Chi frequenta la linea del tram o passa in bicicletta in via Bianzana avrà sicuramente notato che il vecchio casello ferroviario al civico 48, per anni rimasto chiuso e inutilizzato, ha finalmente riaperto le porte. Lo stabile è stato completamente ristrutturato e sulla parete color terracotta spicca un’insegna nera con la scritta « BCBG ciclomeccanica partecipativa ».Incuriosito, un sabato pomeriggio decido di andare a scoprire questa realtà affacciata proprio sulla fermata della T1, la tramvia che collega Bergamo ad Albino. Il piccolo stabile è aperto e nel piazzale antistante alcune persone trafficano intorno ad alcune biciclette. L’atmosfera è spiccatamente conviviale: c’è chi si avvicenda intorno a una ruota, chi scambia due parole sorseggiando un caffè e chi ravana nella cassetta degli attrezzi in cerca di una chiave inglese.
Prima ancora che riesca a varcare la soglia, una signora mi offre del pane con la marmellata fatta in casa. Accetto di buon grado, mi presento e chiedo come funziona lo spazio. Prima di rispondere mi viene chiesto se ho colto il riferimento dell’insegna. Il richiamo è al mitico CBGB di New York, lo storico locale al 315 di Bowery Street a Manhattan dove si esibivano i Ramones, riadattato qui in veste nostrana per BiCity Bergamo . Lo spirito un po’ underground e punk in effetti si addice proprio a questa ciclofficina, che intende essere uno spazio collaborativo per la manutenzione e la riparazione delle biciclette, il recupero e lo scambio di pezzi di ricambio, ma anche di saperi, competenze e idee sul mondo delle due ruote. Dimenticatevi quindi la classica officina: qui nessuno vi prenderà la vostra bici per riconsegnarla aggiustata con il conto da pagare; funziona al contrario: avrete a disposizione gratuitamente gli attrezzi e il supporto di volontari competenti, ma per rimettere in sesto il vostro mezzo dovrete sporcarvi le mani.
Uno spazio recuperato
Andrea Caroli, membro dell’associazione Fiab Pedalopolis e tra i responsabili dello spazio, mi racconta che la ciclofficina è nata per volontà dell’amministrazione comunale in stretta collaborazione con la stessa associazione e con Teb. L’ex casello ferroviario, originariamente di proprietà del Demanio, è stato acquistato dal Comune di Bergamo e riqualificato grazie a un investimento complessivo di 250 mila euro (di cui 10mila da parte del Comune di Bergamo), finanziato per la quasi totalità attraverso i fondi del Pnrr destinati alla rigenerazione urbana.
Il piano terra dello stabile è dedicato alla riparazione, mentre il soppalco è stato adibito a deposito attrezzi e ricambi. Nel piazzale antistante, collegato con una rampa a scivolo direttamente alla banchina della linea T1, sono state installate una colonnina fissa per la manutenzione delle bici e alcune panchine con prese di ricarica per le e-bike. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 17 settembre e da allora la ciclofficina ha visto crescere l’affluenza. Lo spazio è gestito da un gruppo di appassionati ciclomeccanici autorganizzati, supportati dal sodalizio Fiab Pedalopolis. Il progetto ha ereditato l’esperienza della passata ciclofficina al BoPo di Ponteranica, oggi chiusa, intorno al quale si è raccolto un gruppo aperto e dinamico che nel tempo si è arricchito di nuove leve. Una di queste è Tommaso, un ragazzo ventenne appassionato di meccanica che ha deciso di mettere a disposizione un po’ del suo tempo e delle sue competenze. «Mi è sempre piaciuto smontare e rimontare quello che mi passava tra le mani», racconta Tommaso giocherellando con un pacco pignoni, «Un sabato pomeriggio passavo di qui per caso, sono venuto a conoscenza del progetto e ho deciso di unirmi al gruppo»
Riparazione e scambio di saperi
«A differenza della ciclofficina di Ponteranica», spiega Andrea, «qui la posizione è molto più strategica. C’è un grande afflusso di gente e un buon gruppo di volontari che si organizza per tenere aperto lo spazio tutti i sabati dalle 10 alle 17 e anche alcuni martedì dalle 17 alle 22. Del resto, siamo accanto al tram, all’incrocio tra la linea T1 della Val Seriana e la T2 per la Val Brembana di prossima apertura, e a pochi passi dal centro città».
