Lanciato ad aprile 2025, il progetto «Airport virtual infrastructure operation» (Avio) ha dato origine a una visualizzazione integrata e propriamente modellata nel gemello digitale di dati provenienti da diverse sorgenti migliorando la situational awarness di piazzale della porzione «airside» del Milan Bergamo Airport di Orio al Serio. Si tratta di un «Digital twin» basato sul monitoraggio costante dei dati prodotti dalle telecamere e dai sensori sparsi per lo scalo.
Come il «gemello digitale» rende
più efficiente e sostenibile l’aeroporto
di Orio
Il progetto Avio integra dati da sensori, telecamere e sistemi operativi per migliorare l’efficienza del piazzale. Una piattaforma condivisa e innovativa apre a nuovi scenari di simulazione e sicurezza.
La tecnologia dietro Avio
Il funzionamento del gemello digitale dell’aeroporto bergamasco è garantito da un sistema Hpc (High-performance computing) sviluppato da HP Enterprise, mentre la progettazione di Avio ha coinvolto, oltre a Sacbo, anche TXT e-tech, Sorint.tek e l’Università di Pavia. Il sistema, co-finanziato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il fondo complementare del Pnrr, è unico nel suo genere: a una componente di ricerca e sviluppo tecnologico, infatti, se ne affianca una di ottimizzazione ed efficientamento dei servizi, anche in ottica di sostenibilità. Non solo: il piano è quello di mettere in rete anche le 140 telecamere presenti nell’area airside dello scalo, garantendo un monitoraggio costante della sicurezza aeroportuale tramite algoritmi di IA e computer vision. Il cuore del progetto è un calcolatore ad alte prestazioni - più potente di un server tradizionale - che permette di gestire localmente tutti i dati, evitando che le informazioni sensibili vengano esposte ai rischi del cloud. Inoltre, l’intera infrastruttura è ridondata per poter erogare i servizi critici senza soluzione di continuità anche in caso di guasto.
Ne parla Davide Gabrielli , responsabile della Operational innovation unit del gestore aeroportuale.
Che cos’è il progetto Avio?
«Si tratta di una replica in 3D, dell’ambiente del Milan Bergamo Airport coerente e aggiornata alle attività di turnaround. Al momento, il modello digitale dell’aeroporto comprende la sola parte airside, ovvero l’area dove si svolge la movimentazione dei velivoli. Il focus del progetto è proprio sulle attività operative di piazzale, in particolare sull’apron. In questa fase non è ancora prevista la digitalizzazione e la virtualizzazione dell’area landside. Tecnicamente, più che di digital twin dovremmo parlare di digital shadow, ovvero di un’ombra digitale: il modello utilizza una grande mole di informazioni raccolte in tempo reale per monitorare l’aeroporto, e a regime potrà sicuramente portare a nuovi sviluppi che permetteranno scenari simulativi what-if olistici dell’intero airside ».
Quali fonti avete utilizzato per creare Avio?
«Per la realizzazione del modello 3D ci siamo basati sulle planimetrie esistenti e su una campagna fotografica condotta sull’intero sedime aeroportuale, integrando rilievi manuali e digitali. Per quanto riguarda il monitoraggio in tempo reale, il progetto prevede un modulo di computer vision, applicato alle videocamere che presidiano l’area airside, attualmente implementato su tre stand campione.
Inoltre,integriamo dati provenienti da diverse diverse fonti, tra cui il sistema europeo A-cdm (Airport collaborative decision making), che fornisce informazioni in tempo reale sullo stato operativo degli aeromobili e integriamo flussi dati Ads-B e del receiver di Fr24 per l’individuazione di aerei e di ambulift all’interno dell’area aeroportuale e nelle immediate vicinanze. A queste informazioni si aggiungono quelle proprietarie, come checklist compilate sottobordo, i dati del coordinamento di scalo, quelli dei sistemi di rifornimento degli aerei e, più in generale, le informazioni che finiscono nel nostro database aeroportuale».
Più efficienza e controllo, meno consumi
Il progetto Avio ha permesso a Sacbo di ottimizzare ed efficientare il lavoro nell’aeroporto di Orio al Serio, ma anche di migliorarne la sostenibilità ambientale e di formare in modo più efficace chi ci lavora. A spiegare come è stato possibile ottenere questi risultati è Ettore Pizzaballa, responsabile dei sistemi informativi di Sacbo.
Quali sono i vantaggi operativi garantiti dal digital twin?
«Questa tecnologia ci permette per la prima volta di creare una piattaforma cross, rivolta cioè a tutte le realtà attive nel nostro aeroporto. Nel settore aeroportuale, i servizi IT hanno storicamente prodotto soluzioni verticali per ogni attore della filiera, dal gestore dello scalo fino agli handler di terra, passando per chi si occupa del rifornimento del carburante e per le compagnie aeree. Con un gemello digitale profondamente interconnesso viene meno la necessità di sviluppare continuamente nuovi software e interfacce: Avio raccoglie dati certificati e utili sul campo, mettendoli a disposizione di tutte le realtà coinvolte nel servizio. È il primo progetto del genere in Italia e nessuno degli altri aeroporti italiani possiede una piattaforma così avanzata».
Avio rende l’aeroporto più sostenibile: come?
«In primo luogo, mantenere migliaia di interfacce diverse per ogni attore della filiera è complesso ed energivoro. Con il digital twin possiamo ridurre il numero di processi e farli convergere verso una sola soluzione. Dal punto di vista operativo, ridurre gli errori e i tempi di controllo significa essere più efficienti e consumare meno. Negli ultimi mesi, inoltre, siamo partiti da Avio per creare un simulatore di guida a terra nell’area airside e uno strumento di formazione per il de-icing (lo scongelamento) della fusoliera, delle ali e della coda degli aerei. Si tratta di strumenti che migliorano la sicurezza dei velivoli e degli operatori, che consentono la formazione lungo tutto l’anno e che permettono di alternare momenti in aula, simulazioni digitali e prove pratiche abbattendo i consumi di carburante, acqua ed elettricità. Inoltre possiamo svolgere parte delle simulazioni in digitale senza che la formazione interferisca con lo scenario operativo».
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