Senza acqua non c’è vita e la crisi climatica sta rendendo ogni goccia sempre più preziosa. «L’acqua è il filo invisibile che tiene insieme salute, ecosistemi, economia, diritti. In Italia questo filo si sta tendendo pericolosamente. La crisi climatica sta alterando il ciclo idrico: nel 2025 l’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha registrato 376 eventi meteorologici estremi (che hanno causato danni a edifici, infrastrutture e settori produttivi), sei volte in più rispetto al 2015, tra alluvioni, grandinate, siccità e frane». Lo scrive il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, nell’introduzione alla pubblicazione «Atlante dell’acqua 2026», nato dalla collaborazione con la Fondazione Heinrich Böll, in cui evidenzia come la gestione della risorsa idrica resti un nodo cruciale. Al centro delle prossime pagine parliamo proprio di tutela dell’acqua a partire da una riflessione che la crisi climatica impone sulla difesa delle risorse idriche. In questo inserto ci sono anche alcuni approfondimenti legati al mondo delle istituzioni, della ricerca e della politica. Proteggere l’acqua è, infatti, una responsabilità condivisa che chiama in causa istituzioni, imprese e cittadini, perché solo riconoscendone il valore comune potremo garantire un futuro sostenibile a tutti.
Acqua, una partita che riguarda tutti
Fiumi e laghi che si assottigliano, bacini in affanno, territori sempre più esposti. Tra ricerca, governance e scelte politiche, il racconto di come cambia la gestione idrica sul territorio.
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Il fiume Serio a SeriateYuri Colleoni
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