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In Pontenossa si studia la convivenza tra territorio e attività produttive

In Val Seriana l’azienda recupera zinco dalle polveri di acciaieria con il processo Waelz e controlla costantemente emissioni, acque e biodiversità del torrente Riso. Un modello di economia circolare applicata all’industria.

La tutela dell’ambiente passa attraverso la conoscenza del territorio e il controllo costante degli effetti delle attività produttive su aria, acqua e terra. È su questo principio che si fonda il lavoro di Pontenossa Spa, l’azienda della Val Seriana che si occupa del recupero di risorse, che altrimenti andrebbero perse, tramite la valorizzazione di rifiuti pericolosi.

Il processo Waelz

Al centro dell’attività vi è il processo Waelz, una tecnologia consolidata che consente di valorizzare le polveri di acciaieria, classificate come rifiuti pericolosi. Da esse recupera lo zinco, un metallo strategico per numerosi settori industriali: l’industria ceramica, l’agricoltura, l’edilizia e la galvanica. «Il nostro lavoro consiste nel trasformare un rifiuto in una risorsa» - spiega Dario Bonald i, responsabile dell’ufficio Ambiente. - Il processo Waelz ci permette di recuperare zinco riducendo l’impatto ambientale delle polveri di acciaieria. Il nostro obiettivo è il miglioramento continuo: meno emissioni, maggiore efficienza e standard ambientali più elevati».

Il laboratorio di ricerca

Insieme al recupero dello zinco, il processo genera il residuo Waelz, che attualmente viene gestito dall’azienda all’interno di un sito di stoccaggio di proprietà.
Una giacenza che l’azienda considera momentanea, mentre alimenta progetti di ricerca volti a individuare modalità di riutilizzo sostenibile di questo materiale, in un’ottica di economia circolare e riduzione degli scarti.

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Il monitoraggio del processo

La responsabilità della tutela dell’ambiente richiede sforzo e attenzione. Per questo sono attivi controlli sui rifiuti in ingresso, sui reagenti utilizzati nel processo, sui residui di produzione e sull’aria e le acque rilasciate a valle del processo industriale. «Monitoriamo costantemente le materie prime conferite, analizzando e selezionando solo quelle compatibili con il processo Waelz. I rifiuti che contengono quantità significative di metalli particolarmente pericolosi o difficilmente gestibili vengono esclusi a monte - sottolinea Bonaldi - a tutela dell’ambiente e per garantire gli standard di sicurezza».

Il controllo dell’aria

La salvaguardia del territorio passa anche dal monitoraggio delle emissioni in atmosfera. L’impianto è dotato di sistemi di abbattimento operativi 24 ore su 24, in grado di ridurre drasticamente polveri, monossido di carbonio e ossidi di azoto rilasciati nell’aria. Alcuni parametri, come il «cot» (carbonio organico totale), sono resi disponibili in tempo reale sul sito aziendale. «Si tratta di dati ufficiali, trasmessi anche agli enti di controllo - evidenzia Bonaldi - e i valori rilevati risultano ampiamente inferiori ai limiti di legge».

Campagne annuali di rilevazione della qualità dell’aria, della durata di 30 giorni, sono attive nei tre comuni limitrofi: Gorno, Premolo e Ponte Nossa. L’analisi di oltre 15 anni di dati, restituisce un quadro complessivo di qualità dell’aria positivo. «Non sono rilevati – conclude Bonaldi - effetti riconducibili all’attività produttiva».

Le acque di processo

Particolare attenzione è dedicata all’analisi delle acque di processo, trattate in impianti attivi e presidiati 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno.

«Il controllo delle acque è fondamentale, sia sotto il profilo ambientale che produttivo - spiega Claudio Bonetti, responsabile del laboratorio dell’azienda. - Attraverso processi fisico-chimici controlliamo parametri come il pH e siamo in grado di favorire la separazione dei metalli, che vengono recuperati prima della restituzione dell’acqua al torrente Riso». Il monitoraggio non si limita agli aspetti chimici: è attiva da anni una collaborazione con l’Università di Camerino (Macerata) che effettua valutazioni sullo stato di salute biologico del torrente Riso, con analisi a monte e a valle dello stabilimento. «Studiamo la presenza di macroinvertebrati attraverso l’Indice biotico esteso e monitoriamo lo stato di salute della fauna ittica - prosegue Bonetti. - La biodiversità è un indicatore ambientale molto affidabile: la buona presenza di queste specie conferma la qualità delle acque».

Analisi aggiuntive

«Oltre agli obblighi normativi e alle prescrizioni degli enti provinciali - dice Fabrizio Panella , direttore operativo dell’azienda - eseguiamo controlli ambientali e analisi aggiuntive. Ci guida la convinzione che la sostenibilità di un’attività industriale si fondi su criteri di trasparenza, prevenzione e miglioramento continuo. I dati che raccogliamo ci dimostrano come il processo Waelz ci permette di proteggere l’ambiente da ingenti quantità di rifiuti pericolosi, trasformandoli in risorse e garantendone una gestione in sicurezza. Lavoriamo per essere considerati un esempio concreto di come l’attività industriale possa convivere con l’ambiente e il territorio. Favoriamo l’implementazione di processi di economia circolare, mettiamo in atto sistemi di monitoraggio di altissima qualità e soprattutto teniamo vivi la ricerca e il dialogo con il territorio».

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