Un’impronta bergamasca alla Mostra internazionale di architettura di Venezia
LA BIENNALE. Davide Masserini di Gazzaniga è tra i fondatori dello studio Ab(Normal). Il progetto «Temporanea» è stato selezionato per l’edizione del 2027. «Un’occasione per contribuire al dibattito internazionale sull’architettura contemporanea».
Lettura 1 min.Gazzaniga
Ci sarà anche un bergamasco nel team di curatori del Padiglione Italia alla ventesima Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia, al via a maggio 2027 con la direzione di Wang Shu e Lu Wenyu. Si tratta di Davide Masserini, classe 1993 di Gazzaniga, architetto e co-fondatore di (Ab)Normal, studio interdisciplinare di architettura e design di Milano. Il progetto «Temporanea» curato dal suo studio insieme ad APRIL, è stato scelto tra la terna selezionata dalla Commissione di valutazione dell’avviso pubblico a due fasi promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (Dipartimento per le Attività Culturali). Nella prima fase la Commissione ha selezionato dieci dossier e ha poi individuato la terna da sottoporre al Ministero, che ha scelto il vincitore. Gli altri due progetti finalisti erano «Italian Resonances» di Stefano Boeri e «Il nuovo nell’antico. Italia laboratorio d’Europa» di Paolo Zermani.
«Un traguardo importante»
«Essendo cresciuto in provincia di Bergamo - è il commento di Masserini - questo riconoscimento ha per me anche un significato personale. Il percorso che ci ha portati a curare il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia è il risultato di anni di lavoro, ricerca e collaborazioni, spesso sviluppate fuori dall’Italia. È un traguardo importante per il nostro studio, ma soprattutto un’occasione per contribuire al dibattito internazionale sull’architettura contemporanea attraverso un progetto che rappresenta molto bene il nostro modo di lavorare».
Esperienze in Cina, Francia e Australia
Laureato alla Scuola di Architettura del Politecnico di Milano, Masserini ha partecipato a diversi programmi internazionali di studio, come alla Tsinghua University di Pechino e alla Tongji University di Shanghai. Nel 2014 ha collaborato con U67 nell’ambito della 14a Biennale Architettura di Venezia. Dal 2016 al 2021 ha lavorato presso Oma (Office for Metropolitan Architecture), contribuendo allo sviluppo di numerosi progetti internazionali, tra cui Quai d’Orsay a Parigi, Columbia Circle a Shanghai e Southbank a Melbourne. Insieme agli amici del Politecnico Mattia Inselvini (Brescia, 1992) e Luigi Savio (Firenze, 1987), ha fondato (AB)Normal.
Dinamismo e professionalità
La proposta affronta il tema della temporaneità con una chiave di lettura originale e attuale e riesce a rappresentare il dinamismo della professionalità italiana nelle molteplici declinazioni dell’architetto, evidenziandone la capacità di operare in contesti mutevoli e attraverso forme progettuali diverse. I dettagli saranno presentati in una conferenza stampa, prevista a marzo 2027. «Siamo profondamente grati - ha dichiarato il team dello studio - al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, alla Dg Creatività Contemporanea e ai membri della Commissione per aver creduto nella nostra visione. Un’occasione per dare voce a una cultura progettuale italiana tanto diffusa quanto ancora poco raccontata».
Una visione condivisa
Per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, «affidare il Padiglione Italia della Biennale Architettura 2027 a un gruppo di giovani architetti significa compiere una scelta coraggiosa, una scommessa sul futuro e sulla capacità delle nuove generazioni di interpretare e trasformare il nostro tempo. È un progetto concepito dai giovani per i giovani, fondato su una visione condivisa e partecipativa dell’architettura, che torna a essere terreno privilegiato di sperimentazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA