Piogge record, temporali violenti, ondate di calore afoso. Il 2025 è stato per la provincia di Bergamo un anno meteorologicamente complesso, in linea con la situazione del resto della Penisola, in cui è stato il secondo anno con più eventi meteo, e della Lombardia, prima regione in Italia per impatti da eventi meteo estremi. «Un anno che ancora una volta mostra come anche la nostra provincia non è esclusa dall’aumento della frequenza e dall’intensità degli eventi estremi, confermando altresì il trend di aumento delle temperature degli ultimi decenni», è il riassunto di Manuel Mazzoleni, meteorologo di 3BMeteo, che ricorda, tra gli eventi meteo estremi dell’anno, «il record di pioggia giornaliera dell’anno del 22 maggio, con oltre 100 mm caduti in 24 ore in Val Seriana; la fortissima ondata di maltempo che ha colpito la città e la provincia tra il 9 e il 10 settembre; il violento nubifragio di inizio luglio nella Bassa Bergamasca e in Val Seriana; la forte grandinata che ha colpito le valli il 29 agosto e le tre distinte ondate di caldo estivo con massime oltre i 35°C».
Eventi meteo estremi a Bergamo, il bilancio del 2025
Dodici mesi segnati da dinamiche sempre più accentuate. Tra ondate di calore, piogge record e temporali violenti. Il quadro generale conferma una trasformazione in atto che modifica ritmi stagionali, risorse idriche e qualità della vita.
A livello mondiale, il 2025 è stato il terzo anno più caldo, dal 1850 all’ inizio delle rilevazioni. Come è andata a Bergamo?
«Lo scorso anno si colloca nella top 5 degli anni più caldi a Bergamo da quando si fanno le misurazioni. La città ha sofferto particolarmente tra la fine di giugno e la prima metà di agosto, quando ha registrato picchi di 34-35°C con un elevato tasso di umidità, rendendo l’afa difficile da tollerare a causa della scarsa brezza estiva (la città è risultata 87ª in Italia per ventilazione estiva). È aumentato il numero di notti in cui la temperatura non è scesa sotto i 20°C e c’è stato un drastico calo dei giorni freddi: rispetto al 2010, Bergamo ha perso mediamente 21,7 giorni all’anno con temperature massime inferiori ai 3°C».
Com’è stato l’andamento degli eventi meteo estremi negli anni?
«Gli eventi estremi stanno aumentando in modo inequivocabile sia in termini di frequenza che di intensità. I dati confermano che non siamo più di fronte a semplici anomalie, ma a un cambiamento strutturale del sistema meteo-climatico.Semplificando, l’atmosfera terrestre oggi trattiene molta più energia rispetto al secolo scorso, a causa dei gas serra: poiché l’atmosfera è più calda, accumula più vapore acqueo e, quando le condizioni meteorologiche innescano la pioggia, l’acqua non cade in modo graduale, ma viene rilasciata in quantità massicce in tempi brevissimi».
Il cambiamento climatico che ruolo ha in tutto questo?
«Il cambiamento climatico non è solo uno spettatore di questi eventi, ma ne è il motore principale. L’Italia si trova in una posizione sfortunata: il bacino del Mediterraneo si sta scaldando del 20% più velocemente rispetto alla media globale. Questo significa più vapore ed energia per le perturbazioni che poi arrivano sull’Italia. Inoltre, il riscaldamento globale sta spingendo verso Nord l’anticiclone africano. Ciò significa che l’estate italiana ora sperimenta ondate di calore sempre più frequenti, intense ed estese: questo calore extra deve essere smaltito e il modo più rapido per farlo è attraverso fenomeni violenti, come uragani, ondate di calore e nubifragi»
«Le tendenze per i prossimi anni indicano che la parola chiave sarà “estremizzazione”. Ci sarà una tropicalizzazione del Mediterraneo: il mare continuerà a scaldarsi, diventando un serbatoio di energia per fenomeni simili a uragani anche in autunno inoltrato. Scompariranno tutti i ghiacciai alpini sotto i 3000 metri, riducendo drasticamente la disponibilità di acqua dolce in estate. Le estati come quella del 2024 e 2025 diventeranno la normalità . Le ondate di calore saranno più lunghe, superando spesso i 15-20 giorni consecutivi di temperature sopra i 35°C. Le precipitazioni che una volta cadevano in sei mesi si concentreranno in poche ore, rendendo i sistemi fognari attuali obsoleti».
Eventi meteo estremi: +5,9% sul 2024
Il 2025 è stato un anno drammatico per gli eventi climatici estremi, non solo a Bergamo ma in tutta Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio città clima di Legambiente, il 2025 è stato il secondo anno più critico dell’ultimo decennio, superato solo dal record negativo del 2023. Nel complesso si sono registrati 376 eventi meteo estremi, in crescita del 5,9% rispetto al 2024, per un totale di 11,9 miliardi di euro di danni stimati. La Lombardia, con 50 eventi, è tra le regioni più colpite.
Allagamenti da piogge intense, danni da vento ed esondazioni fluviali sono i principali fenomeni che si sono abbattuti di più nel corso dell’anno in tutta la Penisola. C’è stato un forte aumento dei casi legati a temperature record (+94% rispetto allo scorso anno), delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%). A essere il più colpito dagli eventi meteo estremi in generale è stato soprattutto il Nord Italia.
«L’Italia - denuncia Legambiente - paga lo scotto di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate, prive di multi settorialità e di un approccio multilivello. Per evitare ciò è fondamentale avviare una governance nazionale, attuare il Pnacc (Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici), approvato a fine 2023 e istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento».
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