Mercoledì 22 Dicembre 2010

COPIA DI Yara, la mamma chiarisce:
«Non ha insistito per andare»

«Non ha insistito Yara per portare il registratore in palestra. Tantomeno ha litigato con la sorella maggiore per portarlo. Semplicemente gliel'ho detto io quel giorno stesso: se finisci i compiti presto, vai». Maura Gambirasio, la mamma di Yara, chiarisce come sono andati i fatti quel venerdì e perché Yara è uscita di casa alle 17,15.

«Il giorno prima della scomparsa, giovedì – spiega Maura Panarese– la direttrice dei corsi di ginnastica ritmica aveva chiesto alle ragazze presenti se qualcuna fra loro avesse uno stereo portatile da mettere a disposizione per la gara in programma la domenica successiva. In quel momento era presente mia figlia maggiore Keba, (15 anni, ndr) che ha risposto: sì, noi lo abbiamo. Tornata a casa, Keba ha riportato la richiesta dello stereo e per quel giorno la questione si era chiusa così, senza stabilire chi lo avrebbe effettivamente portato in palestra, né quando. Il giorno dopo, alle 13,45 circa, sono stata io a dire a a Yara: se finisci i compiti in un orario ragionevole, puoi portarlo tu oggi. Tutto qui: nessun litigio, nessuna insistenza». Finiti i compiti, Yara è uscita per portare il registratore al centro sportivo. Erano le 17,15.

Lunedì sera i familiari di Yara – papà, mamma, la figlia maggiore Keba e la sorella del padre, Nicla, anche lei di Brembate Sopra – sono stati sentiti nuovamente dai carabinieri. «Lo facciamo di frequente, man mano che l'indagine prosegue», hanno spiegato gli inquirenti. L'obiettivo di lunedì sera, si è appreso, è stato ricostruire la giornata della scomparsa di Yara (nei precedenti colloqui l'attenzione si era focalizzata di più sulla fascia oraria della scomparsa).

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a.ceresoli

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