Tra radici solide e un meccanismo sempre in movimento, Rea Dalmine – parte del Gruppo Greenthesis – compie venticinque anni. Un’evoluzione che prende avvio da un problema trasformato in opportunità: la crisi dei rifiuti in Lombardia alla fine degli anni Novanta. «Tutto – spiega il presidente Marco Sperandio, ai vertici della società dal 2014 – nasce nel 1998 sulla scorta del nodo rifiuti in Lombardia. Il primo carico si registrò il 16 agosto 2001, dopo la posa della prima pietra nel 1999. Rea è nata con un limite per le emissioni di ossidi di azoto che è sempre stato rispettato grazie a una tecnologia che è nel tempo diventata fonte d’ispirazione per tanti».
Dall’emergenza rifiuti alle nuove frontiere della decarbonizzazione
Rea Dalmine, dal primo carico del 16 agosto 2001 alla cogenerazione, ha ampliato il proprio ruolo, arrivando a cedere oltre 90mila MWh termici alla rete di Bergamo. Ora l’impianto punta su efficienza e nuove tecnologie
Lettura 2 min.Fino al 2011 Rea è stato un impianto di bacino, prima della decisione della Regione Lombardia di abolire la bacinizzazione, liberalizzando il mercato e consentendo ai Comuni di indire bandi e lasciare a ciascuno la scelta su dove conferire i rifiuti. Rea passa così da impianto di bacino a impianto sul libero mercato, con una particolarità rimasta intatta: è l’unico termovalorizzatore a gestione totalmente privata in Lombardia. Una caratteristica che ha accompagnato l’evoluzione dell’impianto, in un settore cambiato negli anni. Da una parte la modifica che ha riguardato il mix destinato alla combustione: meno rifiuto urbano e più rifiuto speciale non pericoloso.
Il teleriscaldamento
Poi l’introduzione di una nuova sezione cogenerativa a servizio del teleriscaldamento: l’accordo con A2A Calore e Servizi ha consentito la cessione di più di 90.000 megawattora termici all’anno alla rete di Bergamo. «Siamo alla terza stagione termica. Non abbiamo aumentato i rifiuti che bruciamo, bensì il rendimento energetico dell’impianto. L’energia termica, prima prodotta dalle centrali a metano dal gestore per integrare la richiesta termica della rete per la produzione di acqua calda, ora sono state quasi completamente sostituite dal calore recuperato dal termovalorizzatore di Rea Dalmine. Il rendimento energetico complessivo è passato dal 27% della sola parte elettrica a circa l’84% in assetto invernale e a quasi il 50% su base annua. Stessa quantità di rifiuto, energia quasi raddoppiata. E meno CO2 nell’ambiente».
E a proposito di CO2, c’è una sfida che potrebbe essere dietro l’angolo: l’Ets, il sistema europeo nato per ridurne le emissioni di gas climalteranti. «La strada che tutti stanno studiando è la cattura e lo stoccaggio definitivo della CO2, una tecnologia inevitabile per permettere all’Europa di traguardare l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050».
Un’altra frontiera è quella dell’intelligenza artificiale: «Da un lato potrà contribuire a migliorare la manutenzione predittiva, fornendo informazioni utili a prevedere un guasto e a ottimizzare l’approvvigionamento della ricambistica critica, riducendo fermi e costi. Dall’altro potrà essere impiegata per il riconoscimento del rifiuto in fossa. Dalla gestione dei rifiuti al recupero di energia, la sfida ora è continuare a far evolvere l’impianto insieme alle tecnologie e agli obiettivi ambientali».
Un premio per la vita associativa associativa
Rea Dalmine ha festeggiato i 25 anni di attività con il prestigioso riconoscimento di Confindustria Bergamo per la continuità associativa. La premiazione alla ChorusLife Arena, durante la 16esima edizione di «Eccellenze al lavoro», ha celebrato lo scorso 18 settembre 26 aziende longeve del territorio, di cui 9 per i 25 anni.
«Essere parte di Confindustria Bergamo significa credere nel valore dell’associazionismo e costruire insieme condizioni favorevoli alla crescita del territorio», ha sottolineato il presidente Matteo Zanetti. «Premiamo chi sceglie la nostra comunità da tanti anni e il contributo quotidiano di chi fa crescere l’impresa». Sul palco ci sono state complessivamente 94 aziende che hanno valorizzato 73 dipendenti singoli e 21 team.
I numeri
Al 31 agosto scorso Rea Dalmine ha totalizzato in 25 anni di attività 200.856 ore di operatività (media 8.034/anno), smaltendo 3.637.408 tonnellate di rifiuti (145.496 t/anno) e producendo 2.654.009 MWh di energia elettrica (106.160 MWh/anno). Da ottobre 2024, con l’attivazione della cogenerazione per il teleriscaldamento di Bergamo, sono stati aggiunti 226.294 MWh termici, una media di 113.147 MWh/anno.
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