Atalanta pareggia 3 a 3 con la Lazio  Doppietta di Ilicic e gol di Caldara
Gli appuntamenti
il 17 dicembre
Il presepe sull’argine del Brembo è ormai entrato nella tradizione di Ponte San Pietro, riconosciuto come uno dei simboli della festività della provincia.
Il sole scende sulla cresta Foto del Giorno Il sole scende sulla cresta

La droga e i giovani
Gli adulti in fuga

di Giuseppe Frangi
La droga e i giovani Gli adulti in fuga

È certamente una bella notizia quella dell’apertura della nuova comunità per minori di Aga, inaugurata ieri a Pontirolo. Ma è una bella notizia che in realtà ne copre una brutta. Se oggi infatti la comunità di quel territorio ha urgenza di una struttura così (e ha la fortuna di poter contare sull’esperienza e sulla competenza umana di una realtà come Aga) è perché troppi ragazzi sono finiti sul piano inclinato del consumo di nuove droghe. E tutto questo è accaduto senza che si alzasse nessun particolare allarme sociale. Se di droghe in questi anni si è parlato è solo per il dibattito, che alla luce dei fatti suona davvero un po’ accademico, sulla liberalizzazione delle droghe leggere.

Gentiloni, il calmo
nel Paese del rancore

di Franco Cattaneo
Gentiloni, il calmo nel Paese del rancore

Entrato in punta di piedi a Palazzo Chigi, spinto da Renzi, Paolo Gentiloni ha vissuto un anno sull’ottovolante, come dicono lo stesso premier e la cronaca di questi giorni: dall’infinita vicenda Boschi-Etruria alla discussa legge sul fine vita, dalla legge di bilancio al prossimo invio in Niger di soldati italiani. Ma Paolo il calmo riesce a ritagliarsi un ruolo d’equilibrio nel giusto mezzo. Giocare oltre misura sui risvolti di una personalità dal consenso trasversale per la sua capacità di farsi concavo e convesso può condurre alla banalità e scolorire un carattere che non ha bisogno di farsi prendere sul serio.

Dalla scuola alla famiglia
L’Italia che non cresce

di Diego Colombo
Dalla scuola alla famiglia L’Italia che non cresce

La scuola italiana ha la necessità di disporre di insegnanti più preparati e pagati meglio. Dovrebbero non solo essere retribuiti in modo più adeguato, ma anche essere gratificati da una possibile progressione di carriera, basata su riscontri dell’impegno profuso nella professione. L’insegnante bravo e lo scansafatiche, invece, sono accomunati dallo stesso, magro, destino. I docenti, inoltre, sono sempre più caricati da procedure burocratiche, invece di potersi concentrare sul loro vero compito: insegnare.