Domenica 14 Agosto 2011

La rivolta dei piccoli Comuni
«Toccateci e sarà la rivoluzione»

«Tolgano i piccoli Comuni e succederà una rivoluzione che manco se la immaginano». I toni non sono dei più pacati e lo scontento si traspira fin dalla seconda parola: i municipi sotto i mille abitanti non si toccano e – precisano i sindaci – non è questione di poltrone. La notizia fresca di venerdì coglie di sorpresa i nostri, pronti a far sentire le loro ragioni per difendere «molto più di un ufficio e quattro sedie». I più agguerriti hanno portato alla finestra il loro no alla manovra bis che tra le righe butta lì il seguente concetto: se hai meno di mille abitanti stop, non esisterai più. Fondere, unire, aggregare: è la ricetta salva Italia.

La quasi totalità dei sindaci interessati dai tagli annuncia però che non starà a guardare. Con l'eccezione di Isso – che in questo elenco con Barbata è la mosca bianca della Bassa – e di Costa Serina. Il sindaco di Isso, Giampietro Boieri, accoglie il provvedimento con un «finalmente». Spiega infatti che «con questa misura si ottimizzeranno le risorse». E, nel dubbio che a Roma abbiano in mente l'unione o la fusione dei Comuni, già si sbilancia a favore di quest'ultima, «una ridefinizione dei confini territoriali e amministrativi», ma, Tremonti all'erta, «con un adeguato trasferimento di risorse per poter gestire i servizi». Con chi andrebbe Isso? «È indifferente, ma essendo Sola divisa tra i Comuni di Isso e Fara Olivana, diventerebbe logico un accorpamento con Fara. Ormai Comuni così piccoli non hanno più senso di esistere».

Ci spostiamo in Valle Brembana, il «feudo» dei mini Comuni – 29 su 57, più della metà – e l'aria si fa più pesante. Lo capisci da quelle bandiere a mezz'asta, listate a lutto da sacchi della spazzatura. Provocazione allo stato puro.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 14 agosto

fa.tinaglia

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