Burger button

Economia circolare degli imballaggi sulla buona strada

In Italia nel 2024 si sono risparmiate oltre 12 milioni di tonnellate di materie vergini e CO2 pari a 9.000 voli intorno al mondo. Carta, legno, vetro e plastica tra i più riciclati. Tuttavia serve mercato per le materie prime seconde.

Il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) ha pubblicato il Rapporto integrato di sostenibilità 2025, che fa il punto su come è andato il 2024. Ecco i numeri principali che emergono dall’analisi: 3,8 miliardi di giro d’affari, 2 miliardi di contributo al Pil nazionale e 24.888 posti di lavoro. Questi dati confermano che l’economia circolare degli imballaggi è sulla strada giusta e genera valore per il paese. Ogni euro di contributo ambientale al Conai genera 3,6 euro nell’economia nazionale.

I benefici per l’ambiente

Nel 2024 sono state riciclati 10,7 milioni di tonnellate di rifiuti, registrando un incremento del +2,1% rispetto al 2023 e raggiungendo un tasso di riciclo effettivo del 76,7%. Questi numeri confermano che il riciclo degli imballaggi sta contribuendo positivamente anche a livello ambientale. Questa buona pratica ha consentito un risparmio di materie prime vergini di 12,2 milioni di tonnellate, che corrispondono, tanto per fare un esempio, a 830 torri di Pisa. Ha anche fatto risparmiare 55 terawattora di energia primaria, l’equivalente del consumo di metà delle famiglie italiane e ha evitato l’emissione di 11,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, che corrispondono a 9.000 voli intorno al mondo.

Che cosa viene riciclato

I materiali maggiormente riciclati sono stati la carta (4,6 milioni di t) e il legno (2,3 milioni di t), seguiti dal vetro (2,1 milioni di t), dalla plastica tradizionale e dalla bioplastica compostabile che complessivamente superano 1,17 milioni di tonnellate. L’acciaio e l’alluminio, pur rappresentando quantitativi inferiori, mostrano comunque una crescita significativa: rispettivamente 435.539 t e 62.400 t, con un aumento fino all’8,5% annuo per l’alluminio.

Obiettivi di riciclo

L’Italia si conferma tra i Paesi europei più virtuosi nell’economia circolare degli imballaggi: tutti gli obiettivi Ue di riciclo fissati per il 2025 sono già stati superati. Tuttavia, emergono alcune criticità per quanto riguarda la plastica e in vista degli obiettivi più stringenti fissati per il 2030. Per raggiungere questi obiettivi serviranno una maggiore qualità della raccolta differenziata, una riduzione delle impurità e più infrastrutture per il riciclo della plastica, con tecnologie avanzate, incentivi all’ecodesign e materiali più facilmente riciclabili. Viene sottolineato il bisogno di chiarezza normativa, stabilità regolatoria per attrarre investimenti e superare la lentezza burocratica.

Impatto socio-economico

Nel report viene dato spazio anche all’impatto socio-economico di Conai. Nel 2024, il sistema Conai ha generato un volume d’affari diretto pari a 1.415 milioni di euro (9,8% in più rispetto al 2023 e questo include principalmente i proventi dal contributo ambientale Conai (Cac). Oltre all’impatto diretto, c’è un importante impatto indiretto che deriva dall’attivazione delle filiere di fornitura.

Nel 2024 – si legge sempre nel report – questo impatto ha generato 2.025 milioni di euro (19% in più rispetto al 2023) di giro d’affari indiretto. Un altro elemento importante attivato nell’economia è l’impatto indotto, e cioè il fatturato generato dalle spese per consumi delle famiglie dei lavoratori coinvolti nelle attività del sistema Conai e delle aziende delle filiere fornitrici. Nel 2024, questo impatto è stato pari a 361 milioni di euro (4,3% in più rispetto al 2023).

Criticità

Mancano però il sostegno, la promozione e la convenienza economica per l’utilizzo di queste materie prime seconde che al momento risultano economicamente meno convenienti di quelle vergini le quali sono immediatamente disponibili e sono più pure.

A confermarlo è – dopo l’allarme lanciato da Assorimap (Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche) e la mancata attivazione di misure per salvare il comparto – la notizia recente dello stop degli impianti di riciclo privati, con conseguenti disagi per la raccolta differenziata della plastica sul territorio nazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA