Se le chiese contemporanee di Bergamo vengono spesso snobbate da chi all’austerità del cemento preferisce le più classiche forme delle chiese antiche, immaginatevi la poca attenzione che viene riservata alla chiese contemporanee sparse tra i paesini della provincia. Eppure, anche fuori dalla città, i tesori di architettura religiosa non mancano di certo, e si meritano molto più interesse. In questo articolo ci sono alcuni esempi, ma a volte basta passare dai quartieri più moderni dei Comuni bergamaschi per scovare le linee squadrate e i volumi inconsueti delle chiese contemporanee. E scoprire così una certa poesia anche nel béton brut.
Centro pastorale Papa Giovanni XXIII, Seriate
In località Paderno a Seriate la struttura della chiesa progettata da Mario Botta non passa affatto inosservata, e crea un contrasto affascinante con la vicina chiesa settecentesca di Sant’Alessandro Martire. Il complesso del centro pastorale, ultimato nel 2004, è costituito da un corpo basso, che ospita la casa del parroco e i servizi parrocchiali, e dalla chiesa di colore rossiccio per via della pietra di Verona che la riveste. La chiesa ha pianta quadrata, e la sua forma, nonostante sia molto geometrica, a me ricorda vagamente un fiore che sta per sbocciare.
Una volta varcate le pesanti doppie porte, la luce zenitale che entra dai quattro lucernari e i rivestimenti in pannelli di legno ricoperti in foglia d’oro donano un’atmosfera molto calda e accogliente all’interno dell’edificio, che si compone di un unico grande ambiente. Anche il pavimento e la parte inferiore delle pareti sono in pietra di Verona, così come l’abside, dentro il quale lo scultore Giuliano Vangi ha realizzato una «Crocifissione». A partire dalle panche in legno chiaro e fino al soffitto, le linee sono pulite e simmetriche: si tratta di un luogo che indubbiamente aiuta a ritrovare la pace.
Parrocchia di San Zenone Vescovo e Martire, Valtrighe
La comunità cattolica della frazione Valtrighe di Mapello inizialmente si riuniva in una chiesina ricavata da un antico oratorio della famiglia Giovannelli. Nel 1977 venne però inaugurata la nuova chiesa, pensata per un’espansione demografica della località. Dietro al bel prato curato del sagrato si erge quindi, come una grande tenda di cemento e collegata al campanile, la Chiesa di San Zenone: l’edificio presenta linee molto semplici che appaiono addirittura morbide, a dispetto del materiale con cui è stata costruita. Il portale con la figura di San Zenone, che accompagna l’ingresso dei fedeli nell’edificio, è opera dello scultore Giancarlo Defendi.
All’interno, il protagonista è il maestoso e austero calcestruzzo a vista, che però in sintesi con la luce naturale che filtra all’interno della chiesa e le splendide vetrate colorate crea un ambiente mistico e raccolto. Il battistero è illuminato da un lucernario, e il presbiterio si trova tre gradini più in alto rispetto al piano della chiesa, ma sembra quasi sporgersi verso i fedeli.
Parrocchia di Maria Madre della Chiesa, Zingonia
Di Zingonia si parla in termini non molto lusinghieri, ma questa località ha una storia indubbiamente di grande fascino: quello dei sogni infranti. In questo caso il sogno era dell’imprenditore Renzo Zingone, che insieme all’architetto Franco Negri voleva realizzare negli anni Sessanta la «più moderna città industriale e residenziale della Lombardia», con infrastrutture e servizi d’avanguardia, perché da zona rurale di provincia la località si sviluppasse attraendo forza lavoro e investimenti. Purtroppo, come sappiamo, non è andata proprio così e l’isolamento delle celebri Torri le ha portato a diverse situazioni di disagio.
