Se l’attenzione al pianeta è un impegno costante lungo tutti i giorni dell’anno, la Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile viene istituita dall’Onu per sancire la priorità assoluta della cura dell’ambiente. Il riconoscimento delle Nazioni Unite nasce in seguito a un’enorme manifestazione, che nel 1970 porta in piazza oltre 20 milioni di persone negli Usa. A ricordare quella prima mobilitazione è Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia: «Tutto comincia in risposta a un gravissimo disastro ecologico nella baia di Santa Barbara negli Stati Uniti, in seguito a cui il senatore Nelson attiva una forte mobilitazione coinvolgendo anche il presidente Kennedy – spiega – Oggi l’Earth Day Network, una rete permanente ispirata alla giornata Onu, conta oltre 200.000 realtà in 193 paesi compresa l’Italia e mobilita oltre un miliardo di persone, tra manifestazioni e percorsi di educazione e alfabetizzazione climatica».
È la Giornata della Terra, impegno globale e iniziative locali
Pierluigi Sassi, Earth Day Italia: «Tutti noi corriamo un grande pericolo, pensare di essere solo una goccia nel mare e di non poter mai cambiare le cose, ma non è così: dai nostri stili di vita e di acquisto, alla partecipazione con il voto possiamo davvero incidere sulla realtà»
Che cosa intende per alfabetizzazione climatica?
«Il tema del cambiamento climatico è soggetto a una fortissima pressione sia politica, sia del grande potere dell’economia fossile, che ha generato anche forti azioni di disinformazione quando a Parigi 193 paesi si sono trovati d’accordo nel dire che il problema esisteva e che era responsabilità dell’essere umano e che c’erano limiti che non avremmo mai dovuto superare, una consapevolezza che è fondamentale diffondere tra le persone, oltre a promuovere una corretta gestione dell’informazione e delle notizie».
Ogni anno la Giornata della Terra ha un focus diverso, qual’è quello di quest’anno?
«Dopo tanti anni di impegno sul tema della plastica, siamo tornati all’importanza del ruolo delle persone con il tema #ourpowerourplanet, il nostro potere, il nostro pianeta. In Italia l’abbiamo declinato sui sogni: se non troviamo il tempo di sognare il nostro destino, il destino agirà noi. Per ricordarlo quest’anno a Roma interverranno sognatori di eccellenza come Ozpetek e Pif e arriveranno 150 giovani da tutta Europa per stilare insieme il Manifesto dei sogni dei giovani europei, che sarà portato alla prossima Conferenza del Clima in Turchia. Un documento attraverso cui i giovani esprimeranno liberamente i propri desideri per il futuro e immagineranno il percorso per poterli vedere realizzati».
Quali sono le azioni più importanti che ognuno di noi può mettere in atto per impegnarsi nel suo piccolo per il pianeta?
«Credo che tutti noi corriamo un grande pericolo, pensare di essere solo una goccia nel mare e di non poter mai cambiare le cose, ma non è così: dai nostri stili di vita e di acquisto, alla partecipazione con il voto possiamo davvero incidere sulla realtà. Forse non si vede ancora, ma c’è un’intera foresta di persone e iniziative che cresce e sta assumendo dimensioni importanti. L’economista Leonardo Becchetti ha recentemente condiviso un dato interessante sulla percentuale di impianti di energie rinnovabili sul totale dei nuovi impianti installati: siamo attorno al 92%. Anche se è vero che il grande potere è sul fossile e il mix energetico è ancora per 80% legato ad esso, tutto il nuovo va verso la sostenibilità: è una realtà. E anche la sensibilità delle persone sta crescendo, in direzione di un pianeta più bello, sano e giusto, bisogna crederci».
Che cosa secondo lei potrebbe essere fonte di ispirazione per avvicinarsi a questi temi e coltivare una coscienza ambientale?
«Un fattore dirompente nella storia recente è stata l’Enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco, una specie di big bang della consapevolezza ambientale a livello mondiale: daltronde respiriamo tutti la stessa aria, non c’è nazione che tenga, c’è un unico pianeta che ci ospita tutti. Quando il Papa l’ha pubblicata nel 2015 ha riaperto un tema di discussione che nella Chiesa sembrava sopito - noi siamo laici come realtà, ma abbiamo sempre sostenuto quel testo e ci siamo confrontati con il Papa su quelle pagine capaci di spiegare chiaramente il fenomeno: è un libro di facile lettura per chiunque, ha unito tutte le religioni e non c’è realtà al mondo che non abbia condiviso quello che dice».
Gli appuntamenti a Bergamo
La Giornata della Terra a Bergamo ha il cuore tra città bassa e Città Alta, con gli appuntamenti di «Trasforma – Arte contemporanea per l’economia circolare», un festival che è stato inaugurato il 10 aprile e fino al 26 porterà all’ex Monastero del Carmine in Città Alta l’omonima mostra, curata da Andrea Zucchinali: una collettiva di artisti che esporranno anche nella Polveriera dell’Orto botanico in Città Alta.
Vi segnaliamo gli eventi promossi in occasione del 22 aprile, data in cui cade la Giornata della Terra: dalla presentazione del progetto «Green school» a Palazzo Frizzoni in mattinata, alla tavola rotonda sugli Orti collettivi di Bergamo alle 16 nella Sala Viscontea di piazza Cittadella, all’incontro «Dalla parte del suolo» con il professor Paolo Pileri, tra consumo di suolo, mobilità sostenibile e rigenerazione urbana, in programma alle ore 18 all’ex Monastero del Carmine.
Ingresso libero. Info: [email protected]
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