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Cava Capannelle tra recupero ambientale, ricerca e biodiversità

Nel cuore del Parco del Serio, la presenza di numerose specie di uccelli racconta gli effetti degli interventi di rinaturalizzazione e delle pratiche di economia circolare a cura di Heidelberg Materials

In un’area nata per l’estrazione di materiali inerti, oggi si registra la presenza di numerose specie di uccelli e un’attività di monitoraggio scientifico attiva da oltre vent’anni. Succede nella Cava delle Capannelle di Grassobbio, all’interno del Parco Regionale del Serio, dove agli interventi produttivi si affiancano progetti di recupero ambientale e iniziative di studio della biodiversità.

La Cava delle Capannelle, di proprietà di Heidelberg Materials Italia, attiva da oltre cinquant’anni, opera nel settore degli inerti, offrendo sabbie, ghiaie, aggregati frantumati e materiali riciclati da demolizioni e terre da scavo, conformi ai Criteri ambientali minimi (Cam) e alle normative europee.

Nel tempo la Cava ha avviato interventi di riqualificazione delle aree sfruttate. L’area interessata dai progetti di recupero ambientale copre circa 50 ettari ed è stata progressivamente trasformata attraverso interventi mirati alla ricostruzione degli ecosistemi naturali, anche grazie all’utilizzo di terre e rocce da scavo provenienti da cantieri del territorio.

Interventi di economia circolare

Il conferimento e il riutilizzo delle terre e rocce da scavo favoriscono un uso più efficiente dei materiali, consentendo di riservare i lotti di qualità superiore al ciclo produttivo e di limitare il ricorso a nuove risorse naturali.

Tra il 2025 e l’inizio del 2026 la Cava delle Capannelle ha eseguito significativi interventi sul fronte della circolarità, riutilizzando circa 80.000 tonnellate di terre e rocce da scavo per la realizzazione degli interventi di recupero ambientale e paesaggistico all’interno del sito. Parallelamente, nello stesso periodo, ha commercializzato circa 180.000 tonnellate di aggregati riciclati, ottenuti dalla lavorazione dei rifiuti da costruzioni e demolizioni e impiegati in nuove opere fruibili dalla comunità.

Gli interventi testimoniano come il recupero ambientale, nella visione strategica della cava, non sia concepito come fase finale, ma parte integrante del ciclo produttivo: questo modello consente di massimizzare il riutilizzo delle risorse, ridurre il consumo di materia prima vergine e valorizzare il patrimonio naturale. Grazie a questo approccio, la cava si propone oggi non solo come luogo di estrazione, ma come motore di rigenerazione territoriale, in cui produzione, paesaggio e natura convivono in modo sostenibile.

Le “sentinelle” dell’ambiente

Fondamentale, in questo percorso, è la collaborazione con il Parco Regionale del Serio e con la stazione ornitologica Capannelle, attiva all’interno della cava da circa vent’anni. Proprio il monitoraggio dell’avifauna ha contribuito a documentare la presenza di specie nelle aree riqualificate, offrendo indicazioni sullo stato degli habitat. Giuditta Corno, presidente della stazione, spiega così la scelta del sito: «Dopo alcuni anni di inanellamento a scopo scientifico itinerante, in diverse zone lungo il corso del fiume Serio, l’area di Capannelle si è distinta per numero di catture e variabilità di specie. Per questo motivo si è deciso di stabilire la stazione di inanellamento (poi configurata in associazione) in quella zona, grazie anche all’ospitalità della proprietà di Cava delle Capannelle». L’inanellamento scientifico, attività principale della stazione, consente di raccogliere informazioni preziose sugli spostamenti, la longevità e le dinamiche delle popolazioni di uccelli. «li uccelli sono ottimi bioindicatori e il loro monitoraggio ci racconta la qualità degli habitat che frequentano: sono sentinelle dell’ambiente – riferisce Corno –. L’inanellamento a scopo scientifico è una tecnica di monitoraggio usata in tutto il mondo da oltre cent’anni. Prevede la cattura temporanea di uccelli e il loro marcaggio con anelli metallici recanti un codice alfanumerico univoco, che permette il riconoscimento di ogni singolo animale marcato, per tutta la sua vita. La ricattura nella medesima stazione, in altra stazione italiana o estera, permette di raccogliere informazioni sugli spostamenti degli uccelli e ricostruire le rotte migratorie, oltre a fornire informazioni sulla longevità, approfondire gli studi su ecologia e biologia delle specie. Inoltre, è possibile interpretare le dinamiche delle popolazioni e capire se siano in diminuzione, stabili o in aumento e quindi comprendere lo stato degli habitat che frequentano».

Accanto alla ricerca scientifica, la stazione porta avanti anche attività di educazione ambientale, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità anche attraverso la sensibilizzazione su comportamenti e abitudini quotidiane. Il recupero delle aree estrattive, in questo quadro, riveste un ruolo importante.«La cava si trova entro il perimetro di un’area protetta, il Parco del Serio, il quale, appoggiato dai pareri nostri come di altre associazioni ambientali, dialoga con la proprietà della cava, assicurandosi un’attenta riqualificazione post attività estrattiva, attraverso piantumazioni di siepi e filari, mantenimento di aree prative incolte e piccole zone umide. Non è facile trovare soluzioni efficaci sempre, ma l’impegno c’è così come la volontà. Ricordiamo che proteggere la natura ci restituisce dei servizi ecosistemici di cui la collettività può godere. Non vanno considerati come vincoli o limiti, bensì contratti ambientali a beneficio di tutti, i cui effetti positivi sono misurabili e non solo simbolici», conclude la presidente.

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