Burger button

Space economy: il ruolo della filiera aerospaziale orobica

La space economy in Lombardia vale miliardi di euro e coinvolge oltre 200 imprese. Anche Bergamo ha un ruolo chiave nella filiera aerospaziale, dalla componentistica ai progetti per l’esplorazione spaziale

Lo spazio si appresta a diventare molto trafficato negli anni a venire. L’ultimo report annuale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) mostra una prima panoramica dello stato della space economy. In particolare l’analisi riferisce due aspetti che dimostrano la vivacità di un settore in rapida espansione.

Il primo è che il costo per lanciare satelliti in orbita è diminuito di dieci volte negli ultimi vent’anni, il secondo riguarda gli investimenti privati in Europa che nonostante una flessione hanno segnato un record nel 2024 (+56% rispetto al 2023) con oltre 1,5 miliardi di euro raccolti da startup e imprese spaziali europee.

Gli impatti ambientali

Tutto questo fermento ha però ripercussioni sul piano ambientale, e infatti un mercato in forte espansione è anche quello legato al recupero dei detriti spaziali e alla manutenzione dei satelliti in orbita. Come si legge sul più recente “space environment report” di Esa il 2023 è stato l’anno in cui sono stati lanciati più satelliti che in qualsiasi altro anno precedente, e uno dei rischi per i satelliti che al termine della missione rimangono in orbita è di frammentarsi in pericolose nubi di detriti che restano in orbita per molti anni.

Leggi anche

La filiera aerospaziale

La Lombardia, secondo i dati più recenti, ha generato un giro di affari di 6 miliardi di euro nel settore aerospaziale, con circa 220 imprese, di cui quasi il 90% sono Pmi e 16.000 addetti. La provincia di Bergamo è un tassello fondamentale di questa filiera: il business più interessante è quello della logistica spaziale, che assicura commesse continue e un reale mercato. C’è però anche un settore che è quello della componentistica, in cui le imprese bergamasche possono dare il proprio contributo attraverso il secolare know-how nell’idraulica, nella meccanica, nell’impiantistica. Una sfida rimane quella di attrarre professionalità specifiche per entrambi i settori.

Startup e new space economy

Gli esempi delle aziende che hanno lanciato sperimentazioni in tema ci sono, come Fae technology (la tech company di Gazzaniga) che guarda con molto interesse allo spazio e in particolare alla “new space economy”, quella legata allo sfruttamento dell’orbita bassa dove stanno investendo le grandi compagnie private, Musk compreso. L’azienda della Valle Seriana lo scorso anno ha infatti acquisito Keyser, realtà che ha a lungo lavorato con la stazione spaziale orbitante, e ha aperto una divisione Spazio. Tra la ventina di aziende orobiche figura anche la ditta Persico Marine di Nembro che ha collaborato con la Nasa per la missione Asthros realizzando componenti in fibra di carbonio, alluminio e titanio per un telescopio stratosferico che a dicembre 2023 ha volato a 40 chilometri di altezza sopra l’Antartico. Nel pool di imprese che hanno preso parte alla missione spaziale c’era anche Lamiflex di Ponte Nossa.

Il modello di tuta spaziale per gli astronauti che ha volato a metà maggio dello scorso anno in condizioni di microgravità, con un volo parte della campagna Horizon 2025, è made in Bergamo. A svilupparla è stata infatti la bergamasca Mars Planet Technologies di Curno in collaborazione con Punto Azzurro di Rovetta. Alla tuta spaziale per resistere in ambiente marziano avevano lavorato in fase di prototipo anche Radici Group e Carvico a riprova del fatto che anche il settore tessile può trovare opportunità di business nella filiera aerospaziale.

Anche Space Rider, il mini shuttle che porterà gli astronauti dell’Esa avanti e indietro dalla stazione spaziale europea ha componenti in ceramica hi-tech, in particolare i pezzi che fungono da esoscheletro che sono fabbricati nella nostra provincia dall’azienda Petroceramics di Stezzano che ha una sezione del business dedicata all’aerospazio.

Dal punto di vista dalla componentistica possono trovare spazio anche le piccole imprese artigiane, come l’Officina Cannarozzi di Osio Sotto, che ha realizzato l’ogiva (la sezione anteriore), alcuni elementi centrali e in alluminio del razzo Lyra con cui la squadra “Skyward Experimental Rocketry” del PoliMi ha vinto la competizione di missilistica a livello universitario organizzata dalla Portuguese Space Agency.

Il progetto della Seriana space valley

In Val Gandino si punta alla realizzazione di una «Mars city», una città su Marte. Il progetto è in capo al «Sisei», il Seriana institute for space exploration and innovation che lo ha ribattezzato «Seriana space valley». L’incubatore di imprese promosso dal comune di Gandino e dalla società Mars planet technologies di Curno conta oggi altre cinque imprese orobiche: Punto Azzurro di Rovetta, TechnoHit di Costa Volpino, Dronemaster di Cene, Tehuti di Bergamo e FK Group di Dalmine. L’impresa sociale, nata a luglio del 2024, ha l’obiettivo di lanciare nello spazio istituzioni e imprese e diventare punto di riferimento per la robotica spaziale di superfice.

Leggi anche

Anche le miniere di lignite di Casnigo hanno un ruolo preciso: voler riqualificare l’area è funzionale alla creazione di un polo di ricerca spaziale che simuli la regolite (la superficie dei corpi celesti rocciosi, ndr) di Marte e della Luna e trasformi la miniera di Casnigo in un centro di simulazione spaziale per la formazione, la ricerca e sviluppo, la robotica e lo sviluppo di habitat spaziali. Anche per la Castel di Colzate, che è una piccola carpenteria artigiana specializzata negli impianti di aspirazione fumi e polveri e nel campo della depurazione dell’aria in generale, ha costruito una sonda che sarà parte di un’antenna per le telecomunicazioni che ha già effettuato il primo collegamento in Valle Seriana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA