L’urbanistica moderna si sta evolvendo per rispondere alla crisi climatica. Strade, piazze, marciapiedi e parcheggi non sono degli elementi neutri, ma influenzano il microclima urbano. Sappiamo che se vogliamo rallentare gli impatti del cambiamento climatico, dobbiamo intervenire con azioni di mitigazione per migliorare la gestione delle acque piovane, le temperature percepite e, di conseguenza, anche la qualità della vita. In questo senso il concepimento dell’Atlante delle pavimentazioni che riducono il surriscaldamento estivo nelle aree urbane è un esempio di strumentazione pensato per guidare le scelte nel progettare e rigenerare gli spazi urbani in chiave climatica. L’Atlante è stato sviluppato nell’ambito della Strategia di adattamento climatico di Roma Capitale, in collaborazione con l’Università La Sapienza, e rappresenta un primo tentativo strutturato di mettere ordine in un tema spesso sottovalutato: che tipo di pavimentazioni usare e dove? Soprattutto in un contesto di temperature sempre più elevate e di precipitazioni intense concentrate in tempi brevi.
Superfici urbane, isola di calore
Le pavimentazioni coprono gran parte delle città e contribuiscono in modo diretto al fenomeno dell’isola di calore urbana. I materiali scuri e impermeabili, come il classico asfalto, assorbono gran parte della radiazione solare rilasciandola sotto forma di calore. Il risultato è un ambiente urbano più caldo, meno salubre e più vulnerabile alle ondate di calore. Al contrario, materiali più chiari e riflettenti possono ridurre il surriscaldamento delle superfici e favorire un miglior equilibrio termico. Per questo l’Atlante introduce criteri di valutazione basati su parametri scientifici come l’albedo e il Solar reflectance index (Sri), che misurano la capacità di una superficie di riflettere la luce solare e di dissipare il calore. Accanto a questi, vengono considerati anche la permeabilità all’acqua, la durabilità e la conformità ai Criteri ambientali minimi (Cam).
I.pro Pavimix eco nell’Atlante
La classificazione di questi materiali permette a progettisti e amministrazioni di non procedere più “per tentativi”. Se l’obiettivo è trasformare un parcheggio che si allaga o si surriscalda sotto il sole estivo, con l’Atlante si suggeriscono usi combinati di superfici per garantire che l’acqua torni nel sottosuolo e che la temperatura percepita dai cittadini diminuisca. Nelle sette tipologie di pavimentazione elencate nell’Atlante, che si dividono in due categorie, materiali locali tradizionali e alternativi, troviamo anche il calcestruzzo.
E in questo troviamo anche tre prodotti di Heidelberg Materials Italia, l’azienda che ha raccolto l’eredità di Italcementi e Calcestruzzi. Per la gamma di materiali tradizionali, c’è il calcestruzzo, i.pro Pavimix eco cam® che si concentra sulla versatilità e sulla conformità ai criteri ambientali per superfici carrabili o pedonali che richiedono alta durabilità.
Acqua, suolo e comfort urbano
Uno degli aspetti centrali dell’Atlante riguarda il rapporto tra pavimentazioni e gestione delle acque meteoriche. Le superfici impermeabili favoriscono il ruscellamento superficiale e aumentano il rischio di allagamenti durante gli eventi piovosi intensi, sempre più frequenti. Le pavimentazioni drenanti, invece, permettono all’acqua di infiltrarsi nel terreno, contribuendo a ridurre la pressione sulle reti fognarie e a ricaricare le falde. Per la categoria dei materiali alternativi sono state inserite nell’Atlante due tipologie di calcestruzzi: i.idro Drain eco cam® e i.idro Drain eco low carbon®. La pavimentazione permeabile di i.idro Drain lo rende il prodotto di punta per la gestione delle acque meteoriche
.
Grazie a una matrice alveolare, questo calcestruzzo vanta una capacità drenante fino a 100 volte superiore a quella di un terreno naturale. La variante “low carbon” invece unisce le proprietà drenanti a una forte riduzione dell’impronta di carbonio (carbon footprint) ed è pensata per progetti di rigenerazione urbana che devono rispettare obiettivi stringenti di sostenibilità.
Da domani in fiera
Le caratteristiche e potenzialità dei prodotti saranno presentate domani a Rho Fiera e fino al 20 febbraio in occasione dell’esposizione Myplant&Garden, l’importante salone internazionale dedicato al mondo della progettazione, del paesaggio, dell’edilizia e del verde in Italia dove sarà possibile scoprire i dettagli tecnici di i.idro Drain grazie all’assistenza dei tecnici professionisti di Heidelberg Materials.