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Impariamo ad ascoltare e a costruire

Nel numero di giugno (oggi in edicola) la redazione del magazine lancia un sondaggio ai lettori per capire aspettative e bisogni. Lo speciale del mese è dedicato all’inquinamento luminoso

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L’immagine della copertina di eco.bergamo è di Anna Maria Gibellini

Prima di tutto, ascoltare. È da questa convinzione che prende avvio una delle iniziative più importanti di questo numero di eco.bergamo: il questionario «Sostenibilità e informazione» , uno strumento con cui vogliamo comprendere meglio come cambiano le sensibilità, le aspettative e i bisogni dei nostri lettori. In un momento storico caratterizzato da trasformazioni profonde, crediamo che la qualità dell’informazione dipenda anche dalla capacità di ascoltare chi la legge. Per questo vi chiediamo di aiutarci a costruire il futuro della rivista, indicandoci temi, linguaggi e priorità che ritenete più rilevanti.

L’ascolto è anche il filo rosso che attraversa le pagine di questo numero, dedicato ai cambiamenti che stanno ridefinendo il rapporto tra ambiente, economia e società. A partire dalla riflessione di Enrico Giovannini, direttore scientifico di Asvis, che richiama la necessità di affrontare la transizione ecologica con una visione strategica e di lungo periodo. Non una somma di interventi frammentati, ma una politica capace di considerare sostenibilità, competitività e sicurezza energetica come elementi dello stesso percorso. Lo dimostrano anche le nuove regole europee sugli imballaggi, destinate a incidere su numerosi settori produttivi, dall’ortofrutta all’e-commerce, fino al mondo della ristorazione e dell’accoglienza.

Una sfida che apre interrogativi e opportunità, mentre il dibattito tra istituzioni, imprese e consorzi evidenzia la complessità di una transizione che richiede innovazione e capacità di adattamento. L’Italia, intanto, continua a distinguersi nell’economia circolare. Il Rapporto 2026 del Circular Economy Network conferma il ruolo di riferimento del nostro Paese nel recupero e nel riuso dei materiali. Restano però criticità importanti, dagli investimenti ancora insufficienti alla raccolta dei rifiuti elettronici, che procede a ritmi troppo lenti rispetto agli obiettivi europei. Accanto alle grandi strategie trovano spazio le trasformazioni che interessano direttamente la nostra comunità. Bergamo continua a investire sulla mobilità sostenibile, ampliando le Zone 30 e rafforzando una visione della città più sicura e vivibile. Nella stessa direzione va il successo del bike sharing «BiGi», che registra numeri in costante crescita e conferma come le alternative all’auto privata siano sempre più apprezzate dai cittadini.

A questi temi si affianca lo speciale dedicato all’inquinamento luminoso, un fenomeno spesso sottovalutato ma capace di incidere sulla biodiversità, sugli ecosistemi e persino sulla nostra possibilità di osservare il cielo stellato. Completano il numero approfondimenti sull’efficienza energetica, sui criteri Esg, sulla biodiversità nell’area dell’aeroporto, sui camp estivi nella natura e su molte altre esperienze che raccontano una sostenibilità concreta, fatta di scelte, innovazioni e responsabilità condivise. Perché la transizione non è un traguardo già definito, ma un percorso da costruire, anche attraverso l’informazione. E proprio per questo la vostra voce è importante.

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