93FE310D-CB37-4670-9E7A-E60EDBE81DAD Created with sketchtool.
< Home

Milano Cortina, la prima Olimpiade dell’era aumentata grazie all’intelligenza artificiale

Articolo. Analisi dei dati biometrici, ricostruzioni 3D e simulazioni predittive: così l’IA ha supportato atleti e staff tecnici alle Olimpiadi Invernali, trasformando centimetri e centesimi in medaglie

Lettura 3 min.
Deromedis e Tomasoni festeggiano l’oro e l’argento nello Ski Cross maschile (Foto EPA - SERGEI ILNITSKY)

Lo sport non è semplicemente sforzo fisico, ma anche tattica e precisione. Non basta allenarsi a fondo per ottenere grandi risultati, è fondamentale studiare i dati che emergono dal corpo di un atleta per capire come muoversi e dosare nel migliore dei modi le energie. La conferma è arrivata dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, dove la tecnologia è entrata ancor più all’interno di specialità che si giocano su centimetri e centesimi di secondo.

A prendere il sopravvento nei Giochi casalinghi è stata l’Intelligenza Artificiale, temuta da molti, ma al tempo stesso utile per raccogliere quei dettagli che l’occhio umano non può raggiungere. Dallo sci alpino allo snowboard passando per bob e skeleton, questo strumento ha offerto a staff e atleti un modo per ampliare la conoscenza delle discipline, tenendo d’occhio in tempo reale quanto accadeva sulle varie venue e compiendo dei correttivi istantanei che hanno permesso ad alcuni campioni di tirar fuori il meglio di sé.

In un contesto di costante crescita per l’IA, l’aspetto principale riguarda il monitoraggio, l’analisi e la regolazione delle prestazioni degli atleti e delle squadre, non soltanto nel corso delle competizioni, ma anche durante l’allenamento. Un’occasione che è stata già testata in sport di squadra come l’hockey su ghiaccio. Durante Milano-Cortina 2026, l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale ha coinvolto anche le discipline individuali grazie all’utilizzo di sensori IoT , dispositivi indossabili ed edge computing che hanno permesso di prendere decisioni immediate.

Esempi derivano dalla snowboarder statunitense Maddie Mastro che ha saputo correggere un errore millimetrico grazie alla ricostruzione 3D del suo movimento attraverso modelli multimodali basati sull’IA, ma anche dalla nazionale americana di bob e skeleton che hanno scelto lo strumento per trasformare dati o micro-variazioni per ottenere vantaggi. Lo stesso vale anche per uno sport “ingegneristico” come il curling , dove è fondamentale prevedere l’andamento della stone sul ghiaccio per cambiare in corsa la traiettoria, come dimostrato da Stefania Constantini e Amos Mosaner, bronzo nel doppio misto.

« L’IA non sostituisce il talento, ma lo amplifica. Permette di vedere l’invisibile e di prendere decisioni migliori in meno tempo. Nello sport questo significa trasformare dettagli infinitesimali in medaglie. Ed è fondamentale per l’innovazione. Ciò che abbiamo visto sulle piste è solo l’anticipazione di ciò che vivranno le imprese nel prossimo futuro», spiegano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di «Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice», la più grande community italiana sul tema, e creatori di «AI Week 2026».

Un secondo aspetto che non va sottovalutato è la possibilità di prevenire eventuali infortuni personalizzando i carichi di allenamento, l’alimentazione e il recupero attraverso i risultati raccolti con l’IA e la tecnologia indossabile dagli atleti. Incrociando le analisi e monitoraggi di dati biometrici come frequenza cardiaca e affaticamento, medici ed esperti hanno la possibilità di offrire agli sportivi consigli e percorsi adeguati, anche in fase di ripresa da incidenti che fanno parte della carriera di un atleta.

A tal proposito, la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), appoggiandosi su soggetti privati, ha predisposto protocolli scientifici e monitoraggi continui per accompagnare Federica Brignone nel suo rientro in gara e alla vittoria nel supergigante e nello slalom gigante. Discorso simile anche per il pattinaggio velocità, dove con l’intelligenza artificiale è possibile simulare il movimento degli atleti, impostando sia l’andatura di crociera per evitare che l’acido lattico vada ad attanagliare le gambe e valutando la resistenza delle tute all’aria.

L’IA è divenuta inoltre un alleato per gli organizzatori come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) che ha presentato «Olympic GPT», un’assistente digitale pensato per rispondere in tempo reale alle domande degli spettatori su regolamenti, risultati e curiosità dei Giochi. Questa rappresenta uno dei vari utilizzi a disposizione delle società che possono sfruttare l’IA per fare una serie di valutazioni di marketing, magari puntando su contenuti audio e video creati ad hoc per ampliare l’audience verso discipline poco conosciute.

Anche in questo caso basterebbe osservare il lavoro svolto dall’ Olympic Broadcasting Services che ha deciso di sperimentare strumenti di IA per catalogare i flussi video, generare highlight automatici, arricchire le immagini con metadati e analisi in tempo reale. Basti pensare allo snowboard freestyle o al salto con gli sci, dove le immagini vengono “congelate” per mostrare il trick o l’angolo di uscita dal trampolino per spiegare quanto stia accadendo.

Dopo le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, il rapporto fra IA e sport è destinato a rafforzarsi come confermato da Fortune Business Insights, che parla di un mercato che ha toccato 1,22 miliardi di dollari nel 2025 e che raggiungerà quota 1,43 miliardi al termine di quest’anno. La crescita non si fermerà qui: il traguardo è infatti fissato a 5,01 miliardi entro il 2034, con un incremento del 310 per cento e un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 16,9 per cento in un decennio.

«La verità è che queste Olimpiadi ci hanno consegnato un’immagine nuova dello sport. La passione resta umana (l’abbraccio a uno sconosciuto visto in diretta davanti al televisore non lo potrà mai replicare un algoritmo), ma l’infrastruttura che la sostiene è sempre più intelligente. E lo sport è il laboratorio perfetto per l’innovazione – sottolineano Fiore e Viscanti – Probabilmente non è l’intelligenza artificiale che entra nello sport, ma lo sport che diventa il palcoscenico ideale per mostrarci cosa può fare l’AI. Così, quasi senza accorgercene, abbiamo vissuto la prima vera Olimpiade dell’era aumentata ».

Approfondimenti