Oggi le Torri non ci sono più, ma la chiesa Parrocchiale sì, e merita una visita. L’ingresso, squadrato e sormontato da tre piccole campane, invita a una breve discesa che a un primo impatto sembra quasi condurre a un luogo buio. Dopo pochi passi si apre invece uno spazio circolare e molto luminoso grazie ai lucernari che si trovano in alto, tra le pareti e il soffitto. I muri sono di cemento a vista, nudi ad eccezione della piccola Via Crucis. L’atmosfera è raccolta e dona una sensazione di pace, grazie alla linea curva della pianta che sembra voler chiudere i fedeli in un abbraccio.
Chiesa Parrocchiale della Sacra Famiglia di Nazareth, Grassobbio
Il nuovo ed elegante complesso parrocchiale di Grassobbio è stato realizzato nel 2010 su progetto dell’architetto Anna Mologni. La chiesa è formata da due diversi volumi, un parallelepipedo basso e un cilindro più alto al suo interno. La parte inferiore presenta un grande arco, che lascia a vista la vetrata: l’effetto dorato che incanta i visitatori è stato creato inserendo frammenti di foglia d’oro direttamente nel processo di fusione del vetro. Al centro della parte superiore, di forma cilindrica, una croce dorata sembra spaccare la pietra, lasciando a vista la vetrata: un dettaglio davvero suggestivo.
Entrando in chiesa, ci si accorge che la “spaccatura” continua sul soffitto per arrivare fin dietro all’altare. Qui crea un taglio nel muro a forma di croce dorata, dalla quale una statua di Cristo sembra staccarsi avvicinandosi ai fedeli. Più in basso, sia l’altare che il pulpito sono stati scolpiti in un unico blocco di pietra. Grazie alle vetrate sul lato dell’ingresso, alla spaccatura sul soffitto e ai colori chiari delle lastre di pietra grolla che la rivestono sia internamente che esternamente, la chiesa risulta molto luminosa, eterea.
Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, Dorotina
Realizzata nel 1975 su richiesta degli abitanti del nuovo quartiere della Dorotina di Mozzo, che in quegli anni stava crescendo, la prima cosa che colpisce della chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa è il portale con la sagoma di un albero.
La facciata della struttura, interamente in austero calcestruzzo, viene resa più leggera da un arco che sorregge due pilastri. La chiesa è a pianta circolare e nonostante le quattro finestre a semicerchio, nei giorni più grigi l’interno resta in una penombra che favorisce il raccoglimento. Sopra il presbiterio entra però luce zenitale che illumina costantemente l’altare e la croce.
Chiesa dell’Annunciazione, Marigolda (Curno)
Consacrata nel 2006, la nuova chiesa della Marigolda accoglie i fedeli sul sagrato chiaro e curato, accanto a un grande ulivo. Il campanile, che vuole rappresentare l’Angelo dell’Annunciazione, si slancia verso l’alto, mentre la facciata è sobria ed essenziale, complici i colori chiari dei materiali utilizzati. Il progetto è degli architetti Angelo Agazzi e Giovanna Amico, e se non calcolate male i tempi come me potete entrare ad ammirare gli spazi molto semplici, che però non mancano di dettagli interessanti come lo sfondo del Crocifisso, che rappresenta l’alba della Resurrezione.
Questa è solo una piccola selezione delle molte chiese contemporanee sparse per la provincia di Bergamo, ma sono davvero numerose. Ciascuno di noi ne ha notata qualcuna tra i paesi che frequenta, anche se forse ci abbiamo fatto poco caso, passandoci accanto. Dovremmo invece prenderci il tempo di sbirciare gli interni, ammirare le facciate e i dettagli di porte e vetrate. Allenando così i nostri occhi a una nuova forma di architettura sacra e di bellezza non convenzionale.
Tutte le foto sono di Lisa Egman
- Le più belle chiese contemporanee a Bergamo (parte 2)
- Centro pastorale Papa Giovanni XXIII, Seriate
- Parrocchia di San Zenone Vescovo e Martire, Valtrighe
- Parrocchia di Maria Madre della Chiesa, Zingonia
- Chiesa Parrocchiale della Sacra Famiglia di Nazareth, Grassobbio
- Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, Dorotina
- Chiesa dell’Annunciazione, Marigolda (Curno)
