La «Magut Race» compie dieci anni. Domani, sabato 11 luglio, a Selvino, si svolgerà la decima edizione della storica corsa dei muratori, manifestazione che vede i partecipanti affrontare una salita con un sacco di cemento da 25 chilogrammi sulle spalle. I 350 pettorali disponibili sono andati esauriti con oltre un mese di anticipo rispetto alla gara, confermando l’interesse crescente attorno a un evento che negli anni ha assunto una dimensione nazionale. La competizione è organizzata da Fly-Up Sport in collaborazione con il Gruppo Selvino Sport, con il patrocinio del Comune di Selvino e il sostegno di Heidelberg Materials, la ex Italcementi, da sempre sostenitore della filosofia dell’evento. Il percorso si sviluppa lungo la vecchia pista da sci del Monte Purito: 230 metri di lunghezza e 70 metri di dislivello positivo da percorrere nel minor tempo possibile trasportando il sacco di cemento fornito da Heidelberg Materials.
Torna la «Magut Race», la gara che porta il muratore bergamasco sotto i riflettori
I concorrenti , con un sacco di cemento da 25 chilogrammi sulle spalle, dovranno percorrere l’ex pista da sci del Monte Purito. La manifestazione unisce ogni anno sport, tradizioni e valorizzazione della montagna con un tocco di sana goliardia.
(Foto di Cristian Riva)
Se in origine la manifestazione aveva soprattutto una dimensione locale, nel tempo ha saputo attrarre partecipanti provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. Tra gli iscritti figurano muratori professionisti, sportivi appartenenti a discipline differenti e semplici appassionati interessati a misurarsi con una prova particolarmente impegnativa. Uomini e donne affrontano la gara con lo stesso carico, senza differenze di regolamento. «L’anima della “Magut Race” è lo sport praticato in maniera goliardica - spiega l’organizzatore Mario Poletti -. Per alcuni rappresenta un momento di divertimento, per altri una sfida legata alla propria professione, per altri ancora una prova atletica. È una formula che continua a coinvolgere persone molto diverse tra loro». Secondo Poletti, uno degli aspetti più significativi della crescita della manifestazione è l’aumento della partecipazione del pubblico. «Alla prima edizione erano presenti circa 300 persone. Oggi si superano le 3.500 presenze tra i concorrenti, tra cui figurano oltre 40 donne, gli accompagnatori e gli spettatori».
(Foto di Marco Pendezza)
La scelta di utilizzare la pista del Monte Purito rappresenta, inoltre, un esempio di valorizzazione di uno spazio montano attraverso un’iniziativa sportiva capace di richiamare visitatori e frequentatori del territorio. Il legame con il territorio emerge anche dal nome stesso della competizione. «Magùt», nel dialetto bergamasco, indica il muratore, una figura storicamente associata alla tradizione lavorativa della provincia. Un richiamo che trova continuità anche nel coinvolgimento di Heidelberg Materials, azienda che produce il cemento utilizzato durante la gara nello stabilimento di Calusco d’Adda. «Abbiamo sempre creduto in questa manifestazione, prima come Italcementi e oggi come Heidelberg Materials - afferma Alberto Ghisalberti, referente del team comunicazione di Heidelberg Materials -.Per noi rappresenta un modo di essere presenti sul territorio e sostenere un’iniziativa che richiama elementi profondamente legati alla storia e all’identità bergamasca». Tra i motivi del successo della «Magut Race» c’è anche la capacità di mantenere una formula semplice e immediatamente riconoscibile, che lo scorso anno ha visto trionfare Davide Zanoletti nella gara maschile e Chiara Croce nella competizione femminile. In dieci anni la manifestazione è cresciuta senza modificare il proprio format originario, diventando un appuntamento atteso sia dagli atleti sia dal pubblico. Un risultato che, a giudicare dalla rapidità con cui sono stati assegnati i pettorali per l’edizione 2026, continua a trovare conferma anche a distanza di un decennio dalla prima partenza.
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