Venerdì 27 Aprile 2012

Omicidio Barcella, Telini confessa:
«Minacciato, avevo ritrattato»

«Ho ricevuto delle minacce in carcere, e per questo ho cercato di ritrattare. Ma la verità è quella che ho raccontato ad agosto al pubblico ministero: è stato Ponik a colpire Barcella, dopo che Poletti lo aveva strangolato». Geremia Telini, 43enne imprenditore di Gorno, detenuto, giovedì mattina 26 aprile ha concluso così il suo interrogatorio in udienza preliminare davanti al giudice Bianca Maria Bianchi.

L'uomo si trova davanti al gup coimputato con Roberto Poletti, 38 anni, disoccupato di Gorno, detenuto, e Benim Ponik, 36 anni, operaio kosovaro di Gazzaniga (scarcerato a febbraio per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza): insieme, secondo l'accusa, e con vari livelli di coinvolgimento, avrebbero ucciso Santo Barcella, il settantenne artigiano di Clusone sparito da casa sua il 6 novembre 2010 e trovato poi cadavere il 22 marzo 2011 a Valpiana, sopra Gandino.

Telini, che nei giorni scorsi aveva chiesto di poter essere interrogato, aveva inizialmente cercato di fornire una nuova versione dei fatti: nella sostanza aveva spiegato che Benim Ponik non sarebbe stato presente all'omicidio e non avrebbe quindi partecipato, ma che invece sarebbero stati lui stesso e Poletti a prendere in consegna Barcella e ad ucciderlo. Più esattamente, il 6 novembre, sarebbe stato Poletti a strangolarlo e poi lui, Telini, in un secondo momento, lo avrebbe colpito con l'arma, poi gettata via.

Alla fine dell'interrogatorio aveva però già lasciato capire, sollecitato dalle domande del pm Carmen Pugliese, che il cambio di versione sarebbe stato provocato da alcune minacce. Ieri ha confermato questo punto.

La prossima udienza è stata fissata per l'11 maggio: in quella data gli imputati sceglieranno se discutere il rinvio a giudizio o se, più probabilmente, affrontare il giudizio abbreviato.

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m.sanfilippo

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