Gli episodi di siccità sono sempre più comuni in ogni parte del mondo e, negli ultimi anni, hanno colpito persino la Bergamasca: la «grande siccità» del 2022, per esempio, è ancora impressa nelle menti degli agricoltori. Difficile fare previsioni per il 2026: a inizio gennaio, vista la mancanza di neve e pioggia, si parlava di una situazione persino peggiore di quella di quattro anni fa. Ciò che è certo è che a monitorare l’enorme rete idrica orobica ci pensa Uniacque. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, l’Ad dell’azienda Pierangelo Bertocchi ci racconta il sistema idrico integrato bergamasco.
Dalla sorgente Nossana ai depuratori: come funziona la rete idrica bergamasca
Dopo la grande siccità del 2022, la gestione dell’acqua in Bergamasca è diventata una priorità strategica. 215 Comuni sono coperti da Uniacque, 15 nella Bassa da Cogeide e otto dell’Alta Val Brembana fanno da sé.
Come è strutturata la rete idrica bergamasca?
«Oggi, il servizio è quasi completamente gestito da Uniacque: 215 sono i Comuni che copriamo direttamente, mentre altri 15 nella bassa bergamasca sono di Cogeide, con cui abbiamo già sottoscritto un accordo di acquisizione. Otto comuni dell’alta Val Brembana, invece, adottano altre soluzioni. In generale, c’è una bipartizione del territorio più o meno all’altezza di Bergamo. Nella pianura, a sud del capoluogo, peschiamo l’acqua dai pozzi in falda. Nelle valli, a nord, le riserve che utilizziamo sono le sorgenti. Le tre sorgenti principali sono la “Nossana”, quella di Algua e la sorgente del Costone: sono sia le migliori dal punto di vista qualitativo che quelle più importanti in termini di quantità, visto che da lì arriva il 60% dell’acqua della nostra provincia».
Perché si parla di servizio idrico «integrato»?
«Perché gestiamo il ciclo completo dell’acqua sul territorio della provincia (acquedotto, fognatura e depurazione). C’è poi l’interconnessione della rete: abbiamo dei collegamenti sia a livello comunale che a livello sovracomunale. Ciò significa che, aprendo e chiudendo i pozzi e le sorgenti, possiamo sopperire alle mancanze d’acqua di alcuni territori prelevandola dove ce n’è di più. Oggi, la rete è una maglia che copre tutto il territorio: dalla sorgente Nossana, per esempio, l’acqua arriva fino a Treviglio e, da lì, si dirama verso l’Isola e verso il Sebino. Nei casi di emergenza, come quello del 2022, oltre allo switch tra reti e sorgenti, usiamo le autobotti per evitare che i cittadini restino a secco».
«Di fatto, abbiamo due reti diverse. Quella idrica vera e propria è composta da settemila chilometri di condotte che arrivano dalle sorgenti e dai pozzi alle case dei cittadini. Poi c’è la rete fognaria, lunga cinquemila chilometri. Quest’ultima permette di recuperare le acque reflue e convogliarle agli impianti di depurazione. Ci stiamo impegnando per separare meglio le acque “bianche”, che non necessitano di depurazione, da quelle “nere”, che invece vanno purificate: è un processo molto complesso, perché impone di lavorare a ogni altezza del servizio idrico. Parallelamente, stiamo razionalizzando i depuratori: attualmente sono settanta, li consideriamo troppi. Abbiamo recentemente dismesso il depuratore di Villa d’Ogna e faremo presto lo stesso con quello di Ponte Nossa, perché il piano è quello di usare l’impianto di Ranica per tutta la Val Seriana. È quasi completato anche il potenziamento del depuratore di Bergamo, tra i progetti Pnrr in chiusura nel 2026».
Come gestite la manutenzione del servizio idrico integrato?
«La sfida più gravosa è la manutenzione delle vecchie tubature la cui vita media è di circa quarant’anni, mentre la nostra concessione è trentennale. Ciò significa che quando finiamo di rinnovare l’ultima tubatura la prima è già vecchia e va sostituita. Poi c’è la questione delle perdite: quando sono superficiali saltano subito all’occhio, ma se il getto d’acqua va nel terreno ci vuole tempo prima di accorgersi del problema. Per questo monitoriamo la pressione della rete. Infine, c’è un’attenzione maniacale alla qualità dell’acqua: ci siamo recentemente attivati per recepire la normativa sui Pfas, le cui concentrazioni in Bergamasca sono molto basse. Stiamo anche vigilando sulle riaperture delle miniere di Oltre il Colle e Gorno: abbiamo condotto uno studio sulle faglie per evitare che le attività umane influenzino la qualità delle sorgenti».
Eventi per la Giornata internazionale dell’acqua
In occasione della Giornata mondiale l’azienda ha in programma una serie di appuntamenti. Giovedì 19 si terrà il convegno «Acqua ovunque. Conoscere per valorizzare una risorsa fondamentale per la vita», organizzato in collaborazione con il Cai. Sabato 21 e domenica 22 sono previste, in collaborazione con Fondazione Donizetti, visite guidate all’Acquedotto Magistrale di Città Alta. Domenica 22, all’Auditorium di piazza della Libertà, si terrà l’ incontro con Martina Capriotti, biologa marina e National Geographic Explorer (insieme a Bergamoscienza). Qui il programma dettagliato.
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