Giovedì 19 Gennaio 2012

Il vescovo visita il Centro Cbf
Abusi fisici, aiuti a 400 famiglie

«Ci sono sempre state problematiche di diverso genere nelle famiglie. Ieri si risolvevano al loro interno, oppure si poteva sulla presenza di un tessuto sociale e familiare forte e condiviso. Oggi, in una società totalmente mutata che vede anche tante difficoltà e fragilità nelle famiglie, le stesse problematiche hanno bisogno di nuovi approcci, servizi e competenze. Soprattutto, vanno messe in relazione ai vissuti della persona e della famiglia».

Stamattina, il vescovo Francesco Beschi ha visitato il Centro per il bambino e la famiglia (Cbf) a Longuelo. È una struttura nata nel 1991 nell'ambito dell'Asl di Bergamo con l'appoggio dei Nepios e collocata in uno stabile di proprietà del Comune.

Come hanno sottolineato Claudio Rozzoni e Mara Azzi, rispettivamente responsabile del Cbf e direttore generale dell'Asl Bergamo, la struttura grazie ad apposite terapie, si prende cura di famiglie maltrattanti e figli maltrattati da 0 a 18 anni, come abusi sessuali, maltrattamenti fisico-psicologici, disagio, trascuratezza nell'educazione e anche nell'alimentazione.

Attualmente sono seguite 400 famiglie bergamasche e anche extraprovinciali che, sia singolarmente, sia a piccoli gruppi, trascorrono nella struttura parte della giornata. Di queste 400 famiglie, l'11% sono immigrati. Il Cbf conta 4 dipendenti Asl e 7 collaboratori esterni non dipendenti con contratti diversi. «Il Cbf offre servizi di eccellenza, mutuati da lunghe esperienze già avviate in nazioni estere», hanno sottolineato i responsabili.

m.sanfilippo

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