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Insegnare con i LEGO® si può. Basta sapere come farlo

Articolo. Sabato 14 ottobre alle 15, «Bergamo Brick City» ospita un incontro dedicato agli educatori: «Insegnare, imparare, crescere con i mattoncini: innovazione pedagogica e apprendimento ludico». Imparare divertendosi è più che un semplice slogan, è un vero e proprio metodo educativo

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«Bergamo Brick City» è l’evento gratuito tutto dedicato al mondo dei LEGO® che si terrà alla Cittadella dello Sport nel weekend del 14 e del 15 ottobre. Oltre 126 espositori, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, allestiranno creazioni con i mattoncini. Accanto ad eventi e iniziative collaterali, non mancherà un bell’incontro a tema pedagogico.

I pedagogisti Massimiliano Andreoletti e Fabio Erba illustreranno il metodo « Brick Education », un metodo di apprendimento ludico, attraverso i mattoncini, nato proprio in bergamasca e già applicato in alcune scuole.

Giocare è una cosa seria

Il convegno sarà un vero e proprio workshop: «Perché non basta dare i mattoncini e fare giocare i bambini, ma va fatto in una certa maniera» spiega Fabio Erba, socio fondatore della Cooperativa Crisalide, formatore di didattica digitale e innovazione. Saranno presenti anche gli insegnanti che hanno già utilizzato il metodo «Brick Education» e ci sarà un’esperienza ludica con i partecipanti in sala. La partecipazione è gratuita, come tutta la manifestazione. L’anno scorso cento classi di Bergamo e provincia hanno già provato questo metodo, che è cresciuto grazie al passaparola, con attività sempre più specifiche e la formazione per gli insegnanti.

«Giocare per gli adulti è qualcosa di connesso al divertimento e al tempo libero, per i bambini, invece, come diceva Maria Montessori, il gioco è un lavoro. Nella mentalità adulta è un passatempo improduttivo, mentre per un bimbo giocare è una cosa seria, dove mettere in campo tutto quello che sa» continua Massimiliano Andreoletti, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, un’autorità nel campo della game science.

«Brick Education» avrà uno stand ad accesso libero con laboratori a gruppi di 10 senza necessità di prenotarsi (età dai 6 anni ai 13). Ogni tanto, per i più grandi, si terranno laboratori di robotica (con iscrizione al momento). Per il workshop dedicato agli educatori è necessario iscriversi qua, tutto è sempre gratuito.

«Brick Education»

«Brick Education» è un marchio della cooperativa Crisalide dal 2015, usato negli interventi nelle scuole e in altre attività educative, ad esempio nei musei. Si tratta di un approccio metodologico di apprendimento basato sul gioco e la cooperazione: «Un pedagogista entra in classe a dare una mano all’insegnante o all’educatore. Le attività che proponiamo a scuola si legano a ciò che si sta facendo in classe in diverse materie, dalla geometria, alla matematica, all’educazione civica, all’italiano, alla logica, fino al coding. Si può allenare la creatività e il pensiero divergente».

Ad esempio, un classico mattoncino rettangolare 2X3 può aiutare a comprendere la proprietà commutativa dell’addizione. Oppure, per lavorare sul testo regolativo (alla base del coding), si possono dare istruzioni su come comporre dei “pasticcini” di mattoncini in modo che siano uguali all’originale. «Posso usarli per manipolare concetti matematici anche complessi come l’elevamento a potenza, giocare facilita anche la concentrazione e si apprende in modo più naturale, perché manipolando si vede e non si pensa soltanto» spiega il professor Andreoletti.

È il principio dell’embodied congnition, cioè l’idea che i processi cognitivi dipendano, riflettano, o siano influenzati dai sistemi di controllo del corpo.

Perché i mattoncini

«Avremmo potuto usare anche il pongo o la carta, ma sono materiali che si rovinano di più e non si riutilizzano all’infinito come i mattoncini, che sono anche più facili da tenere puliti. Noi usiamo solo semplici mattoncini e non pezzi speciali» spiega Erba.

Per iniziative specifiche in biblioteche, musei o altri spazi possono essere brandizzati a tema: dai dinosauri, all’isola del tesoro, ma si tratta sempre di semplici mattoncini colorati. «Il mattoncino è un tipico gioco definalizzato: di volta in volta è chi gioca a dover trovare il fine dei mattoncini, tocca a te costruire» aggiunge Andreoletti.

Un gioco inclusivo

«Brick Education» non è gioco libero: «Dico sempre ai bambini che a giocare con i mattoncini sono già più capaci di me, quindi io assegno loro un compito diverso» spiega Erba. Per portare a termine l’obiettivo, i ragazzi si organizzano in maniera autonoma, cooperando fra loro e a volte dandosi dei ruoli, creando una squadra che lavori insieme.

«Si arriva così al lavoro di gruppo e alla cooperazione, a volte si danno dei ruoli, sempre in modo autonomo. È un gioco naturalmente inclusivo perché tutti possono dare il loro contributo». Anche chi, magari, dalla didattica più “tradizionale” rischia di essere più penalizzato.

Appuntamento allora a sabato 14 ottobre alle ore 15. Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione a questo link.

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