Dal dramma alla rinascita. Perché il wrestling è passione, è vita. La storia di Maria Angela Ravasio, in arte Mary Cooper, è fatta di tanta abnegazione e quel fuoco dentro che si accende solo quando si accendono le luci sul quadrato magico. Quando la 32enne di Carvico indossa magistralmente i panni di Mary Cooper e diventa un’atleta capace di abbinare tecnica e show.
La disciplina che negli anni Novanta è arrivata in Italia direttamente dagli States con la voce di Dan Peterson a fare da colonna sonora ha segnato un’epoca, ha fatto sognare una generazione e ha fatto esplodere un movimento. C’erano Hulk Hogan e Ultimate Warrior, André the Giant e The Undertaker poi sono arrivati John Cena e Batista. Mary inizia la sua avventura dieci anni fa sulla spinta della famiglia, ma nel 2024 si trova faccia a faccia con il destino: « In una proiezione in volo – ricorda – sono caduta malamente riportando la frattura di due vertebre. Un paio più sotto e forse adesso staremmo raccontando un’altra storia. O ci sarebbero altri a raccontarla per me. La realtà è che l’incidente mi ha costretto per lungo tempo a rimanere immobile e ha rischiato di togliermi anche la voglia di vivere. Poi però passati i momenti più bui, non ho letto il messaggio come un segnale verso l’addio bensì in maniera diametralmente opposta. Sono ripartita, con la testa prima ancora che con il fisico ed è stata la molla per allenarmi ancora meglio e per proseguire ad affinare ogni dettaglio».
Riemergere per tornare a vivere, ma soprattutto per tornare ancor più intensamente Mary Cooper. Qualche test in Piemonte, il prossimo appuntamento il 19 settembre nella stessa regione, a Torino e la ferma volontà di crescere non lasciando nulla al caso: «Sono reduce da un weekend in Inghilterra nel quale ho potuto allenarmi con punti di riferimento del settore allargando, in tutti sensi, gli orizzonti e la mia conoscenza del settore». La 32enne bergamasca nella vita quotidiana è un corriere, è abituata a macinare chilometri ma soprattutto a «dare del tu» al termine sacrificio. Tanto da cercare e trovare anche un’occupazione “su misura” per permetterle di continuare a dar sfogo al suo talento: «Ho orientato la mia vita in base al wrestling – ammette -, tanto che sono riuscita ad ottenere un part time per avere più tempo a disposizione. In passato ho rinunciato a tante uscite con gli amici, compleanni, eventi e solo e soltanto per amore di questo sport. Che è tale a 360 gradi. Perché abbina il fisico, la tecnica, tantissima testa ma anche quella parte teatrale che fa diventare tutto ciò uno spettacolo ».
«Non per niente, sempre nella direzione di curare a dovere ogni sfumatura, mi sono affidata ad un attore. Noi impersonifichiamo la lotta del bene contro il male e siamo lo show. Il pubblico? È parte di esso perché viene coinvolto direttamente». Tanti gli ostacoli, ancor più la voglia di saltarli. Ogni giorno, uno per volta. Con la testardaggine che contraddistingue la terra orobica e i suoi campioni: «Difficoltà tante, ragion per cui mi sono allontanata da certi contesti che non trovavo più in linea con il mio modo d’interpretare il wrestling – evidenzia – anche perché nel periodo di convalescenza, pur tra mille dubbi e mille incertezze, la mia ferma volontà è stata solo e soltanto quella di tapparmi le orecchie e non considerare mai, neppure per un attimo, l’ipotesi del ritiro. Piuttosto l’idea di tracciare il percorso in prima persona, sempre più solida e convinta verso una disciplina che mi ha procurato tante gioie ma anche tantissimi dolori. Eppure nulla è più potente della volontà di regalare emozioni».
La gente, gli appassionati ossia coloro ai quali è destinato il messaggio di un wrestling che non sarà più quello di una volta, ma anche grazie ad assi come Mary Cooper che tengono sempre accesa la fiamma. E non c’è verdetto, vittoria o sconfitta, cintura o k.o che possa scalfire ciò che si legge nelle pieghe. Persone che diventano personaggi, che mandano in scena vicende trascinati solo e soltanto dall’amore. Che, nel caso della signorina Ravasio, porta dritti al suo Daniele: «Se ho ripreso lo devo in gran parte anche a lui – riferisce – per come mi ha spronato, per come non mi ha mai abbandonato nelle fasi più buie». Maria Angela Ravasio, ragazza di cuore e che lo antepone in ogni situazione. Anche quando la sua ultima avversaria mostra scherzosamente sui social i segni dell’ultima battaglia con la nostra rappresentante. Picchia forte, ma è il sorriso a fare sempre e comunque la differenza: « Perché venire a vedermi? Perché sono simpatica – scherza Mary - La sfida però è quella di chiedere a chi non ha mai visto una nostra serata e poi di farmi sapere direttamente sensazioni ed emozioni. Sono certa che poi si ritorna e si entra totalmente nel mood». Come, qualche anno fa, hanno insegnato Hulk Hogan e soci. Eterni come un wrestling che ha varcato l’oceano in classico stile americano. Tra super atleti e tanto spirito hollywoodiano. Latitudini diverse, spirito analogo. Nel nome dei miti, con la voglia di dare propulsione al movimento. Partito in pieno stile stars&stripes, capace di abbracciare tutta Europa. Con il tricolore a fare la sua parte anche grazie a ragazze come Mary. O semplicemente Maria.
