Come sopravvivere ai dazi doganali

Le imprese italiane devono mitigare l’impatto dei dazi USA attraverso riqualificazione d’origine, regimi sospensivi, semplificazioni AEO e sdoganamento centralizzato, pianificando filiera, valore e origine per mantenere competitività.

Strumenti e soluzioni per superare le difficoltà

In un contesto geopolitico che sta riconsiderando i rapporti commerciali tra USA e UE, le imprese italiane devono adottare tutte le possibili contromisure per mitigare il maggior onere che i propri clienti statunitensi o le rispettive consociate dovranno sostenere per effetto delle nuove barriere tariffarie.

Una delle principali aree di intervento è la riqualificazione dell’origine, che prevede la disaggregazione della filiera – nel pieno rispetto delle disposizioni di riferimento – per modificare il luogo dove avviene l’ultima lavorazione sostanziale, al quale è attribuita l’etichetta «Made In». Una diversa opzione che le aziende italiane possono valutare è realizzare direttamente il prodotto in territorio statunitense. Si tratta di una soluzione che, tuttavia, potrebbe essere meno conveniente per chi ha un brand molto forte legato al Made in Italy. Ad ogni buon conto, sono diverse le strategie a disposizione delle imprese che esportano negli Stati Uniti, tra cui principalmente: spostare la produzione della parte core del prodotto in un Paese al quale vengono applicati dazi più bassi, ove eseguire l’ultima lavorazione sostanziale; avvalersi della «deducibilità doganale» di costi accessori che concorrono a formare il prezzo in fattura ma che non sono oggettivamente daziabili; ridurre il valore della fattura (e dunque la base imponibile sulla quale il dazio doganale viene pagato) anche sfruttando un istituto USA che consente di utilizzare una fattura relativa ad una transazione precedente a quella tra esportatore UE e cliente USA; avvalersi dei regimi sospensivi, come la Free Trade Zone.

Un’ulteriore opportunità è quella di neutralizzare per quanto possibile i dazi pagati per gli approvvigionamenti di semilavorati e materie prime nella UE in aggiunta alle soluzioni a destino verso gli USA. Un’impresa italiana, che intenda realizzare nel nostro Paese un prodotto destinato ad essere esportato verso gli USA, potrà fare ricorso a qualsiasi regime sospensivo per neutralizzare ogni dazio unionale su semilavorati e materie prime importate. Con il ricorso al perfezionamento attivo, ad esempio, i prodotti finiti, ottenuti da una lavorazione in «sospensione», potranno essere successivamente esportati con maggiori marginalità per non essere mai stati incisi dalla fiscalità domestica. Inoltre, in aggiunta all’adozione dei regimi speciali ed alla pianificazione sulle diverse variabili di prodotto, le imprese italiane possono accedere alle formule di semplificazione concesse agli Operatori Economici Autorizzati/AEO. Tali soggetti, qualificati come trusted trader, potranno avvalersi delle esclusive agevolazioni dell’autovalutazione, dell’iscrizione nel registro del dichiarante e dello sdoganamento centralizzato. Le due ultime soluzioni, in particolare, consentono rispettivamente di non presentare la dichiarazione doganale in import e di centralizzare il rapporto con le autorità, scegliendo un unico ufficio doganale nella UE e lasciando invariati i flussi logistici di smistamento.

anche in Italia è ora possibile avviare lo sdoganamento centralizzato. Si tratta di uno strumento di assoluto rilievo, che consente di razionalizzare il rapporto doganale, riconducendo la relazione formale con l’Autorità ad un unico Ufficio nazionale

A tal riguardo, finalmente anche in Italia è ora possibile avviare lo sdoganamento centralizzato. Si tratta di uno strumento di assoluto rilievo, che consente di razionalizzare il rapporto doganale, riconducendo la relazione formale con l’Autorità ad un unico Ufficio nazionale, senza disperdere tempo e denaro nel rapporto con diversi uffici doganali. Per quanto concerne, invece, i dazi ritorsivi, che potranno essere applicati dalla UE a prodotti statunitensi, ogni impresa italiana potrà fare riferimento ad un pacchetto di strumenti offerti dalla disciplina doganale unionale per neutralizzare o differire l’impatto economico delle maggiori aliquote. Il tema della pianificazione di prodotto sarà sempre più cruciale.

Con grande anticipo, vanno composte tutte le variabili che determineranno classificazione, valore e origine di un prodotto finito, scegliendo di calibrarne la relativa incidenza per avere ex ante la migliore geografia di distribuzione, al fine di poter servire specifici e determinati mercati in una oggettiva condizione di vantaggio.

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