La tipologia di utenti è incredibilmente varia: si va dai ragazzini di 12-13 anni del quartiere che passano per riparare la camera d’aria, alle famiglie con bambini, fino a chi vuole rimettere in sesto una vecchia bici impolverata riesumata dalla cantina o regolare il cambio del mezzo che utilizza quotidianamente. Con la bella stagione, un’altra fetta consistente di frequentatori è rappresentata dai turisti. Complice la vicinanza dell’aeroporto di Orio al Serio, a Bergamo arrivano sempre più viaggiatori diretti verso gli itinerari ciclabili del territorio o intenti a sfidare i passi alpini sui pedali. «Recentemente abbiamo accolto una coppia di olandesi in rotta verso sud», prosegue Tommaso, «sono passati da noi, abbiamo cambiato la catena e ci siamo trovati così bene che alla fine li ho ospitati a casa. Proprio alcuni giorni fa mi hanno mandato aggiornamenti dal Marocco». Oltre ai cicloviaggiatori in arrivo ci sono quelli in partenza, come il bergamasco Stefano Cortinovis che, in vista di un lungo viaggio sui pedali, è approdato in via Bianzana per imparare le basi della ciclomeccanica. Questa realtà è molto apprezzata anche dai negozi ciclistici della zona a cui «BCBG» non fa concorrenza. Anzi, in alcuni casi sono gli stessi meccanici professionisti che, per lavori che richiederebbero tanta manodopera, consigliano ai clienti di recarsi in via Bianzana per mantenere basso il costo della riparazione.
Un’idea alternativa di mobilità
In via Bianzana non si sistemano solo freni o catene, ma anche un pezzetto dello stesso spazio urbano, a partire dall’aiuola della fermata del tram che ogni settimana i volontari ripuliscono da rifiuti e mozziconi. C’è poi il grande tema dell’economia circolare: alcune delle biciclette presenti nello spazio sono state donate dai cittadini, sottratte alla discarica e rimesse in circolo in attesa di un nuovo utilizzatore, come la vecchia bicicletta che Tommaso sta recuperando. «Ci hanno regalato questo trabiccolo a quattro ruote che in un primo tempo pensavamo di utilizzare per il trasporto di materiale ingombrante», racconta Tommaso, «Poi però abbiamo pensato che potremmo donarlo a una persona con disabilità che non ha la possibilità economica per acquistare un modello professionale, così lo stiamo sistemando».
Data la tipologia di utenza così variegata intercettata dall’officina, approfitto per chiedere ad Andrea e Tommaso un parere su come stia cambiando la mobilità su due ruote a Bergamo. Rispondono che negli ultimi anni si è riscontrato un aumento considerevole delle persone che utilizzano la bici, grazie anche all’avvento delle elettriche che oggi hanno prezzi più abbordabili. Riscontrano inoltre una maggiore consapevolezza del valore del mezzo a due ruote e della possibilità di usarlo ogni giorno. «Ormai le persone non si sbarazzano più con leggerezza delle vecchie bici da corsa perché sono consapevoli del loro valore, piuttosto cercano di venderle su siti per l’usato. Allo stesso modo sono un po’ sparite dalla circolazione quelle biciclette “da supermercato” con le componenti in plastica che si rompevano dopo pochi utilizzi», spiega Andrea.
«Sul fronte delle infrastrutture negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi avanti; quello che sembra mancare ancora è una visione d’insieme e la volontà di completare i percorsi rimasti in sospeso unendo i vari spezzoni ciclabili in un’unica rete continua ed efficiente. Spesso i cittadini rinunciano a muoversi in bici solo perché non si sentono sicuri ed è un vero peccato: in molti casi basterebbe poco per separare fisicamente le ciclabili dal traffico». Il ruolo della ciclofficina, però, è anche questo: incoraggiare le persone a superare i timori e sostenere un’idea di mobilità diversa. Tommaso, che di mestiere fa il meccanico, riassume così il senso del suo impegno: «Io sono a favore della bicicletta e il mio modo di contribuire alla causa è mettermi a disposizione di chi intende muoversi sui pedali». Nel frattempo, tra bici riparate, caffè condivisi e storie di viaggio, la ciclofficina collaborativa di via Bianzana dimostra che la bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto, ma anche un forte aggregatore sociale.
La ciclofficina collaborativa si trova al civico 48 di via Bianzana ed è aperta tutti i sabati dalle 10 alle 17. Potere approfondire le informazioni sulla pagina Instagram e sul sito dedicato.
Le foto sono dei volontari della ciclofficina e di Luca Bonacina
