La Lombardia si avvia verso una nuova siccità? Probabilmente sì, stando ai dati dell’Arpa: il bollettino delle riserve idriche elaborato a fine aprile dall’agenzia, infatti, parla di una netta diminuzione delle riserve idriche dei grandi laghi, degli invasi artificiali e sotto forma di neve (Swe) sia rispetto alla rilevazione della settimana precedente (-9,5%), sia rispetto alla media del periodo tra il 2006 e il 2025 (-40,8%). La riserva idrica lombarda, a fine aprile, non superava i duemila milioni di metri cubi, contro una media di poco inferiore ai tremila negli ultimi due decenni. I dati relativi ai bacini dei quattro grandi fiumi che bagnano la bergamasca - Adda, Brembo, Serio e Oglio - sono, se possibile, ancora più preoccupanti di quelli medi: le riserve del bacino dell’Adda segnano un - 53,6% rispetto alla media del periodo 2006-2025, quelle del Brembo un -77,1%, quelle del Serio un -71,4% e quelle dell’Oglio un -58,2%. «Il dato del 2026 è in linea con ciò che abbiamo osservato negli ultimi anni, ovvero una costante diminuzione delle risorse idriche disponibili. A pesare sulle percentuali è la mancanza di neve: nonostante le recenti nevicate, il manto nevoso disponibile quest’anno è la metà della media dell’ultimo ventennio», dichiara Franco Gatti, presidente del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, che però rassicura: «È presto per dire che stiamo andando incontro a una “grande siccità” come quella del 2022. Maggio e giugno sono due mesi piovosi, di solito: bisogna capire se lo saranno anche quest’anno». Gli fa eco Pierangelo Bertocchi, amministratore delegato di Uniacque: «Al momento siamo vigili, ma non in allerta. Non vogliamo fare allarmismi: teniamo monitorata la situazione».
Difendere ogni goccia è un dovere di tutti
I bacini idrici sono sempre più in sofferenza per il cambiamento climatico. Per evitare le perdite e per far fronte alla siccità, il Consorzio di Bonifica punta sull’irrigazione a pioggia e sull’efficienza, mentre Uniacque monitora la rete dalla sorgente con contatori intelligenti
Lettura 2 min.L’irrigazione «a pioggia»
Per far fronte alla siccità, sia il Consorzio di bonifica che Uniacque si sono dotati di strumenti avanzati per monitorare le risorse idriche, evitare le perdite e ridurre gli sprechi. «Negli ultimi anni abbiamo effettuato grandi investimenti nell’efficientamento della gestione dell’acqua. Abbiamo trasformato molti sistemi di irrigazione a scorrimento in impianti ad aspersione (o «a pioggia», ndr), che risparmiano fino al 40% dell’acqua. Finora abbiamo coperto circa duemila ettari di terreno con questi nuovi sistemi», racconta Gatti. Il Consorzio si è anche impegnato nell’impermeabilizzazione con letti in cemento delle rogge di adduzione, in particolare di quelle più datate, come la Roggia Serio e la Roggia Morlana: «Una è stata costruita nel XII secolo, l’altra nel XV. Ci sono state diverse opere di manutenzione nel tempo, ma resta il problema di conservare le risorse e di evitarne la dispersione, almeno durante i periodi di siccità. L’acqua che penetra nel terreno dalle rogge finisce di nuovo nella falda, questo è vero, ma nei momenti in cui ne abbiamo più bisogno è meglio che resti nei corsi d’acqua», continua il presidente del Consorzio di bonifica. La rete delle rogge bergamasche è vasta, supera i 2.500 chilometri. Sui corsi principali sono installati dei sistemi di telecomando e telecontrollo, che servono a monitorarne il flusso e la portata, in modo da garantire la sicurezza idrica dei campi: «Le rogge non servono solo a portare l’acqua alle coltivazioni, ma anche a trasportarla altrove quando piove troppo. I sistemi di controllo ci indicano istantaneamente quanta acqua scorre», conclude Gatti.
I «monitoraggi intelligenti»
Anche Uniacque, grazie al Pnrr, ha implementato dei sistemi di monitoraggio della rete idrica che, riporta Bertocchi, «al momento non coprono tutto il territorio bergamasco, anche se è un obiettivo a cui speriamo di arrivare in futuro». Esiste però un sistema di monitoraggio complessivo della rete, che si abbina agli «smart meter», i contatori intelligenti, e indica in tempo reale la presenza di perdite e malfunzionamenti. «Dal punto di vista del monitoraggio della rete siamo in un’ottima posizione - continua l’amministratore delegato di Uniacque - perché abbiamo aggiornato gli scanner di telecontrollo, abbiamo applicato numerosi sensori, abbiamo distrettualizzato le reti nei Comuni e già da anni possiamo vedere di giorno in giorno, quando non di ora in ora, lo stato di salute dei bacini. Ci accorgiamo immediatamente se una sorgente ha dei problemi o se è in crisi. Inoltre, effettuiamo ogni giorno una verifica del carico dei bacini, perciò sappiamo sempre a che punto è la rete». Secondo Bertocchi, la situazione delle sorgenti utilizzate da Uniacque è leggermente migliore di quella delle fonti del Consorzio di bonifica: «Le nostre ultime rilevazioni dicono che la disponibilità è inferiore del 25-30% rispetto alla media stagionale. Siamo preoccupati, ma molto dipenderà dalle precipitazioni di maggio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA