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Agreenet è la startup che con una bustina aiuta a contrastare lo spreco alimentare

La conservazione si estende fino a 25 giorni. Lo spreco di frutta e verdura è ridotto del 40%. PìFresc agisce nelle fasi di stoccaggio e trasporto.

Contrastare lo spreco alimentare intervenendo in uno dei punti più critici della filiera: la conservazione degli alimenti freschi. È l’obiettivo di Agreenet, start up torinese nata alla fine del 2022 e specializzata nella progettazione di biomateriali innovativi per proteggere frutta e verdura durante le fasi di trasporto e stoccaggio. Fondata dal 35enne Gustavo Gonzalez insieme a Stefano Ferioli (32 anni), Agreenet è cresciuta all’interno del percorso «Talenti per l’impresa» promosso e finanziato dalla Fondazione CRT di Torino.

Il dispositivo Pìfresc

«Arrivo da un dottorato in scienza dei materiali, con una specializzazione nei biopolimeri – racconta Gonzalez –. Durante la ricerca ho iniziato a chiedermi se quei materiali potessero essere applicati a un problema urgente come lo spreco alimentare». Un’intuizione che trova riscontro nei numeri: fino al 50% di frutta e verdura viene scartato per fenomeni di deperimento difficilmente controllabili, soprattutto nelle fasi logistiche. «Trasporto e stoccaggio accelerano la crescita di muffe e batteri. Noi abbiamo sviluppato materiali funzionali in grado di proteggere gli alimenti dalle condizioni ambientali sfavorevoli». Il modello di business è B2B: Agreenet si rivolge ad aziende che confezionano, distribuiscono ed esportano prodotti freschi. «Parliamo di grandi volumi e di spedizioni non sempre monitorabili – spiega il fondatore –. Avere un elemento protettivo significa ridurre lo spreco, ma anche i reclami e le perdite economiche». I risultati dei progetti pilota, in particolare del dispositivo PìFresc, indicano un’estensione della durata di conservazione fino a 25 giorni e una riduzione dello spreco del 40%, utilizzando materiali sicuri e compatibili anche con il biologico.

La bustina dentro all’imballaggio

PìFresc è il prodotto di punta di Agreenet: una piccola bustina, simile a quella del tè, da inserire negli imballaggi di frutta e verdura fresca. Al suo interno contiene un materiale brevettato, a base di biopolimeri ed estratti naturali, come oli essenziali, che rilascia nel tempo composti attivi in grado di limitare lo sviluppo delle muffe. Posizionata in cassette o vaschette, la bustina crea una protezione diffusa che prolunga la conservazione senza entrare in contatto diretto con l’alimento.

Oggi la start up, che ha un team dedicato alla ricerca – sviluppo e alla relazione con i clienti (nella foto Giulia Brogi, Product developer e Sara Pellegrini R&D assistance), sta ampliando il proprio raggio d’azione verso nuove categorie alimentari, come i prodotti da forno e la frutta di IV gamma, pronta al consumo. La sfida resta la crescita. «Per incidere davvero sullo spreco alimentare servono investimenti – conclude Gonzalez –. Il nostro obiettivo è rafforzarci nei prossimi anni e arrivare al 2027 come PMI innovativa».

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