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eco.bergamo vola a Bruxelles

Il 18 e il 19 novembre eco.bergamo conoscerà da vicino le politiche europee che incidono sui temi della transizione ecologica, dell’energia e della mobilità

Il 18 e 19 novembre eco.bergamo porta il proprio sguardo nel cuore dell’Europa. Il comitato scientifico della rivista sarà a Bruxelles per una due giorni di incontri con i funzionari europei e di visite alle istituzioni comunitarie, per conoscere più da vicino i luoghi in cui vengono definite molte delle politiche che incidono sulla transizione ecologica, sull’energia, sulla mobilità e sull’economia circolare. Un viaggio che nasce dalla volontà di approfondire il rapporto tra le decisioni europee e le trasformazioni che, a cascata, interessano imprese e territori. È una prospettiva che attraversa anche questo numero perché la sostenibilità è una partita che unisce competitività, investimenti, innovazione, gestione delle risorse e capacità di adattarsi a un ambiente che cambia. Il confronto parte proprio dall’Europa con il sistema Ets, chiamato a conciliare la riduzione delle emissioni con la tenuta del sistema produttivo. Dalle politiche comunitarie alle imprese e al territorio bergamasco il passo è breve.

Dal 19 al 24 ottobre Bergamo ospita la 18ª edizione della «Settimana per l’energia e la sostenibilità» di Confartigianato, parte di un appuntamento nazionale che mette al centro innovazione, ambiente e riduzione delle emissioni. Un altro capitolo riguarda ciò che produciamo e, soprattutto, ciò che lasciamo. Il Rapporto Ispra sui rifiuti speciali fotografa un flusso imponente: nel 2024 la Lombardia ne ha prodotti 36,4 milioni di tonnellate, mentre a livello nazionale costruzioni e demolizioni hanno generato oltre 90 milioni di tonnellate, più della metà dell’intero quantitativo. Numeri che raccontano il peso del comparto e, allo stesso tempo, il potenziale di recupero di materiali che possono rientrare nei cicli produttivi. La transizione passa anche dalla capacità di leggere i cambiamenti già in corso. L’inserto dedicato al clima raccoglie quattro voci – il meteorologo Manuel Mazzoleni, il fisico del clima Antonello Pasini, il presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Antonio Navarra e il ricercatore del Cnr Renato R. Colucci – per osservare da prospettive diverse un fenomeno che ormai coinvolge direttamente il territorio. Caldo prolungato, precipitazioni intense, siccità, riduzione dei ghiacciai: segnali differenti di uno stesso cambiamento, che impone di comprendere il presente per prepararsi a ciò che viene. Anche le scelte quotidiane entrano in questa prospettiva. Cresce l’utilizzo delle pompe di calore, sistemi sempre più versatili per la climatizzazione invernale ed estiva. Ma l’efficienza non dipende soltanto dalla tecnologia: servono valutazioni corrette dell’edificio, delle sue caratteristiche e delle modalità d’uso, a partire dal lavoro di un tecnico. Infine, uno sguardo a Nembro, dove lungo il Serio sta prendendo forma un nuovo ecosistema di 1,3 ettari, con sei specchi d’acqua e oltre 800 tra alberi e arbusti. Un intervento che punta a rafforzare la biodiversità e a creare un nuovo rapporto tra natura, scuola e cittadini.

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