Martedì 17 Giugno 2014

Brasile, l’altra faccia del Mondiale

raccontata da una missionaria Cmd

Stefania Lo Verde in Brasile

«Certo, i brasiliani non vedono l’ora che inizino le partite, ma ce ne sono anche tanti altri che non vogliono i Mondiali, perché pensano che i ricavi della manifestazione non aiuteranno la popolazione».

Stefania Lo Verde, bergamasca, 28 anni, ha fatto una scelta controcorrente: missionaria in Brasile con il Cmd, il Centro missionario diocesano, accanto ai bambini, gli anziani e i poveri. Se la cerimonia di inaugurazione ha mostrato il lato più scintillante di questo Paese, i balli, la festa, le coreografie, l’amore per il pallone, nei telegiornali in questi giorni scorrono altre immagini: l’altra faccia dei mondiali.

«Ci sono proteste e scioperi – racconta Stefania -. Situazioni terribili, sembrava di essere in un film: durante lo sciopero della polizia c’era gente che entrava nei negozi e rubava e in una città ci sono stati 60 omicidi». Sulla tv brasiliana, come ci spiega la giovane missionaria, molti programmi d’inchiesta denunciano fatti: «L’altro giorno, su Tv Record Bahia, hanno detto che per la Coppa del Mondo la guardia municipale sta raccogliendo a forza tutti i senzatetto e i bambini di strada e non si sa dove li portano».

Così, accanto ai preparativi per le partite, accanto alle grandi sfide che attendono le squadre più titolate, come quella di casa, dalla quale la gente si attende grandi cose (la vittoria è vissuta come un segno di speranza, con un’attesa che va al di là del calcio) ecco tornare prepotentemente all’attenzione globale le sofferenze e le emergenze che si vivono nel Paese. Stefania Lo Verde da oltre un anno vive a Serrinha, comune nello stato di Bahia. Terza di cinque fratelli, ha fatto della missione la sua scelta di vita.

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