Mercoledì 08 Dicembre 2010

Spesa, il carrello dei bergamaschi
è il più leggero in Lombardia

 «Analizza e osserva dettagliatamente la spesa alimentare delle famiglie - il bisogno prioritario a cui proprio nessuno può rinunciare - e avrai un quadro preciso per valutare davvero quanto pesano le difficoltà economiche sulle loro spalle». È la ricetta dello studio Ores, Osservatorio regionale dell'esclusione sociale in Lombardia, che rileva costantemente la capacità d'acquisto (misurando il valore della spesa pro-capite), l'incidenza della spesa alimentare sui consumi totali e quella che riguarda l'acquisto di prodotti in promozione. A Bergamo - tra luglio e settembre 2010 - la spesa pro-capite è scesa a 146,60 euro, il 15% di consumi in meno rispetto alla media lombarda nello stesso periodo.

Nonostante il momento molto delicato e i carrelli un po' più vuoti alla cassa, resta costante l'attenzione da parte dei bergamaschi alla qualità dei prodotti alimentari visto che - rispetto al trimestre precedente - è stata registrata una contrazione nell'acquisto di articoli in promozione. Tenendo conto di tutti questi «indicatori sentinella» (capacità d'acquisto, priorità della spesa alimentare, e ricorso alle promozioni) – elaborati in un unico indice nel «Consumer food territorial index» che potete consultare nella grafica a fianco – le famiglie bergamasche (in buona compagnia con quelle di Cremona, Lecco e Sondrio ndr) in Lombardia sono nei bassifondi della classifica quindi più in difficoltà economica di altre città della regione.

Nella nostra regione siamo fra le città che in questi ultimi mesi hanno modificato di più le scelte d'acquisto - e pagano maggiormente il momento di crisi acquistando meno - ma siamo messi decisamente meglio di tante altre città italiane. L'esempio lampante è rappresentato proprio dai dati che emergono sulla spesa pro-capite (rilevati al netto delle variazioni stagionali e di prezzo) che a Bergamo è di 146,60 euro. In Lombardia è molto inferiore ai 202,20 euro di Varese prima in classifica, Lodi (196 euro) e Milano al terzo posto (184 euro) ma sempre maggiore della media stimata a livello nazionale che è di 123,40 euro. Piuttosto curioso il fatto che nella classifica delle città lombarde la spesa pro-capite per generi alimentari risulta particolarmente elevata nell'ovest della regione mentre – al contrario – con carrelli decisamente meno pieni alle casse nel sud-est. Fra luglio e settembre, comunque, tutti i lombardi possono sorridere: hanno speso in media per prodotti alimentari 50 euro in più di quanto è stato speso mediamente in Italia all'interno di supermercati e ipermercati.

Leggi l'approfondimento su L'Eco di Bergamo in edicola mercoledì 8 dicembre

a.ceresoli

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