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Lavorare in Atb: la Bus Academy per diventare autisti

Nuove opportunità con la Bus Academy per futuri autisti che includono un numero maggiore di donne. La nuova vita di Stefania Perico che ha accettato la sfida di rimettersi in gioco a 43 anni nel trasporto pubblico e l’esperienza di Roberto Milani, da nove anni in Atb, ora conducente di autobus e delle funicolari di Bergamo e di San Pellegrino.

Ritorna la Bus Academy di Atb Consorzio, in collaborazione con Enaip Lombardia, per formare nuovi autisti e rispondere alla crescente carenza di personale. Il percorso, il cui bando di iscrizione si è appena concluso attivando la formazione per 20 futuri autisti, prevede 320 ore di formazione distribuite su 20 settimane, rivolte a disoccupati di almeno 21 anni, con patente B o superiore e buona conoscenza dell’italiano. La prima Academy è stata avviata nel dicembre 2024 con tre classi ed ha riscosso un grande successo: su 19 partecipanti, 18 sono già in servizio come conducenti di autobus. I selezionati sono stati guidati passo passo all’ottenimento della patente D e della Cqc (Carta di qualificazione del conducente), con un inserimento immediato nelle aziende consorziate.

Le testimonianze

Stefania Perico, 43 anni, ex addetta alle pulizie e madre di una bambina, ha frequentato la seconda classe di questa prima edizione. Si è avvicinata al lavoro di autista spinta dalla curiosità e dalla possibilità concreta di rimettersi in gioco. «Il mio compagno mi ha segnalato l’annuncio dell’Academy. Volevo provare qualcosa di nuovo, avere un lavoro stimolante e riuscire a conciliare lavoro e vita privata», racconta. Conseguire tutte le patenti necessarie è stato impegnativo, soprattutto la teoria, ma l’Academy l’ha affiancata in ogni fase del percorso. Dopo i corsi di inglese, autodifesa e scuola guida e il conseguimento del Cqc, ha affrontato un periodo di affiancamento graduale su diverse linee, fino all’inserimento in Atb, entrando in contatto con i passeggeri e imparando a gestire situazioni di pressione.

Roberto Milani, 53 anni, oggi conducente di autobus e delle funicolari di Bergamo e San

Pellegrino, ha intrapreso un percorso diverso. Entrato in Atb nove anni fa dopo esperienze come fabbro, litografo, nel trasporto turistico e nell’autotrasporto, ha scelto il trasporto pubblico per conciliare lavoro e vita privata. Attualmente si sta formando per entrare in sala operativa ed è rappresentante sindacale. «Quando sono arrivato - dice Milani - si entrava solo tramite concorso, con pochi posti disponibili. Oggi si assume per formare e risolvere la carenza di personale», spiega. L’affiancamento è stato centrale per entrambi. Stefania Perico ha seguito un tutor nelle prime settimane, acquisendo sicurezza e autonomia.

Oltre la formazione tecnica

Roberto Milani sottolinea come l’approccio cambi a seconda del profilo del nuovo autista: chi arriva con esperienza riceve indicazioni tecniche, chi è alle prime armi richiede supporto più deciso. Anche il rapporto con i passeggeri è essenziale: interagire ogni giorno con migliaia di persone permette di acquisire sicurezza e gestire la pressione con professionalità. Federico Zamboni, dirigente area programmazione e produzione del servizio Atb, spiega che l’Academy va oltre la formazione tecnica: «Investiamo nel personale perché crediamo nelle persone, anche se al di là delle competenze. È un’opportunità concreta per chi vuole cambiare carriera o trovare soddisfazione personale». L’Academy contribuisce anche a ridurre il gap di genere: il 42% dei partecipanti è donna, a fronte del 10% di conducenti donne in servizio. Pochi i giovani ancora interessati a questo mestiere purtroppo. Gli occupati hanno per lo più tra i 40 e i 50 anni e intraprendono il percorso di formazione, spesso dopo altre esperienze lavorative. La selezione per la nuova classe della Bus academy appena conclusa è un’opportunità concreta per chi desidera intraprendere la carriera di autista e mettersi alla prova in un percorso completo di formazione e inserimento in azienda. Guardando al futuro, i due intervistati condividono la stessa visione: apprezzano la dinamicità del lavoro, il contatto quotidiano con le persone e le sfide che rendono ogni giornata diversa. Per loro la professione non è solo un impiego, ma un mondo in movimento. D’altronde, un autobus non si mette in moto da solo: servono sicurezza, competenza e un buon autista!

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