Nel percorso di formazione di uno studente arriva quel momento, che è in realtà una grande opportunità, in cui la teoria dei manuali incontra la complessità del mondo reale. Per gli studenti dell’Istituto «G. Natta» di Bergamo, quell’occasione coincide, da 14 anni, con l’apertura del bando delle borse di studio intitolate ai professori Quirino e Bernardo Sestini, e promosse dalla Siad Fondazione Sestini.
Una borsa di studio per combattere le fake news della chimica
Torna il bando delle borse Sestini: l’iniziativa coinvolge cinque classi dell’istituto dove gli studenti sono chiamati a smascherare le fake news sulla chimica con prove sperimentali.
Il bando di quest’anno si intitola «Cerca le fake news sulla chimica e dimostra sperimentalmente il loro errore». L’azienda bergamasca, leader internazionale nei gas tecnici e nell’ingegneria, invita gli studenti di tutte le classi dell’Istituto (dalla prima alla quinta) a cimentarsi in una prova di rigore scientifico al pari di un Galileo dei tempi moderni.
L’impegno della fondazione Sestini
«Quirino Sestini e Bernardo Sestini furono docenti di chimica industriale – dichiara Cristina Sestini, presidente di Siad Fondazione Sestini –. Il loro insegnamento si distingueva per rigore e chiarezza. Accanto all’attività didattica, svolsero un ruolo importante nella ricerca applicata, collaborando con industrie e laboratori». E l’impegno non si è mai interrotto: «Queste borse di studio volute da mio padre, Roberto Sestini, - prosegue la Presidente – sono la continuazione del legame con l’innovazione, la chimica e l’attenzione alla formazione e alla crescita della cultura scientifica insita in Siad e nei fondatori. Il nostro obiettivo è chiaro: stimolare il pensiero critico e la sperimentazione, perché la chimica non è solo una disciplina, ma uno strumento per comprendere e migliorare il mondo».
Una tematica sfidante
Le notizie false occupano in media tra il 3% e il 12% dei dataset informativi globali, ma in periodi di forte polarizzazione, come pandemie, crisi energetiche e conflitti questa quota può salire fino al 25%, con un’esposizione del pubblico che raggiunge il 60-75%. Questi sono stati i numeri snocciolati dall’ing. Giorgio Bissolotti, direttore scientifico e della ricerca in Siad, durante la presentazione del nuovo bando. «Il tema è estremamente complicato, talvolta divisivo, e certamente intrigante – ha commentato Bissolotti – le fake news ci sono sempre state, ma è chiaro che l’avvento di internet ne ha implementato la diffusione». Sin dai temi antichi ai giorni nostri le notizie false venivano sostenute da alcuni fattori come «la percezione verso l’autorità religiosa, scientifica o mediatica, l’impossibilità per il pubblico di verificare direttamente, e la componente dell’emotività o del sensazionalismo».
Gli studenti che potranno lavorare al progetto singolarmente o in gruppo si potranno servire dei laboratori dell’istituto e della collaborazione con i docenti per la parte sperimentale. «Ci aspettiamo degli ottimi elaborati commisurati all’esperienza degli alunni – aggiunge Bissolotti –: abbiamo notato nel corso degli anni che le classi prime e seconde producono soddisfacenti relazioni teoriche, mentre dalle classi terze arrivano veri e propri prototipi di progetti che hanno tutte le carte in regola e il potenziale per trasformarsi in start up».
La partnership con l’Istituto
«Una tradizione importante e irrinunciabile» così ha definito la sinergia tra l’Istituto Natta e Siad Fondazione Sestini la dirigente scolastica Savia Nardone. «La Borsa di studio rappresenta per le classi dell’istituto non solo un’opportunità di crescita, ma anche un’occasione concreta di mettere in pratica le competenze acquisite, integrando saperi disciplinari, trasversali e sistemici – riferisce Nardone –. In linea con il nostro modello di didattica integrata, gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi con una sfida reale, che stimola la progettualità, il pensiero critico e la collaborazione». La Borsa di studio non è vista come un semplice premio in denaro, ma come un tassello fondamentale per stimolare competenze e attitudini dei giovani studenti: «Questa sfida stimola la progettualità e il pensiero critico in un’epoca di transizione – prosegue la dirigente scolastica –: viene chiesto ai ragazzi di navigare tra fonti diverse, selezionare dati attendibili e organizzare le informazioni in modo strutturato. È quello che chiamiamo “intelligenza ibrida”: saper unire le competenze digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale a una solida base etica e scientifica». Secondo Nardone il tema delle fake news è anche l’occasione perfetta per esercitare il “pensiero sistemico”: «Gli studenti imparano a non essere consumatori passivi di informazioni, ma “produttori di verità” capaci di documentare e comunicare i propri risultati, abilità che rappresentano un ponte diretto verso il mondo del lavoro».
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