodino accanto al letto, l’armadietto del bagno, il cassetto delle cianfrusaglie in cucina e così via): passare in rassegna il contenuto e decidere se è proprio tutto da tenere o se c’è qualcosa di cui possiamo liberarci. E una volta resettato tutto, adottare la regola «uno dentro, uno fuori»: comprare una cosa nuova solo se sostituisce una cosa vecchia.

Anche la disiscrizione dalle newsletter promozionali può essere utile, così come aspettare 24 ore prima di acquistare qualcosa di nuovo, o fissare un «No Spend Month»: sospendere i nuovi acquisti (al di fuori di quelli essenziali, come la spesa) per 30 giorni. Secondo le stime, chi partecipa a una sfida di 90 giorni senza vestiti nuovi può risparmiare circa 3.900 litri d’acqua, evitare circa 300 chilogrammi di emissioni di anidride carbonica e tenere fuori dalle discariche circa 9 chilogrammi di rifiuti di abbigliamento. Niente male per iniziare l’anno, eh?

Perché ne abbiamo bisogno, anche a Bergamo

Il report «Ecosistema urbano» di Legambiente restituisce un’immagine molto sfaccettata del nostro capoluogo dal punto di vista ambientale: Bergamo nell’ultima edizione ne esce complessivamente in un’ottima posizione, finalmente sul podio dopo anni di lenta risalita.

I retroscena, però, sono sfaccettati, e quello sui rifiuti ne è l’esempio perfetto: sebbene sia in crescita la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, che si attesta quest’anno al 77.2% (era 76.7% nella scorsa edizione), cresce anche la produzione di rifiuti pro capite, che dai già alti 481 chili all’anno sale quest’anno a 492. C’è bisogno di maggiore impegno, sia dal punto di vista individuale che istituzionale: che il 2026 sia l’anno in cui le nostre amministrazioni decidano di fare il salto di qualità nella raccolta e gestione dei rifiuti?

Ripensare i consumi di casa

Il primo passo verso una casa più efficiente è capire dove e quanto si consuma. Si può partire usando semplici misuratori di consumo elettrico e arrivare fino a sistemi domotici che tengono traccia dei consumi giorno per giorno. Una volta chiara la situazione, il passo successivo è capire dove si può ottimizzare. Oltre al classico interruttore on-off per non lasciare i dispositivi in standby, un modo semplice per ridurre i consumi energetici è abbassare il termostato di qualche grado quando non si è in casa. Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, regolando il termostato di 4-6°C per otto ore al giorno si può risparmiare fino al 10 per cento all’anno sul riscaldamento e sul raffreddamento.

Oppure, ancora: asciugare i panni all’aria invece che in asciugatrice, passare alle (ormai moralmente obbligatorie) lampadine a led, aprire e chiudere tende e finestre in modo strategico per gestire il calore e di spegnere le luci quando non servono. Migliorare l’isolamento della casa (e quindi risparmiare sul riscaldamento) può essere più semplice di quanto si pensi, con strisce isolanti per porte e finestre, tende termiche, pannelli isolanti sottili dietro i termosifoni. Anche per i consumi idrici le soluzioni possono essere piccole ma efficaci: termostati programmabili, miscelatori a risparmio idrico, soffioni doccia efficienti, valvole termostatiche sui radiatori.

Per quanto riguarda i consumi idrici, nel nostro capoluogo sono piuttosto alti: 171 litri pro capite al giorno. Ma il punto davvero critico sono i consumi prima ancora che l’acqua arrivi a noi, ovvero le perdite del sistema. Legambiente considera fisiologica una dispersione idrica inferiore al 10-15 per cento dell’acqua immessa in rete. Bergamo è tra i Comuni analizzati nel report «Ecosistema urbano» che ne sprecano oltre il 25%. Tra i buoni propositi per il 2026, possiamo chiedere interventi sulla rete idrica per renderla più efficiente?

Muoversi con più leggerezza

Quando si tratta di ridurre il proprio impatto in termini di spostamenti, il primo ambito (e anche, di contro, quello su cui più ci pesa intervenire) è quello dei viaggi e delle vacanze. Sì, perché nell’era dell’ overtourism , saper viaggiare senza danneggiare quella stessa bellezza e autenticità che ci ha indotti a partire è sempre più difficile. E poi, come? Scegliendo luoghi “di nicchia”, non toccati dal turismo di massa? Il rischio è quello di metterli sotto i riflettori, trasformando luoghi inesplorati in angoli instagrammabili sovraffollati. Provando vivere da locals e ricercando esperienze autentiche? È su queste premesse che il progetto iniziale di «Airbnb», che era quello di permettere alle persone comuni di condividere la loro casa, si è trasformato nella ricerca del guadagno spropositato vendendo l’illusione di appartenenza a quel luogo.

Considerandoci «viaggiatori» e non «turisti»? Correremmo così il pericolo di cercare sempre qualcosa di più, quando invece la chiave potrebbe essere quella di considerare un viaggio come nient’altro che l’entrare in contatto con un pezzo piccolo e limitato di mondo, mossi dalla curiosità, dall’esplorazione (anche fallimentare), dalla ricerca di meritato riposo, dall’eccitazione di un’esperienza diversa dal quotidiano. E una volta tornati a casa, portare con noi quello stesso rispetto dei luoghi e dei ritmi, usando i mezzi pubblici come il treno per gli spostamenti lunghi e l’autobus per quelli brevi, sperimentando il car sharing e il car pooling, spolverando quella vecchia bici che teniamo in garage per darle una nuova opportunità.

Come riporta Legambiente, nello scorso anno a Bergamo sono cresciuti, seppur di poco, i numeri legati alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità: 18.31 metri equivalenti ogni 100 abitanti (erano 18.28 nella passata edizione). Nello stesso tempo, sono diminuite di poco le auto circolanti: dalle 63 ogni 100 abitanti alle attuali 62. Il trasporto pubblico, a Bergamo, è molto utilizzato: la città rientra tra i 12 Comuni di medie dimensioni che superano i 100 passeggeri per abitante, anche se bisogna precisare che il valore del numero dei viaggi per abitante è influenzato dalla presenza turistica e dall’incidenza del pendolarismo. Che il 2026 sia un anno di continuo miglioramento in questo campo.

Farci forza delle nostre emozioni

Fare, fare, fare: sulla spinta dei buoni propositi, l’inizio di un nuovo anno può mettere soggezione.

È lo stesso effetto che può farci il cambiamento climatico, come ha analizzato la climatologa Kate Marvel nel suo libro «Nove emozioni. La natura umana di fronte al pianeta che cambia». Tra le nove emozioni intorno a cui si articola il libro (meraviglia, rabbia, senso di colpa, paura, dolore, sorpresa, orgoglio, speranza e amore), la paura è un nodo centrale. La paura racconta il rischio che la crisi climatica venga gestita attraverso esclusione, repressione e conflitto, anziché cooperazione. Idee quasi profetiche, in questo inizio 2026.

Forse però, quando pensiamo ai nostri buoni propositi, dovremmo basarci su un’altra delle emozioni analizzate da Marvel: l’amore. L’amore verso i luoghi, le persone, le comunità, le relazioni che rendono abitabile il mondo. È questo sentimento che rende il cambiamento climatico qualcosa più di un problema astratto: non proteggiamo il Pianeta in generale, ma ciò che amiamo e che non vogliamo perdere. Per chiunque si senta sopraffatto, ecco quindi un consiglio per quest’anno: non è necessario fare tutto e non è necessario neanche farlo alla perfezione. Basta farlo con l’amore per ciò che vogliamo preservare.

Approfondimenti